Lecco, 26 febbraio 2020   |  

Una santa per amica Teresa di Calcutta vista da vicino

di Gabriella Stucchi

“O Signore, apri la mia bocca e riempila di sorriso. E noi conosceremo la tua gioia. Grazie per ogni sorriso, Signore”(Madre Teresa).

Una santa per amica

Marco Di Tillo, noto autore televisivo e radiofonico per la Rai, prova a raccontare la “Teresa sorridente” che ha incontrato per la prima volta quando lei aveva circa settant’anni.

Il primo incontro è all’aeroporto di Fiumicino, quando Marco si vede salire sul maggiolino Volkswagen una suora piccoletta, sorridente, che dice di chiamarsi Teresa. Arriva anche il padre di Marco con altre tre suore, molto basse di statura, di Calcutta, con piccole borse; parlano inglese. La destinazione era la chiesa di San Gregorio al Celio, vicino al Colosseo, dove si costruirà una casa di accoglienza, dopo quella di Tor Fiscale (spiega il padre). Intanto Marco è colpito dallo sguardo tenero e severo di Teresa, di cui apprende notizie da un libricino di circa ottanta pagine in inglese nella libreria Feltrinelli.

Subito lo colpisce il racconto di una donna indù che aveva abortito otto anni prima, di cui madre Teresa condivide la pena. Inoltre Marco apprende dal padre i luoghi in cui madre Teresa ha portato l’”amore”: nel 1970 in Bangladesh, inondato a causa di un ciclone; più volte nel nord del Bengala e nel ’76 ha inviato le suore in Guatemala per il terremoto, poi a Chernobyl nei villaggi colpiti dalle radiazioni.

Nella primavera del ’76 Teresa torna a Roma e Marco accompagna il padre per incontrarla. Durante il cammino a piedi padre e figli parlano tra loro (cosa che non avveniva da molto tempo). A san Gregorio entrano nella stanza di Teresa, che chiede al padre di verificare la possibilità di sistemare un rudere abbandonato per alloggiare i poveri che si trovano nelle strade.

Intanto Marco ha ottenuto la laurea in Psicologia; non ha intenzione di seguire questa professione, accetta la proposta di vivere in campagna con alcuni amici, ma poi in seguito ad un incendio tutto crolla. La conoscenza di madre Teresa però continua, in particolare attraverso uno scritto offerto da una novizia incontrata per caso.

“Non fermarti mai!” è l’espressione che rimane impressa a Marco, che a San Gregorio è presente con il padre tra i giornalisti che intervistano madre Teresa tornata dalla Norvegia dove ha ricevuto il Nobel. Qui nota gli atteggiamenti particolari di tenerezza della madre verso le persone ospitate. Un giorno poi per caso in Corso Vittorio incontra la novizia Tina che gli chiede di portare lei e la ragazza che è con lei a Primavalle, dove è in costruzione l’edificio che ospiterà le ragazze madri.

Marco descrive poi il tragico evento del 13 maggio dell’81: l’attentato a Giovanni Paolo II, sottolineando l’accorrere di Madre Teresa al policlinico Gemelli, la sosta in preghiera in una cameretta, il suo annuncio che il papa si era ripreso per intervento della Madonna, di cui il 13 maggio si festeggia l’apparizione a Fatima.

Nell’agosto del 1982 il papa, ripresosi, annuncia che madre Teresa sarebbe partita per Beirut, nel Libano, dove si combatteva una guerra tra israeliani e palestinesi. Teresa ottenuto il cessate il fuoco riuscì a portare in salvo tutti i bambini al convento di Mar Takla, nella parte est di Bucarest. Con lei i delegati della Croce Rossa. Marco avrebbe desiderato esserci pure lui....

A settembre dell’83 Marco sposa civilmente (con disappunto del padre) Giulia, più giovane di dieci anni, di famiglia super atea, ricevendo da madre Teresa un biglietto: «Dio è con voi». Marco apprende poi dai giornali che madre Teresa sarebbe giunta a New York per i quarant’anni della nascita dell’ONU e che stava per aprire un centro per malati di AIDS nel Greenwich Village in Washington Street, in un edificio della parrocchia di Santa Veronica. “Non vogliono e non devono morire in carcere” aveva detto.

