Pescate, 11 febbraio 2019   |  
Lecco   |  Provincia

Pescate chiede nuovamente verifiche al depuratore di Lecco

De Capitani ipotizza vi siano scarichi irregolari che potrebbero essere responsabili della proliferazione delle alghe o della non balneabilità della spiaggia pescatese.

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La foto diffusa dal sindaco De Capitani

Una nuova richiesta di chiarimento inviata dal sindaco di Pescate Dante De Capitani a Lario Reti Holding, società che gestisce il servizio idrico integrato, in merito al funzionamento del depuratore di Lecco.

De Capitani torna infatti a chiedere, a distanza dalla prima lettera inviata a luglio 2018, controlli alla struttura. Il sindaco allega anche fotografie (diffuse dall'ex dirigente comunale Peppo Rota) che testimonierebbero lo scarico a lago di sostanze ignote che al primo cittadino pescatese appaiono come sversamenti organici provenienti dal depuratore di Lecco.

Anche lo scorso 4 febbraio De Capitani aveva testimoniato analoghi scarichi da un collettore posto sulla riva del lago nei pressi del depuratore.

Il sindaco pescatese chiede dunque un immediato intervento applicando filtri e dispositivi per trattare opportunamente le acque di risulta. Inoltre chiede ad Arpa di monitorare la situazione la situazione attorno al depuratore di Lecco. In caso contrario De Capitani si dice pronto a denunciare la situazione nelle sedi competenti.

L'ipotesi del sindaco di Pescate è che tali scarichi possano causare proliferazione di alghe nel lago e che possano rendere le acque della spiaggia de la Punta non balneabili.

Intanto, dopo i primi interventi di muratura degli scarichi a lago a Pescate, tre nuovi allacciamenti alla fognatura comunale nel giro di una settimana sono stati effettuati , tra cui addirittura un intero condominio.

“Il fatto – commenta De Capitani - di aver iniziato a murare gli scarichi a lago abusivi, ha determinato un'impennata di richieste di allaccio e di informazioni presso l'ufficio tecnico comunale. Qui a Pescate ci occupiamo di chiudere il piccolo scarico abusivo e poi ci tocca sopportare che da Lecco arrivino sversamenti non controllati nel lago Garlate”.

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