Lecco, 06 dicembre 2017   |  

Un pomeriggio all’oratorio

di Gabriella Stucchi

È bello leggere queste parole su una realtà, l’oratorio che nei suoi oltre 450 anni di esperienza educativa, attraverso i giovani, ha saputo catalizzare le attenzioni delle generazioni (i genitori, gli zii, i nonni), riunendo le famiglie, ponendosi come punto di riferimento

Un pomeriggio alloratorio

L’autore, Nando Pagnoncelli, ricercatore e presidente di Ipsos Italia, nel primo capitolo “Un pomeriggio all’oratorio” parte dalla sua esperienza di frequenza all’oratorio per sottolineare come questa sia stata l’occasione che ha fatto maturare molte delle passioni che lo hanno accompagnato da adulto. Non solo il catechismo dai sei ai dodici anni, ma anche il cinema, e negli anni successivi lezioni di buona politica, impegno a farsi carico dei problemi degli altri, scelta del servizio civile.
Da queste esperienze nasce il Censimento degli oratori in Lombardia tra il settembre 2013 e il marzo 2014 e l’indagine in merito all’utenza degli oratori attuale e potenziale lombarda e degli stakeholder, del 2014.

Sono quindi riportati i dati dell’indagine svolta tra il 2015 e il 2016 da Ipsos su commissione del Servizio nazionale per la pastorale giovanile della Conferenza episcopale italiana, da cui risulta che gli oratori italiani (con diverse denominazioni) sono oltre 8.000. Sono spesso legati alla dimensione parrocchiale, più diffusi al Nord, aperti quasi quotidianamente. Circa la metà delle diocesi ha un coordinamento diocesano per gli oratori.

La struttura oratoriale varia: di solito si trova accanto alla chiesa parrocchiale; dispone di impianti sportivi all’aperto, sale da giochi, locali per la catechesi e il bar. Quelli più moderni hanno anche la cucina, sale per proiettare film, spazi per il teatro e la musica. Gioco, sport, iniziative estive, gite e doposcuola sono le attività principali svolte negli oratori italiani. Le attività caritative e di volontariato sono presenti nel 66% delle diocesi, mentre raccolgono il 33% le attività missionarie e le settimane di vita comunitaria. Non mancano le attività ecologiche e ambientali nel 25% delle diocesi.

L’oratorio si pone come luogo di educazione e di vita rassicurante per i genitori, che mette al centro la persona per contribuire alla sua crescita, con la presenza di un giovane sacerdote e la collaborazione di laici. Inoltre l’oratorio accoglie, integra, abitua i giovani italiani e stranieri alla convivenza.

Segue la testimonianza di Giacomo Poretti, attore e sceneggiatore. Il tono fortemente ironico lascia comunque trasparire i valori: il gioco insieme, la preghiera in cappella, l’apprendimento del catechismo. Confessa di aver scoperto il teatro grazie a don Giancarlo, che preparava la festa per la fine dell’anno scolastico a cui assisteva tutto il paese.

Nella Postfazione don Michele Falabretti, prete bergamasco, responsabile del Servizio nazionale per la pastorale giovanile della Cei, definisce l’oratorio “un tesoro da custodire”. Nello scritto si avverte la commozione nel raccontare cosa significhi stare in una comunità e condividere gioie e dolori attraverso la vita dei piccoli, degli adolescenti e dei giovani. Don Michele parla di “sconfinate gioie, grandi slanci di dedizione e soprattutto di forti provocazioni”. “L’oratorio – scrive – è la più grande palestra di umanità e di relazioni umane che si possa immaginare....Non contano le misure dei muri e degli spazi, ma la misura del cuore che sa trovare strade impensate e nuove per non lasciare indietro nessuno e offrire a tutti un po’ di affetto e di cura”.

È bello leggere queste parole su una realtà, l’oratorio che nei suoi oltre 450 anni di esperienza educativa, attraverso i giovani, ha saputo catalizzare le attenzioni delle generazioni (i genitori, gli zii, i nonni), riunendo le famiglie, ponendosi come punto di riferimento per l’intera comunità parrocchiale.

Nando Pagnoncelli “Un pomeriggio all’oratorio” – EDB – euro 6.50

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