Lecco, 05 febbraio 2020   |  

Sicurezza stradale: “Gambe. La strada è di tutti”

Arriva in Sala Ticozzi il documentario prodotto dalla Fondazione Michele Scarponi

Screenshot 2020 02 05 michele scarponi Ricerca Google

Nei giorni del18 e del 19 febbraio 2020 avranno luogo a Lecco due iniziative dedicate alla sicurezza stradale, in particolare di ciclisti e pedoni - iniziative incentrate sulla proiezione del documentario Gambe. La strada è di tutti, realizzato da Subwaylab e prodotto dalla Fondazione Michele Scarponi.

I due incontri si terranno presso la Sala Don Ticozzi: il 18 alle ore 21 per la cittadinanza, con ingresso libero, e il 19 alle ore 9.30 per gli studenti degli istituti superiori di secondo grado del Lecchese.

L’iniziativa è promossa dal Comitato Provinciale di Lecco della Federazione Ciclistica Italianae dall’Ufficio Scolastico Territoriale di Lecco, con il sostegno della Provincia di Lecco e della sezione lecchese di FIAB Leccociclabile, oltre che con il patrocinio del Comune di Lecco.

In entrambe le occasioni saranno presenti con Marco Scarponi, fratello del campione ciclista scomparso tragicamente nel 2017, i rappresentanti della Provincia e del Comune di Lecco, della Polizia Stradale, della Fondazione Fabio Casartelli, che parteciperanno alla discussione sulla sicurezza stradale e sulle misure per migliorarla.

La Fondazione Scarponi, nata da una perdita, si sta impegnando per far riflettere tutti coloro che si muovono sulle strade per una mobilità sicura a misura di persona. La strada oggi è dominata dalle auto, e in strada si contano più di 3000 incidenti mortali l’anno. Il documentario Gambe – La strada è di tutti racconta come si può diventare anche disabili: bambini, pedoni, ciclisti investiti perdono spesso la vita o rimangono gravemente feriti a causa della distrazione, della fretta, della imperizia ma anche di una cultura poco rispettosa delle persone che in strada risultano meno protette. Si dovrebbe invece capire, come accade in altri Paesi, che la strada è di tutti.

Michele Scarponi, ciclista professionista, che nel 2011 ha vinto il Giro d’Italia, nel 2017 è stato travolto e tragicamente ucciso da un furgone, mentre si allenava sulle strade di casa, pochi giorni prima di prendere parte al suo ventunesimo grande giro. Da questa morte è nata la Fondazione che porta il suo nome, i cui fondatori pensano che la riconquista degli spazi urbani da partedi pedoni e ciclisti passi anche per il cinema e la sensibilizzazione che viene dal grande schermo.

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