Lecco, 12 maggio 2020   |  

Si è spento il cardinale Renato Corti, vescovo emerito di Novara

Nato a Galbiate il 1º marzo 1936, è stato ordianto sacerdote dal Cardinale Giovanni Battista Montini nel giugno 1959.

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La Chiesa ambrosiana piange il cardinale Renato Corti, già Vicario generale della Diocesi e Vescovo ausiliare, poi Vescovo di Novara, scomparso la mattina di martedi 12 maggio a 84 anni. Il cordoglio dell’Arcivescovo di Milano Mons. Mario Delpini, insieme con il consiglio episcopale: «Affidiamo al Signore il suo lungo e fedele ministero».

Renato Corti era nato a Galbiate il 1° marzo 1936 da famiglia di lavoratori. Dopo la scuola elementare passò ai Seminari milanesi, completando progressivamente la sua formazione. A raccontarne la vita è il sito della Diocesi:

Ordinato prete il 28 giugno 1959 dal cardinale Montini (futuro Paolo VI), fu cooperatore parrocchiale all’oratorio di Caronno Pertusella dal 1959 al 1967. Passò quindi al Collegio arcivescovile di Gorla come direttore spirituale. Nel 1969 si trasferì a Saronno con lo stesso incarico e poi come rettore del biennio del corso teologico, dal 1977 al novembre del 1980, quando fu scelto dall’arcivescovo Martini come Vicario generale. Una nomina che sorprese per la giovane età del candidato, ma che si rivelò quanto mai opportuna perché Corti conosceva i giovani preti e con la dedizione e la semplicità del suo servizio seppe conquistarsi anche il clero più anziano. Ricevette l’ordinazione il 6 giugno 1981, titolare di Zallata. Accanto alle incombenze diocesane fu nominato presidente della commissione Cei per il clero.

Nominato vescovo di Novara, il 19 dicembre 1990, fece l’ingresso solenne il 3 marzo 1991. La Chiesa di Novara aveva vissuto un’esperienza di partecipazione singolare e per molti versi irripetibile, con il XX Sinodo (1988-1990), che aveva diviso la diocesi in zone pastorali territoriali, all’interno delle quali, anche per la progressiva diminuzione del clero, sarebbero poi sorte le “unità pastorali”.

Corti aveva scelto come motto «Cor ad cor loquitur»: una frase coniata da Newman e che esprimeva un programma di attenzione “cordiale” non solo alle comunità, ma alle singole persone.

Richiesto a collaborare in seno alla Cei, occupò per un decennio la carica di vicepresidente, mentre dette il contributo a livello di Chiesa universale quale membro della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli. E da ultimo fu vicepresidente della Conferenza episcopale piemontese.

Non tralasciò di seguire i sacerdoti novaresi impegnati come preti fidei donum in diverse chiese dell’Africa (Burundi, Tchad) o nell’America Latina (Brasile, Uruguay). Compì diversi viaggi per conoscere quelle Chiese e per portare aiuti e incoraggiamenti a nome della Chiesa novarese.

Si preoccupò della formazione dei giovani sacerdoti e dei Seminari. Stimò e fu sempre vicino alla vita religiosa maschile e femminile, soprattutto presiedendo le professioni. Un segno particolare della sua sensibilità verso le persone più emarginate si può leggere nella premura che ogni anno lo ha portato in carcere per preparare e poi celebrare il Natale e la Pasqua con questi fratelli, bisognosi di attenzione e di vicinanza.

Dal 24 novembre 2011, quando le sue dimissioni per limiti di età alla guida della Diocesi di Novara sono state accolte, ha vissuto a Rho (Mi) presso il centro di spiritualità dei Padri oblati missionari.

Ricevette la porpora cardinalizia da papa Francesco il 19 novembre 2016, creato e pubblicato Cardinale del titolo di S. Giovanni a Porta latina.

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