Nasce poi il figlio Luca, con grande gioia di tutti i familiari. Un giorno, mentre accompagna il padre dove c’era un tempo il palazzo del Sant’Uffizio, vede raccolta una moltitudine di gente e dalle macchina scende Giulio Andreotti. Poco dopo, da un’altra auto scendono papa Giovanni Paolo II e Madre Teresa, per inaugurare la “Casa Dono di Maria”, dono del papa per accogliere a dormire circa ottanta persone senza tetto e dove ci sarà una mensa per mille poveri.

Il 5 settembre dell’89 madre Teresa viene colpita da infarto e ricoverata d’urgenza all’ospedale di Calcutta e, grazie anche all’intervento di un medico italiano, si riprende, torna alla casa madre e incoraggia le suore preoccupate. Infatti pochi mesi dopo giunge a Roma con due bambini adottati: forte la commozione delle famiglie e precisa la consegna di madre Teresa che unisce una bellissima poesia. Poi a novembre nella Basilica dei Santi Giovanni e Paolo, al Celio, i primi voti di dieci novizie, con la consegna del crocifisso da parte di Madre Teresa e l’esortazione alla preghiera, all’accoglienza e all’amore, frutto della fede.

Nell’aprile del ’91 nasce il secondo figlio di Marco, che purtroppo ha una grave malformazione cardiaca e viene subito ricoverato al Bambino Gesù. Operato due volte, il problema è risolto, ma deve restare ricoverato. Si chiamerà Andrea dal nome del medico che l’ha operato. Papà e mamma si alternano nell’assistenza, che suscita molta stanchezza. Un giorno Madre Teresa si presenta per visitare i bambini: per primo Andrea, che abbraccia e bacia, mentre prega; poi tutti gli altri, consegnando a ciascuno una medaglietta.

L’anno successivo Marco ad Aosta per lavoro apprende per telefono che è morta la nonna paterna. Torna subito, l’accarezza e la bacia sulla fronte. Viene informato che è ricoverata anche madre Teresa per una recrudescenza delle sue cardiopatie. Marco e il padre la vanno a trovare, e lei chiede della loro famiglia.
Intanto Marco con la famiglia si trasferiscono a Napoli per motivi di lavoro: i figli stanno bene e sono ben inseriti. Ma vengono a sapere che Teresa è ricoverata perché scivolando si è rotta tre costole e le fanno visita: contrariamente al solito, la Madre parla della sua famiglia che aiutava i poveri.

Quando il figlio Luca inizia la frequenza del catechismo e il papà lo deve accompagnare alla Messa domenicale, a poco a poco si crea un cambiamento: dalla sonnolenza iniziale Marco si ritrova in ginocchio, a ripensare alla sua vita, al rapporto con un Dio mai conosciuto prima. Lo stesso cambiamento si verifica anche nella moglie Giulia: senza dubbio c’era stato un intervento di madre Teresa! Nonostante in carrozzina, venne a Roma per incontrare Giovanni Paolo II, che salutò Nirmala, la nuova superiora generale, pur desiderando Teresa, a cui poi chiese di accompagnarlo in Polonia per il Congresso eucaristico, ma la Madre rifiutò. Infatti partì per New York dove incontrò lady Diana.

Marco e Giulia frequentano in parrocchia incontri con persone, alcune poco convinte, altre ancora atee, ma alla ricerca e si discute insieme. A Teresa, giunta a Roma di nuovo per salutare il papa, Marco dice che si sposeranno in chiesa e che aspettano il terzo figlio.

Intanto Teresa era tornata a Calcutta, dove Marco e il padre si propongono di farle visita, ma viene risposto che la Madre sta male. Il 6 settembre, mentre è in macchina, sulla Via Tiburtina, Marco sente dalla radio che Madre Teresa è morta e che i giorni precedenti aveva desiderato partire per Londra per assistere al funerale di lady Diana. Marco si copre gli occhi, rivede tutti gli incontro con Madre Teresa e piange.

Il 19 ottobre 2003 Piazza san Pietro è gremita per la beatificazione di Madre Teresa.

Un libro molto coinvolgente, in cui l’autore ricostruisce dal vivo la figura di Madre Teresa, cogliendo i suoi valori interiori, oltre le numerose opere a favore dei poveri.
L’appendice fotografica sottolinea la fraternità e l’amore incondizionato della Madre.

Marco Di Tillo “Una santa per amica” - Teresa di Calcutta vista da vicino – EDB – euro 17.00

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