Lecco, 12 ottobre 2018   |  

Riva (M5S): vogliono il Teleriscaldamento per corpire un madornale errore di pianificazione

Il consigliere 5 Stelle: "Nel 2006 un manipolo di Amministratori si fece abbindolare dall'incentivo statale dei certificati verdi, in cambio di un costoso revamping che vide la capacità di incenerimento del forno di Valmadrera quasi raddoppiata".

massimo riva

“Il Teleriscaldamento è la foglia di fico per coprire un madornale errore di pianificazione industriale”. Così Massimo Riva, consigliere comunale del Movimento 5 Stelle, torna a intervenire sul progetto di rete di teleriscaldamento collegata al termovalorizzatore di Valmadrera, in discussione anche in Regione.

“Nel 2006 un manipolo di Amministratori si fece abbindolare dall'incentivo statale dei certificati verdi, in cambio di un costoso revamping che vide la capacità di incenerimento del forno di Valmadrera quasi raddoppiata rispetto alle esigenze del territorio. Oggi i nodi vengono al pettine: una sovracapacità industriale del forno, pagata con soldi pubblici, che necessita di una pezza da 40 milioni, per tenere in piedi un sistema costoso e che senza i sussidi statali non avrebbe potuto proliferare. Una sovracapacità che anno dopo anno si manifesta ed aumenta a fronte di miglioramenti nella raccolta differenziata e nella diminuzione di rifiuto indifferenziato prodotto”.

Il consigliere comunale pentastellato argomenta: “La Lombardia oggi produce 1,5 milioni di tonnellate di rifiuto indifferenziato (circa 150 kg/abitante annui) ma ne incenerisce quasi 2,4 milioni di tonnellate. Se arrivasse, come le tendenze in atto lasciano pensare, a 100 kg/abitante annui (in alcune province italiane siamo già ben al di sotto dei 100 e prossimi ai 50 kg) vorrebbe dire incenerire 1 milione di tonnellate a fronte di una capacità installata di 2,5 milioni. È politicamente accettabile questa situazione per cui una regione fa enormi sforzi per superare il sistema di smaltimento basato sugli inceneritori, come peraltro fece prima ancora con quello basato sulle discariche, per poi vedersi "ricompensata" con fumi, ceneri da smaltire ed inquinamento aggiuntivo dei tir che portano i rifiuti da tutte le parti d'Italia? Per me no”.

Quindi la partita politica: “Se Forza Italia ed il PD vogliono fare della Lombardia, e quindi anche della provincia di Lecco, il terminale dello smaltimento dei rifiuti italiani, si assumano la responsabilità politica di farlo e parlino chiaro. È poi surreale il gioco della Peppatencia che adesso approda in Regione, con il maldestro tentativo di scaricare la responsabilità della prescrizione regionale contenuta nell'AIA del 2007, su di una Direttiva Europea del 2006, rimasta peraltro inattuata per 12 anni. Ebbene sì, il Teleriscaldamento adesso ce lo chiede l'Europa... Peccato che in questi 12 anni gli indirizzi e le prescrizioni europee culminate con il Pacchetto sull'Economia Circolare abbiano abbondantemente superato e rivisto le impostazioni del 2007”,

Riva risponde anche alle argomentazioni del consigliere regionale leghista Antonello Formenti: “Quella di "non sprecare calore" è una motivazione ridicola tesa a giustificare il sovradimensionamento dell'impianto. Il primo calore non sprecato è quello non prodotto e per tale ragione il primo obiettivo dovrebbe essere quello del contenimento del fabbisogno energetico degli edifici. Inoltre il calore in eccesso prodotto dal forno è frutto dell'importazione di rifiuti da fuori provincia e regione. Questo genera un incremento del traffico veicolare pesante e delle relative emissioni (raddoppiate in termini di volumi con il raddoppio della capacità del forno)”.

E ancora: “Vogliamo migliorare la qualità dell'aria dei comuni di Valmadrera e limitrofi sia in termini di CO2 che degli altri inquinanti altamente nocivi (diossine, ossidi di azoto, metalli pesanti...)? Spegniamo una linea ed al contempo investiamo sul contenimento del fabbisogno energetico degli edifici, in primis quelli pubblici. Dimezzeremmo il traffico veicolare pesante e le sue emissioni, dimezzeremmo le emissioni del forno, abbatteremmo la CO2 prodotta per riscaldare edifici inefficienti, e soprattutto non avremmo "calore sprecato", perché non lo avremmo prodotto”.

Secondo Riva allo spegnimento pressoché immediato di una linea dovrà poi seguire la pianificazione e messa in opera delle alternative per il trattamento a freddo della frazione indifferenziata residuale che, una volta rese operative, possono portare allo spegnimento della seconda linea. Il tutto molto prima della scadenza della vigente Aia.

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