Lecco, 07 ottobre 2019   |  

Sanzioni piene da ottobre per la tardiva emissione della fattura elettronica

di a cura dello studio Qualitas Commercialisti Associati

Sono “autonome” le sanzioni per il tardivo versamento.

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Per rendere più agevole la fase di avvio del processo di fatturazione elettronica fra privati, l’art. 10 del DL 119/2018 aveva disposto, per il primo semestre del 2019, la mancata applicazione della sanzione di cui all’art. 6 del DLgs. 471/97 nel caso in cui la fattura fosse stata emessa in formato elettronico oltre il termine stabilito dall’art. 21 del DPR 633/72, ma entro il termine di effettuazione della liquidazione IVA periodica.

Era stata inoltre stabilita – sempre in via transitoria e per il medesimo lasso temporale – una riduzione dell’80% della stessa sanzione, ove la fattura fosse stata emessa oltre il termine previsto dall’art. 21 del DPR 633/72, ma, comunque, entro il termine di effettuazione della liquidazione IVA periodica del mese o trimestre successivo.

Il periodo di applicazione della misura di attenuazione della sanzione per omessa fatturazione è stato poi esteso, in sede di conversione, dal citato art. 10 del DL 119/2018, al 30 settembre 2019 con riferimento ai soli soggetti passivi che effettuano la liquidazione periodica dell’IVA con cadenza mensile.

L’Agenzia delle Entrate, nella circolare del 17 giugno 2019 n. 14, ha precisato che tale estensione deve intendersi riferita alle operazioni effettuate entro tale data.

Utilizzando l’esempio contenuto nel documento di prassi, il soggetto passivo “mensile”, che emetta una fattura elettronica per documentare un’operazione effettuata nel mese di settembre, oltre il termine di dodici giorni stabilito dall’art. 21 comma 4 primo periodo del DPR 633/72, ma entro il 18 novembre 2019 (essendo il 16 e il 17 giorni festivi), data di scadenza della liquidazione successiva a quella di riferimento, potrà beneficiare della riduzione dell’80% delle sanzioni di cui all’art. 6 commi 1 e 2 del DLgs. 471/97, che saranno quindi applicate in misura compresa:
tra il 18% e il 36% dell’imposta (pari al 20% della sanzione piena che va dal 90 al 180%),
tra l’1% e il 2% per le operazioni non imponibili, esenti, non soggette a IVA o soggette ad inversione contabile (20% della sanzione piena che va dal 5 al 10%).

Le fatture immediate riferite ad operazioni effettuate a decorrere dal 1° ottobre 2019, dovranno essere emesse al più tardi entro dodici giorni dall’effettuazione dell’operazione; trascorsa tale data si applicherà, infatti, per intero la sanzione amministrativa prevista per l’omessa fatturazione.

È fatto salvo, in ogni caso, il ricorso al ravvedimento ex art. 13 del DLgs. 472/97.

Considerato il dettato dell’art. 1 comma 6 del DLgs. 127/2015 e pur facendo riferimento alle operazioni effettuate entro il 30 giugno 2019, restano ancora “aperti” i termini per beneficiare della riduzione delle sanzioni anche per i soggetti che adottano la liquidazione IVA trimestrale.

Le fatture “immediate” emesse da tali soggetti e riferite ad operazioni effettuate dal 1° aprile 2019 sino al 30 giugno 2019, se trasmesse oltre il termine per la liquidazione IVA periodica del secondo trimestre (20 agosto 2019), ma entro quello per la liquidazione IVA periodica del terzo trimestre (18 novembre 2019), potranno ancora beneficiare della riduzione dell’80% della sanzione amministrativa di cui all’art. 6 del DLgs. 471/97.

Sulle fatture immediate riferite ad operazioni effettuate a decorrere dal 1° luglio 2019, che sono state emesse dai soggetti che liquidano l’imposta trimestralmente oltre dodici giorni dall’effettuazione dell’operazione, sarà applicata per intero la sanzione di cui all’art. 6 del DLgs. 471/97.

È fatto salvo, peraltro, anche in questo caso, il possibile ricorso al ravvedimento ex art. 13 del DLgs. 472/97.

Sono “autonome” le sanzioni per il tardivo versamento

È opportuno rammentare, infine, quanto precisato dall’Agenzia delle Entrate nel corso di Telefisco 2019. L’attenuazione dei profili sanzionatori correlati alla tardiva emissione della fattura non ha alcuna efficacia per quanto attiene alle violazioni connesse all’eventuale omesso versamento dell’imposta.

Tornando all’esempio precedente, il soggetto passivo mensile che abbia emesso, in data 16 novembre 2019, una fattura relativa a una cessione di beni effettuata entro il 30 settembre 2019, potrà sanare il ritardo nell’emissione avvalendosi delle misure di attenuazione testé descritte, ma sarà comunque passibile della sanzione di cui all’art. 13 comma 1 del DLgs. 471/97, nel caso in cui non avesse provveduto al versamento dell’imposta entro il 16 ottobre 2019, termine per la liquidazione del mese di settembre (fatta salva, anche in questo caso, la possibilità di avvalersi dell’istituto del ravvedimento).

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