Lecco, 09 luglio 2019   |  

Trapianto di organi: una proposta per potersi incontrare

La deputata del Movimento 5 Stelle Fabiola Bologna ha depositato una proposta di riforma dell'attuale legislazione in materia.

fabiola bologna

L'onorevole Fabiola Bologna

L'onorevole Fabiola Bologna, parlamentare del Movimento 5 Stelle eletta nel collegio di Lecco e membro della Commissione Affari Sociali-Sanità, ha depositato negli scorsi giorni una proposta di legge per permettere, in caso di consenso unanime, l'incontro tra le persone che hanno ricevuto un organo trapiantato e il ricevente o i familiari. Una battaglia che da tempo sta portando avanti l'imprenditore lecchese Marco Galbiati, dopo la scomparsa del figlio Riccardo.

"Nel rispetto del principio della donazione come atto gratuito e solidale, - spiega l'onorevole Bologna - la proposta che ho depositato ha come obiettivo quello di dare la possibilità di incontro tra il ricevente di un trapianto d’organo e il donatore o le loro famiglie qualora entrambe le parti esprimano una chiara volontà e ne facciano richiesta".

Ricky Marco Galbiati ss 1

Riccardo e Marco Galbiati

Secondo il parere espresso dal Comitato Nazionale di Bioetica il 27 settembre 2018 - si legge nella proposta - si distingue, il momento ‘antecedente’ al trapianto da quello ‘successivo’ all’avvenuto trapianto. Il principio dell’anonimato è indispensabile nella fase iniziale della donazione degli organi per conservare i requisiti di equità e per evitare possibili compravendite. In una fase successiva, trascorso un ragionevole lasso di tempo dopo il trapianto, non sembra contrario ai principi etici che l’anonimato possa essere rimesso nella libera e consapevole disponibilità delle parti interessate per avere contatti ed incontri.

Il Comitato Nazionale di Bioetica chiarisce ai soggetti interessati che la conoscenza della identità dei donatori non è una pretesa, ma una possibilità eticamente giustificata a determinate condizioni.

"Quindi - continua la deputata lecchese - nella proposta di legge si sottolinea come la dichiarazione di volontà sull’eventuale superamento dell’anonimato interviene solo in una fase successiva al trapianto, non prima di un adeguato intervallo di tempo e viene considerata solo se entrambe le parti l’abbiano espressa e ovviamente può essere modificata in qualsiasi momento. A gestire il rapporto fra donatori e riceventi dovrà comunque essere una struttura terza. A tal fine, si prevede l’istituzione di un’apposita Commissione di Garanzia presso il Centro Nazionale Trapianti composta nei termini e con modalità previste da un decreto del Ministro della Salute".

La proposta prevede infatti che il Ministero della salute, sentito il Consiglio Superiore di Sanità e il Centro Nazionale Trapianti, previa intesa in sede di Conferenza permanente Stato-Regioni disciplini la predisposizione di un modello uniforme per l’intero territorio nazionale, per esprimere la dichiarazione di volontà nonché la richiesta d’incontro con l’altra parte della donazione e i termini e le modalità attraverso le quali il Centro Nazionali Trapianti curerà la raccolta telematica delle dichiarazioni di volontà che le strutture sanitarie saranno tenute a trasmettere.

"La Commissione di garanzia, nel valutare le condizioni e la volontà espressa dai richiedenti, ha il compito di monitorare e prevenire comportamenti che possono violare la serenità del donatore, del ricevente o delle loro famiglie. La Commissione può anche negare l’incontro tra donatore e ricevente di organi qualora ritenga che vi siano rischi concreti per l’incolumità psicofisica di una o entrambe le parti. Questa proposta di legge, nata dall’ascolto e dalle richieste delle famiglie e delle persone coinvolte nel delicato percorso del trapianto, in particolare di Marco Galbiati con il quale abbiamo condiviso l’importanza di normare questo aspetto dell’incontro sul tema della donazione, potrebbe diventare un provvedimento apripista in Europa", conclude l'esponente dei 5 Stelle.

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