Lecco, 15 marzo 2019   |  

Record per le esportazioni lecchesi: superati i 4,6 miliardi di euro

L’attivo della bilancia commerciale sfiora quota 1,8 miliardi di euro: è il valore Più alto degli ultimi 10 anni

Export Import

“L’apertura internazionale del sistema economico produttivo lecchese continua a crescere e gli scambi commerciali sono sempre più un punto di forza delle imprese locali”. Il Presidente della Camera di Commercio di Lecco Daniele Riva commenta con fiducia i dati recentemente diffusi dall’Istat e precisa: “Nel 2018 la quota di fatturato estero rispetto al totale lecchese è stata del 43,6%, ed è cresciuta di quasi 6 punti percentuali negli ultimi 5 anni. Le esportazioni della nostra provincia lo scorso anno hanno superato i 4,6 miliardi di euro, valore più elevato di sempre. La crescita rispetto al 2017 è stata del 4,3% (contro il +5,2% lombardo e il +3,1% italiano). Le importazioni ammontano a 2,81 miliardi di Euro, anch'essa cifra record per il nostro territorio (+2%, a fronte del +6,7% regionale e del +5,6% nazionale)1. Il comparto manifatturiero, e in particolare il settore metalmeccanico, rimane il ‘cuore pulsante’ della nostra economia: oltre un terzo delle esportazioni e oltre il 40% delle importazioni ha riguardato la meccanica, quota di gran lunga superiore al dato regionale e nazionale (Lombardia: 12,3% per l’import e 15,6% per l’export; Italia: entrambi intorno al 10%). Nel metalmeccanico il “made in Lecco” rappresenta ben il 3,4% dell’export italiano”.

“La Camera di Commercio di Lecco, insieme alla propria azienda speciale L@riodesk Informazioni, da sempre sostiene l’apertura verso nuovi mercati, la creazione di reti e filiere ‘glocal’ delle nostre MPMI. Queste ultime ora possono anche sfruttare le nuove tecnologie digitali per rafforzare la propria presenza all'estero, e per questo la Camera promuove il Bando "PID4EXPORT" dedicato, appunto, a sostenere la promozione delle aziende lecchesi sui mercati esteri con voucher per l'utilizzo degli strumenti digitali. Le risorse stanziate sul Bando sono pari a 70.000 Euro. Sarà pubblicato a breve sul sito camerale (www.lc.camcom.gov.it) e aprirà nel prossimo mese di maggio. Inoltre, interessante è anche il programma di interventi per sensibilizzare l’apertura verso nuovi mercati messo a punto da Lariodesk che prevede incontri presso la sede camerale in presenza o online, nel quadro del progetto di Sistema SEI- Sostegno all’Export dell’Italia”.
Il saldo della bilancia commerciale lecchese – ovvero la differenza tra esportazioni e importazioni – nel 2018 è stato pari a +1,80 miliardi di Euro (+8,1% rispetto al 2017). Anche il saldo italiano è positivo (+38,9 miliardi di Euro, ma in calo del 18,3%), mentre resta negativo - e in peggioramento - quello della Lombardia (-6,80 miliardi di Euro, -44,3%).

A livello regionale, la provincia che ha visto crescere maggiormente il proprio export è Lodi (+18,5%), seguita da Sondrio e Brescia (rispettivamente +10,9% e +7%). La nostra provincia si classifica al nono posto con il +4,3%, mentre la graduatoria regionale è chiusa da Monza, unico territorio ad evidenziare un calo (-3,1%).

Per quanto concerne la variazione delle importazioni, è Mantova a guidare la classifica regionale, seguita da Cremona e Lodi (rispettivamente +24,4%, 21% e 15,7%). Lecco occupa sempre la nona piazza con il +2%. Chiude la graduatoria della Lombardia Pavia, unico territorio ad evidenziare un calo (-0,5%),

L’andamento settoriale dell’export
Come ha sottolineato il Presidente Riva, anche nel 2018 il contributo all’export lecchese è venuto prevalentemente dal metalmeccanico: prodotti in metallo (36,8% del totale) e macchinari (24,9%). Seguono a distanza la chimica-gomma con il 6,7%; i prodotti tessili (“sistema moda”, 6%); l’alimentare con il 5,3% e i mezzi di trasporto con il 4,9%.

