Lecco, 26 gennaio 2020   |  

Stato liberale e democratico: molti Paesi lo difendono e l'Italia?

Stato liberale e democratico: molti Paesi lo difendono e l'Italia?

carta taiwan

La recente rielezione di Tsai Ing-wenalla presidenza della Repubblica di Taiwan ha riacceso i riflettori sull'isola di Formosa, 180 chilometri dalle coste della Cina, mettendo in luce, da un lato le mire espansionistiche del governo cinese sull'isola e dall'altro la volontà delle autorità di Taipei di mantenere la propria indipendenza. Il generale Giuseppe Morabito spiega molto bene i termini della questione (che ha riflessi interessanti per tutti i Paesi retti da democrazie liberali come la nostra) in un articolo che, gentilmente concesso dal giornale telematico Cybernauta.it, qui sotto pubblichiamo.

«Quasi in contemporanea con il suo capodanno, il governo Taipei mette in atto la legge anti-infiltrazioneper tentare di salvaguardare la propria democrazia e garantire scambi stabili e ordinati attraverso lo Stretto di Taiwan. Negli ultimi anni molti Stati si sono dotati di strumenti atti a manipolare, penetrare e intromettersi nella struttura politico economica di Paesi vicini o controparte economica al fine di distorcere e quindi minacciare i valori e i processi socio-economici fondamentali degli stessi. Di conseguenza creare una legislazione per rafforzare la difesa delle democrazie è diventata una tendenza internazionale. Gli Stati Uniti, il Regno Unito, il Canada, la Germania, l'Australia e la Nuova Zelandahanno dato il via alla revisione di nuove leggi per proteggere il proprio sistema liberale e democratico.
In tale contesto Taiwan si trova da anni in prima linea nel confronto con la Cina Popolareche ha chiare tendenze espansionistiche ed è oggetto di tentativi d’infiltrazione e intervento anche militare.
Come conseguenza, di tale stato di fatto Taipei ha ritenuto necessario disporre di una legislazione che rafforzi la difesa della democrazia. Come noto, all'inizio del 2019 il governo cinese, attraverso il Presidente Xi Jinping, aveva avanzato una proposta in cinque punti per accelerare l'unificazione con Taiwan. Taipei ha letto tale dichiarazione come una minaccia per la propria sicurezza nazionale, l'ordine sociale e la politica democratica. Ciò avviene nei giorni della schiacciante, per consensi ottenuti, rielezione della Presidente della Repubblica Tsai Ing-wenche continua sulla sua linea di affermazione della dignità nazionale Taiwanese a livello globale ed è assolutamente determinata a non piegarsi alle pressioni cinesi e a mantenere lo status quo.
A pochi giorni dalla rielezione e precisamente, il 31 Dicembre 2019 lo Yuan Legislativo di Taiwan aveva approvato una sua legge anti-infiltrazione. Tale legge integra le leggi esistenti in materia di lobbying, donazioni politiche, referendum, elezioni presidenziali e amministrative a ogni livello e definisce i destinatari e le modalità di applicazione della legge.
La legge è incentrata sui valori fondamentali della democrazia. A tutti i Taiwanesi è ora proibito accettare indicazioni, commissioni o finanziamenti da qualsiasi Paese straniero ritenuto ostileper le attività connesse con campagne politiche, lobbying, influenza negativa nelle manifestazioni pubbliche e attività di disinformazione. La legge è stata redatta dopo lunghe e approfondite discussioni tra i rami esecutivi e legislativi ed è passata anche attraverso consultazioni pubbliche. Pertanto, a parere del legislatore taiwanese, la legge aderisce rigorosamente allo spirito dello stato di diritto nell’intento di salvaguardare i diritti umani e mantenere l’ordine costituzionale libero e democratico. Chi violerà tale legge sarà condannato, solo se si accerterà che il suo operato è stato funzionale alle attività di disturbo di un Paese ritenuto ostile.
La legge prevede che i possibili trasgressori debbano essere consegnati alla magistratura per essere giudicati nella garanzia di un giusto processo. La legge anti-infiltrazione non si rivolge a nessun Paese o gruppo di Paesi specifico e contiene disposizioni molto rigorose su ciò che costituisce elemento di reato. I normali scambi commerciali con la Cina Popolare nello Stretto di Taiwan non saranno interessati. Sia le attività degli uomini d'affari, manager, insegnanti, studenti e coniugi cinesi di Taiwan sia le normali attività commerciali, il lavoro, la vita di tutti i giorni, l'istruzione e i viaggi non saranno direttamente “disturbate” dall’implementazione della legge.
Infatti, il governo di Taiwan continua a incoraggiare e sostenere scambi commerciali e flussi di persone svolti nella legalità. La legge anti-infiltrazione, come indicato in precedenza, tende solo a impedire la manipolazione politica dietro le quinte da parte di un Paese terzo e semplifica gli scambi nello Stretto. Siamo all’inizio dell’Anno del Topoe Taipei si organizza quindi per tentare di difendere la sua democrazia dalle minacce del grande gatto famelico comunista di Pechino.»

 

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