Bevera, 13 settembre 2020   |  

Tanti fedeli alla Festa Patronale di Bevera porgono il benvenuto a padre Stephen

di Italo Allegri

È tornata nel solco della più antica tradizione la festa patronale di Santa Maria Nascente di Bevera quest’anno. Tanti fedeli presenti alle celebrazioni del fine settimana. Nella giornata di domenica 13 settembre accolto il Vicario Parrocchiale della Comunità Pastorale padre Stephen e suor Giovanna. Ridimensionata la Festa popolare a causa delle misure anti Covid, ma non soppressa.

IMG 0443 min

È tornata nel solco della più antica tradizione la festa patronale di Santa Maria Nascente di Bevera quest’anno. Non solo con un programma liturgico molto intenso nei giorni del triduo di preparazione. Ma anche con un consistente numero di celebrazioni eucaristiche nel fine settimana, culminanti con le cinque Sante Messe celebrate domenica 13 settembre. Ciò ha favorito una grande partecipazione di fedeli nel rispetto delle misure anti Covid in atto, che impongono il distanziamento sociale. Così nei momenti di maggiore afflusso di fedeli, come alla Messa vespertina di sabato 12 settembre, preceduta dalla recita solenne del Santo Rosario, buona parte del popolo ha potuto partecipare grazie al tendone allestito innanzi al piazzale del Santuario, seguendo la cerimonia dal maxischermo. Comunque, in ogni circostanza i fedeli presenti hanno preferito occupare i posti a sedere all’interno del luogo di culto, segno di una pietà che sente la chiesa come propria casa e vuole vedere direttamente il quadro della Vergine che occupa il maestoso dossale dell’altare e sentirsi avvolta dalla sua presenza, anche attraverso le scene dei quadroni affrescati delle pareti, narranti la vita della Beata Vergine Maria dalla nascita alla morte attorniata dai dodici apostoli. Altro elemento innovativo apprezzato dalla devozione popolare, la possibilità si accendere le candele di cera all’esterno del Santuario, nei pressi della cappellina che la tradizione indica sorta sulla più antica edicola, nella quale era rappresentata a «guazzo la Madonna d’Imbevera».
Nella Santa Messa solenne delle ore 11.00 di domenica 13 settembre celebrata nel Santuario Mariano gremito nei posti a sedere, che in sicurezza sono centoquindici, più altri fedeli all’esterno della chiesa e qualcuno nel tendone, la Comunità di Bevera ha accolto padre Stephen Alfred Odhiambo missionario della Consolata, come Vicario Parrocchiale della Comunità Pastorale Maria Regina degli Apostoli, che unisce anche le parrocchie di Barzago e Bulciago, dunque il più stretto collaboratore del parroco don Giovanni Colombo; inoltre il nuovo superiore dell’Istituto Missioni Consolata di Bevera il padre Bienvenu, che hanno concelebrato la solenne liturgia.
Santuario parato per le grandi solennità con l’esposizione dei busti dei santi sui gradini del dossale di marmi policromi settecenteschi che custodisce al centro l’immagine della Beata Vergine di Bevera, splendida cornice floreale, scintillio di colori esaltati dalle luci e l’apprezzata Corale parrocchiale, che con la delizia del canto coinvolge sempre l’assemblea. Presenti nella circostanza della Patronale i Sindaci che amministrano il territorio di Bevera soggetto a tre comuni: Mirko Ceroli di Barzago, Aldo Riva per Castello Brianza e Davide Maggioni per Sirtori.
Ingresso solenne, quindi il parroco don Giovanni Colombo si rivolge all’assemblea prima di dare inizio alla celebrazione: «Diamo il benvenuto a padre Stephen, che dal primo di settembre è il Vicario della nostra Comunità Pastorale: è il coadiutore di queste nostre tre parrocchie; e diamo anche il benvenuto a padre Bienvenu, che diventa il nuovo Superiore dei Padri della Consolata di Bevera. Per tutti e due la nostra accoglienza e per tutti e due la nostra preghiera. E rivolgo un benvenuto anche a tutti voi convenuti nel Santuario di Bevera. Santuario che è parrocchia, un buon centro di tante strade, di tante realtà: Barzago, Bulciago e Bevera hanno qui il loro Santuario per la loro Comunità Pastorale senz’altro. Però la realtà civile ci dice che a Bevera si incontrano i sindaci di Castello, di Barzago e di Sirtori. Ma qui a Bevera arrivano un po’ da tutta la zona: Dolzago, Cremella, Barzanò, Casatenovo, Lecco. Allora è bello sentire che Maria ruota tutta al centro di questa devozione mariana. E allora vogliamo metterla al centro e quando mettiamo al centro Lei siamo tranquilli, perché ci fa guardare al vero centro che è Gesù».
