Lecco, 05 aprile 2017   |  

Olginate: l'Adda in secca mostra i resti delle fondazioni dell'antico ponte

di Mario Stojanovic

Grande curiosità per quell'antico manufatto costruito in epoca romana tra le due sponde.

resti ponte olginate calolzio 8

In questi giorni di grande secca sono diversi a fermarsi sul lungoAdda di Olginate per osservare quegli strani “paletti” che fuoriescono dal fondale tra la diga e il ponte con Calolzio. Sebbene a memoria dei residenti difficilmente il lago è stato così basso, in molti sono sicuri di riconoscervi i resti delle fondazioni dell'antico ponte tra Olginate e Calolzio, costruito in epoca romana e verosimilmente distrutto qualche secolo dopo.

Realtà o suggestione? in qualsiasi caso cogliamo l'occasione per ricostruire la vicenda dell'antico ponte affidandoci alla ricerca di Giovanni Aldeghi e Gianluigi Riva pubblicata sul numero 4 del 2005 della rivista Archivi di Lecco e della Provincia, riportandone alcuni estratti:

“Nevio Degrassi, che ebbe modo di studiare meticolosamente la composizione della muratura dei piloni, riportati alla luce dai lavori di costruzione […] datò la costruzione di questi al III e IV secolo d.C.. Datazione pienamente condivisa dagli studiosi”.

resti ponte olginate calolzio 2Il dott. Degrassi espresse il parere che la distruzione del ponte avvenne certamente in seguito a qualche invasione barbarica. [...] Ipotesi, queste, accettate dagli studiosi che concordano nel collocare la distruzione del ponte nello spazio di tempo tra il V e VII secolo. Secondo le ricerche di Aldeghi e Riva è certo, comunque, che il ponte non fu più riedificato probabilmente perché, con lo sfascio dell'impero romano, vennero a cadere tutte le motivazioni per una sua ricostruzione che si presentava molto onerosa.

Sino alla metà del XVIII, i resti dei cinque piloni e dell’arcata superstite emergevano ancora dall'acqua, causando intralci alla navigazione e ostacolando il deflusso delle acque dal lago di Como. Tra di essi si elevava in tutta la sua imponenza, per circa sei metri di altezza, quello che doveva essere stato il pilone centrale del ponte.

Solo nel 1754, […] dopo diversi tentativi, venne trovato l'accordo per sgombrare l'Adda da ogni impedimento e così fu possibile portare a compimento la demolizione dei piloni e la rimozione della ghiaia in sponda bergamasca. Dopo questi lavori rimasero, sotto il pelo dell’acqua, solo le fondazioni dei piloni esistenti nel letto del fiume che col tempo vennero coperti dalla ghiaia. Anche i ruderi della testata orientale del ponte e della strada di accesso finirono sepolti sotto diversi metri di ghiaia e detriti tolti dal fiume per allargarne il letto.

Spariva così ogni traccia dell'antico ponte: a ricordarlo, sulla sponda destra, rimase e ancor oggi è visibile, una grande arcata posta nel giardino di una villa, indicata come "arcata di ponte romano", che però non è la testata occidentale del ponte romano ma una costruzione alto medioevale che è stata innalzata inglobando, presumibilmente, i resti dell'antica testata che, dopo la scoperta delle fondazioni di quella orientale, sappiamo che doveva essere molto più piccola.

resti ponte olginate calolzio 4Già verso il 1840, prima dei definitivi lavori di rettifica di quel tratto del corso del fiume che comportarono l’abbassamento del letto di più di un metro, si potevano vedere i ruderi di alcuni piloni di questo ponte affiorare dalle acque.

Tra il 1940 ed il 1944, si procedette, a cura del Consorzio dell'Adda, alla costruzione di uno sbarramento per la regolazione delle acque del lago di Como nello stretto canale che l’Adda forma davanti ad Olginate. L’opera richiese l’ampliamento dell’alveo di circa 50 metri verso la sponda bergamasca e il contemporaneo abbassamento del letto del fiume di circa un metro. Questi scavi riportarono alla luce le fondamenta della testata sinistra e di cinque piloni dell'antico ponte che erano stati interamente sepolti dalla ghiaia.

Da questi ritrovamenti Degrassi poté affermare con una certa sicurezza che “il ponte doveva avere una lunghezza di circa 150 metri con 16-18 piloni, supponendo che la grande arcata, oggi visibile sulla sponda destra, fosse stata costruita incorporando la testata occidentale. Il ponte doveva presentarsi imponente, probabilmente coi piloni in pietra, speroni frangiflutti in cotto”.

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