Tra i comparti citati, quelli che hanno fatto registrare la miglior performance rispetto al 2017 sono i “prodotti in metallo” (+4,7%, a fronte del +6,5% lombardo e del +5,1% italiano), i “mezzi di trasporto” (+3,8% a Lecco, +5,2% in Lombardia e -0,1% in Italia), il “sistema moda” (rispettivamente +3,5%, +5,5% e +3,3%) e la “chimica gomma” (+2,7%; +6,4% e +3,3%),

Mercati di sbocco
Il mercato di sbocco principale del “Made in Lecco” è tuttora quello dell’Unione Europea (68,4% delle esportazioni), e tale quota è pure in crescita: +4,5%. Aumenta anche l'export verso l’Europa non UE (9%, +11%), l'Asia (11,6%, +2,4%) e l’Africa (2,8%, +5,3%). Viceversa, diminuiscono le esportazioni verso i mercati nordamericani (5,9% dell’export totale, -1,2%), sudamericani (1,8%, -0,1%) e dell'Oceania (0,5%, -10,6%).

L'export lecchese verso la Germania supera gli 1,1 miliardi di Euro, confermandola di gran lunga quale il primo Paese destinatario (quasi 1/4 del totale), seguito dalla Francia (quasi 500 milioni di Euro, 10,8%), dagli Stati Uniti (oltre 240 milioni di Euro, 5,3%), dal Regno Unito (210,6 milioni di Euro, 4,6%) e dalla Svizzera (182,2 milioni di Euro, 3,9%). A questi primi 5 mercati affluisce complessivamente il 63,9% delle esportazioni provinciali totali.

Tra i primi 10 Paesi, cresce l’export lecchese verso la Polonia (+16,1%), la Svizzera (+8,9%) e Austria (+7%); da segnalare all’opposto il calo soprattutto della Repubblica Ceca (-8,5%), della Spagna e degli Stati Uniti (entrambi -2,6%, pari a una riduzione rispettivamente di 6,5 e 4,8 milioni di Euro rispetto al 2017).

L’andamento settoriale dell’import
Con riferimento all’import, il settore principale è sempre il metalmeccanico (1,1 miliardi di Euro, pari al 41% del totale), seguito da macchinari (382,1 milioni di Euro, 13,6%), chimica e gomma (276,2 milioni di Euro, 9,8%), legno-carta (227,4 milioni di Euro, 8,1%) e tessile (148,6 milioni di Euro, 5,3%).

Tra i principali settori, da segnalare la crescita delle importazioni del legno-carta (+15,4%, contro il +8,2% lombardo e il +10,1% italiano), del metalmeccanico (+6,3%, contro il +11,4% lombardo e il +9% italiano) e della “chimica-gomma” (+2,6%, contro il +5,4% regionale e il +6,1% nazionale).

Mercati di approvvigionamento
Anche per le importazioni il mercato principale resta quello europeo, da cui proviene l’83,1% del totale (in particolare i Paesi UE “pesano” per il 75,6%), ed è pure in crescita (+2%). In aumento anche l'import dall'Asia (+5,6%) e dall'America (+1,6%); viceversa, diminuisce quello dall’Oceania e dall'Africa (rispettivamente -55,2% e -19,1%).

I principali Paesi da cui Lecco importa merci sono la Germania (per quasi 735 milioni di Euro, oltre 1/4 dell’import totale), la Spagna (per circa 244,4 milioni di Euro, cioè l'8,7%), la Francia (per 220,8 milioni di Euro, 7,9%), la Cina (per 209 milioni di Euro, 7,4%) e il Regno Unito (per 163,8 milioni di Euro, 5,8%).

Tra i primi cinque Paesi, calano le nostre importazioni dalla Francia e dalla Spagna (rispettivamente -5,3% e -2,5%), mentre crescono soprattutto quelle dal Regno Unito (+18,6%) e dalla Germania (+9%).

Bilancia commerciale con i principali Paesi di interscambio
Con la Germania, primo Paese sia per l’export che per l’import lecchese, la bilancia commerciale 2018 è positiva per 388,7 milioni di Euro. Con la Francia (2° mercato di sbocco e 3° di approvvigionamento), l’attivo è stato di 277,2 milioni di Euro. Con il Regno Unito (4° mercato per il nostro export e 5° per l’import) il surplus è stato di 46,8 milioni di Euro. Con la Spagna (6° mercato di sbocco e 2° di approvvigionamento) si è verificato un disavanzo di 63,3 milioni di Euro.

La Cina è il 4° Paese di riferimento per le importazioni lecchesi, mentre meno significativo è il nostro export; il saldo è negativo per 127,2 milioni di Euro. Viceversa, gli Stati Uniti sono il 3° Paese destinatario delle esportazioni lecchesi, ma non rientrano tra i primi 10 con riferimento all’import; il saldo è positivo per 201,1 milioni di Euro. La somma degli attivi commerciali con Germania, Francia e Stati Uniti rappresenta quasi la metà dell’intero avanzo commerciale lecchese 2018 (per la precisione, il 48,2%).

Ritrovaci su Facebook

Caleidoscopio

21 Marzo 1935 la Persia viene rinominata Iran

Social

newTwitter newYouTube newFB