Padre Stephen pone al centro della sua riflessione omiletica la figura di Giuseppe che si fida incondizionatamente della parola dell’angelo. Egli dunque rappresenta uno stimolo «anche per noi» offrendoci lo spunto «per guardare il nostro atteggiamento nell’accogliere e realizzare i nostri sogni». Giuseppe pone la propria fiducia in Dio. È un uomo giusto «che crede nelle promesse di Dio, anche quando si rivelano, strane, impossibili e scomode». Tendere quindi alla salvezza «non significa non avere difficoltà, camminare su un sentiero pianeggiante», ma richiede fede a chi sta per essere salvato, la disponibilità «ad affrontare le vie di Dio, che di solito non sono le stesse che immaginiamo, a lasciarsi modificare nei nostri pensieri, progetti e scelte». Giuseppe è un uomo giusto che, anche se ferito, rimane saldamente ancorato a Dio, nonostante le difficoltà, lo sconcerto della situazione in cui si trova coinvolto.
Quale insegnamento trarre dal vangelo? «Seguendo i nostri sogni capiamo che il fallimento fa parte del processo e successo e che bisogna cadere prima di poterci rialzare». Chi sogna «ha sicuramente una storia da raccontare; questa storia darà speranza e ispirazione agli altri e questo è un grande contributo». Ma «come si fa a mantenere vivo un sogno quando la situazione attuale è ben lontana da essa?». Ecco la risposta: «Quando Dio ci dà uno scopo, allora è anche Lui che lo farà avverare e la nostra responsabilità è anche quella di aggrapparsi ai sogni anche se abbiamo fallito e commesso altri errori e abbiamo lasciato che il peccato tornasse nella nostra vita, dobbiamo ricordare che Dio è Emanuele, Dio con noi e alla sua presenza è la pienezza della gioia». E conclude padre Stephen: «Fidarsi del Signore produce gioia dentro di noi e quella gioia ci dà la forza necessaria per rimetterci in piedi e seguire la chiamata che Dio ha messo nella nostra vita».
Prima delle benedizione don Giovanni prende la parola: «Con questa Messa abbiamo accolto padre Stephen di Bevera che abita qui da alcuni anni ma ora è qui con una veste nuova. Poi c’è suor Giovanna che sta entrando anche lei in questi giorni nella nostra Comunità Pastorale, quindi accogliamo anche lei con tanta gioia»; poi ricorda gli appuntamenti del pomeriggio e di lunedì 14 settembre con la solenne concelebrazione dei preti del decanato presieduta da Mons. Maurizio Rolla.
Quindi interviene il sindaco di Barzago Mirko Ceroli che ringrazia don Giovanni per l’invito a nome anche dei colleghi di Castello e Sirtori, manifestando la disponibilità degli amministratori a collaborare per il bene comune delle popolazione, che è sempre al centro della loro attenzione. L’auspicio poi di un ritorno quanto prima allo scorrere di una vita normale che consenta ulteriori momenti di incontro. Infine, l’augurio di benvenuto ai padri della Consolata e di buona a festa a tutti i presenti.
Prima della benedizione padre Stephen ringrazia con il seguente pensiero: «Ecco la serva del Signore (Lc 1,23). Eccomi qui per essere tra voi. Eccomi a camminare insieme a voi. Eccomi qui a sperimentare la gioia sotto la protezione della nostra Signora di Bevera. Eccomi qui a imparare e a condividere la gioia della Beata Vergine Maria con tutti. Eccomi qui in mezzo a voi come il servitore del Signore. Pregate per me come io pregherò per voi e che per l’intercessione della Beata Vergine Maria potremo sperimentare la gioia di essere in Gesù Cristo». E l’assemblea ha manifestato il suo benvenuto a padre Stephen con un affettuoso e caloroso applauso.
La festa popolare quest’anno si è svolta solo in parte con la presenza delle giostre negli spazi riservati al divertimento e qualche bancarella. È mancata invece la ristorazione come di consueto nel passato, in questa edizione limitata con patatine fritte, panini imbottiti con la salamella e trippa da asporto, nella fiduciosa attesa che il prossimo anno tutto possa essere vissuto con uno spirito di maggiore serenità per l’aspetto della fiera paesana.

 

Ritrovaci su Facebook

Caleidoscopio

24 Settembre 2008 Taro Aso, 68 anni, è il primo cristiano ad essere eletto primo ministro in Giappone.

Social

newTwitter newYouTube newFB