Lecco, 09 agosto 2017   |  

Vivere a colori. Angelica Tiraboschi

di Gabriella Stucchi

Cristian Bonaldi racconta la storia della ragazza morta a 19 anni dopo quattordici mesi di lotta contro un cancro al seno.

Vivere a colori

L’autore, Cristian Bonaldi, nel libro, su richiesta dei genitori, propone la vicenda di Angelica Tiraboschi (Angi per gli amici), nata a Treviglio nel 1995, ma residente a Fornasotto, frazione di Pontirolo Nuovo, in provincia di Bergamo e diocesi di Milano, morta a diciannove anni dopo quattordici mesi di lotta contro un cancro al seno.

Dolce, tenera, affettuosa, ma anche severa, ferma e determinata, disponibile con chi ha bisogno, ha un grande amore per Gesù e per la Madonna, che invoca spesso come una mamma. Un posto particolare Angelica dedica all’amicizia, che considera un dono di Dio: lei stessa è punto di riferimento per molti, con cui condivide pensieri e attese. Ottimi anche i rapporti con i compagni di classe al Liceo Secco Suardo di Bergamo, a cui trasmette le proprie convinzioni religiose. Interessante soprattutto il legame con l’insegnante di inglese, Anna Maestroni, con cui si crea una vera amicizia. Molti sono gli scritti riportati: confidenze, ironia, ma anche la dura realtà della malattia, che lascia tutti senza fiato, ma sempre, alla fine, con parole di incoraggiamento.
Un’esperienza interessante vissuta da Angelica è l’adesione al Rinnovamento nello Spirito, ai cui incontri partecipa con profonda convinzione, fino a che la malattia lo permette.
«Sorridi, sempre!»: la citazione di santa Teresa di Calcutta è scritta a caratteri cubitali sul diario di Angelica. Tutti coloro che l’hanno incontrata portano nel cuore il sorriso luminoso e caldo di Angelica. Anche quando le viene diagnosticato il cancro, ripete spesso: «Si può superare tutto, se ci si arma di sorriso», e insieme prega: «Signore, dammi la forza per portare la croce».

La diagnosi del tumore, gli interventi (due, perché poi insorge un altro tumore), la degenza in ospedale, la metastasi... sono momenti dolorosi descritti accuratamente, accompagnati da scritti di Angelica stessa, sempre pieni di abbandono alla volontà di Dio; testimonianze di parenti e persone amiche, che l’accompagnano con tenerezza.
Il cancro non si arresta e dal letto dell’ospedale Angelica attraverso il dolore conferma che la vita è un dono meraviglioso. Nel suo volto sofferenza e bellezza, dolore e delizia...Vola in cielo senza disturbare nessuno, all’improvviso, il 29 agosto 2015. Il funerale, nella parrocchia di Pontirolo Nuovo, è «la prova dell’esistenza del paradiso», tante sono le persone intervenute per rendere omaggio alla ragazza che ha combattuto il cancro con fede salda. Dopo la sua morte, due eventi definiti “miracoli”: l’ingresso in seminario di un giovane e la riconciliazione di un’amica di Angi con la suocera, fino all’abbraccio.

Il titolo del libro, “Vivere a colori” è spiegato dall’episodio descritto nel cap. VII, che risale all’estate del 2016, quando a Zorzone è stato organizzato il 40° torneo notturno di Pallavolo e il I° Memorial Angelica Tiraboschi. Il papà e la mamma portano una coppa in ceramica bianca puntinata di vari colori. Il tutto con un valore simbolico: la ceramica, fragile e duttile alle mani del vasaio, simboleggia Angelica, che si è lasciata modellare, trasformare, a immagine e somiglianza di Gesù. I colori sono il segno della sua gioia, in ogni momento.

Il libro è molto commovente, e insieme riflette una grande umanità. I numerosi scritti autografi sia di Angi, sia di parenti e amici, tra cui anche sacerdoti, offrono una stupenda testimonianza del valore della vita, che va vissuta in ogni momento come dono, anche nelle prove, con la certezza che Dio non abbandona, soprattutto quando il dolore è condiviso, nella sincera amicizia, nella vicinanza discreta, con la preghiera.

Cristian Bonaldi VIVERE A COLORI Angelica Tiraboschi – Paoline – euro 15.00

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