Lecco, 12 marzo 2019   |  

Quaresima al Cinema: dialogo e integrazione con “Pitza e Datteri"

di Stefano Scaccabarozzi

La pellicola, proiettata al Cenacolo Francescano, ha ottenuto un'ottima partecipazione di pubblico.

DSCN2473

Il tema dell'immigrazione e dell'integrazione, con il film “Pitza e Datteri" di Fariborz Kamkari, è stato al centro del secondo appuntamento della rassegna "Ma che film la vita! Il cinema interroga Lecco", organizzata da Confcommercio Lecco e Parrocchia di San Nicolò come percorso di approfondimento per il periodo di Quaresima.

La pellicola, proiettata al Cenacolo Francescano, ancora con un'ottima partecipazione di pubblico, vede la presenza del noto attore Giuseppe Battiston e mette al centro il tema del dialogo tra culture e religioni differenti.

DSCN2472La pacifica comunità musulmana di Venezia – questa la trama - è stata sfrattata dalla sua moschea da un’avvenente parrucchiera che la trasforma in un salone di bellezza. Viene chiamato in soccorso un giovane e inesperto Imam afghano per riprendersi il loro luogo di culto. Tutti i loro goffi tentativi falliscono comicamente, ma alla fine troveranno un luogo e un aiuto da chi non avrebbero mai pensato. Una divertente storia di integrazione multiculturale diretta dal regista curdo, nato in Iran, autore tra gli altri di "I fiori di Kirkuk" e "Acqua e Zucchero - Carlo Di Palma: i colori della vita".

A spiegare i messaggi che il film lancia con la leggerezza di una commedia che però tocca temi di grande spessore è lo stesso regista iraniano Fariborz Kamkari: “io sono curdo e ho avuto un'infanzia difficile, di guerra. Negli ultimi anni ho frequentato molto l'occidente e quindi ho avuto la necessità di raccontare le persone come me, che vivono tra due mondi. Ho scelto di usare la commedia per raccontare l'immigrazione così da togliere paura, questa è una tematica che è stata strumentalizzata anche per motivi politici. Credo serva un clima più leggero per dialogare”.

DSCN2469Due i messaggi che il film lancia: “Il primo è quello della necessità di un rinnovamento nel mondo islamico, un rinascimento in cui la religione deve essere qualcosa che tira fuori il meglio di noi, ma per motivi politici, si è mostrato solo il peggio. Questo accade perché ci sono grandi interessi economici nel mondo islamico e anche l'occidente non ha un ruolo positivo, utilizza infatti i discorsi integralisti per ottenere i propri interessi, vendere armi, controllare il petrolio. Organizzazioni come l'Isis non potrebbero esistere senza sostegno e finanziamento”.

“C'è anche – continua il regista - un messaggio alla comunità islamica in Italia: dove aprirvi e rispettare la cultura che vi ha accolti. Immigrazione senza integrazione non ha senso, è solo un viaggio fisico senza trasformazione culturale. Integrarsi è la cosa più bella del mondo, allontanarsi dalla propria cultura di origine osservandola da lontano, scoprire che il mondo è molto più grande, ti apre il cervello e il modo di pensare”.

DSCN2466Una pellicola che ha ricevuto grandi consensi: “Stranamente il film ha avuto un'ottima accoglienza nel paesi islamici. Intercetta una necessità sentita dal mondo musulmano, quella di non presentare la religione come ostacolo alla modernità. Un tema molto caro soprattutto dalle nuove generazioni. In Italia è uscito in un periodo difficile, quello seguente agli attentati di Parigi, ma superata quella paura iniziale, ha avuto un ottimo riscontro”.

“Lecco – sottolinea il prevosto mons. Davide Milani - è una città dove l'immigrazione ha radici forti. Il rischio però è che alcune comunità rimangono chiuse in se stesse e che i lecchesi non facciano molto per aiutarle ad aprirsi. Il film, con il tono della commedia, riesce a toccare questioni centrali. La tradizione religiosa è un limite che lega la persona per tutta la vita o è un modo per raccontare una propria originalità? Un film coraggioso perché non è sempre facile sorridere sulla religione, uscito in un momento in cui sembrava che le religioni potessero essere ostacolo alla convivenza civile, perché c'erano persone che in nome della religione compivano stragi in giro per il mondo”.

Al termine della proiezione, sul palco del Cenacolo, il regista Kamkari ha dialogato con il direttore della Caritas Ambrosiana Luciano Gualzetti e l'imprenditore-ristoratore di origini iraniane Hooman Soltani per riflettere su come persone di culture diverse possano stare insieme nella nostra città; a moderare sarà la giornalista Chiara Ratti.

IMG 3734sagag

 

Ritrovaci su Facebook

Caleidoscopio

24 Giugno 1910 è fondata a Milano la Anonima lombarda fabbrica automobili, ovvero l'Alfa Romeo.

Social

newTwitter newYouTube newFB