Lecco, 04 gennaio 2012

Tutti gli accorgimenti per misurare la pressione arteriosa

di Gianfranco Cucchi

Il cardiologo Gianfranco Cucchi, ormai medico di fiducia dei nostri lettori, spiega quali strumenti sia opportuno utilizzare e quali siano le modalità da seguire per tenere sotto controllo l'ipertensione e, più in generale, lo stato di salute del cuore. Per eventuali dubbi, richieste di chiarimento, domande o proposte di temi da sottoporre al dottor Gianfranco Cucchi scrivete all'indirizzo email: redazione@resegoneonline.it

misurare pressione

La misurazione della pressione è molto importante per stabilire se una persona è affetta da ipertensione arteriosa. Ciò che ci si propone quando si mette mano ad uno dei tanti apparecchi per misurare la pressione è di ottenere un valore il più possibile vicino a quello reale. Vediamo allora di ragionare sull’affidabilità degli apparecchi elettronici che sono sempre più diffusi nelle nostre case non dimenticando due aspetti fondamentali e cioè che la variabilità della pressione arteriosa è già di per sé notevole e bisogna evitare di accentuarla con l’imprecisione degli apparecchi di misurazione e che l’apparecchio di misurazione tradizionale a mercurio, introdotto da Scipione Riva Rocci più di cento anni or sono, sembra ingiustamente ritenuto obsoleto.

Attualmente sono impiegati tre tipi fondamentali di apparecchi per misurare la pressione arteriosa: lo sfigmomanometro che rimane lo strumento di riferimento; lo sfigmomanometro aneroide, non digitale, più facilmente trasportabile che richiede la lettura con il fonendoscopio; gli apparecchi elettronici automatici a lettura digitale che rappresentano un problema emergente perché utilizzati per lo più a domicilio dal paziente stesso, dai suoi famigliari e anche dal medico o dall’infermiera negli ambulatori e/o nelle corsie degli ospedali. Vi sono inoltre degli apparecchi per il monitoraggio della pressione arteriosa durante le 24 ore adatti per fornire numerosi valori: si tratta di tecniche che devono rimanere in ambiente specialistico.

Gli strumenti elettronici digitali sono talmente diffusi tra le famiglie che è fondamentale una sufficiente conoscenza dei lori pregi e dei loro difetti. Questi apparecchi sono affidabili? Forniscono una misurazione esatta della pressione arteriosa confrontata con quella di un apparecchio a colonna di mercurio che costituisce lo standard di riferimento? La risposta è, sì, a patto che siano stati validati; il che significa che esistono protocolli precisi che servono a stabilire la differenza massima accettabile tra misurazioni effettuate con gli apparecchi digitali e quelle eseguite con l’apparecchio a mercurio.

Questi protocolli sono stati messi a punto dalle società scientifiche internazionali: British hypertension society (Bhs), dalla Association for the advancement of medical instrumentation (Aami) e dalla European society of hypertension (Esh). Occorre considerare che non tutti gli apparecchi digitali sono stati sottoposti a questi controlli e che tra quelli testati non tutti hanno superato la prova. In sintesi si può affermare che trattando solamente gli apparecchi automatici applicabili al braccio, con l’esclusione quindi di quelli da polso e da dito, ne esistono alcuni che danno affidabili misurazioni della pressione arteriosa.

La coincidenza tra i valori ottenuti con gli apparecchi a mercurio e con quelli automatici è fondamentale per stabilire l’esistenza ed il grado dell’ipertensione arteriosa e quindi anche della necessità o meno della terapia farmacologica. Non esiste però una coincidenza assoluta ma si registrano scarti fino a 5 mm hg per il 40-50% delle determinazioni, fino a 10 mm hg per il 15-25% e fino a 15 mm hg per il 5-10%. Vorremmo concludere con alcune raccomandazioni che potrebbero rilevarsi utili per la misurazione della pressione arteriosa con gli apparecchi automatici. La scelta di un apparecchio automatico elettronico per la misurazione della pressione arteriosa va fatta tra quelli validati dalle associazioni scientifiche sopra nominate. Il solo marchio “Ce” della Comunità europea non garantisce che sia stato superato il test di validazione.

Anche per gli strumenti elettronici valgono i consigli riguardo la necessità di eseguire tre misurazioni a distanza di un minuto quando i valori pressori non sono normali. In presenza di aritmie gli apparecchi elettronici non forniscono valori attendibili. Quanto più la pressione è elevata tanto più i valori ottenuti con gli apparecchi automatici si discostano da quelli reali: la differenza non dovrebbe comunque superare i 5-10 mm hg nelle ripetute misurazioni. Almeno una volta ogni 6 -12 mesi è opportuno il confronto tra i valori ottenuti con gli apparecchi elettronici con quelli misurati con gli apparecchi a mercurio.

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