Lecco, 15 aprile 2019   |  

Obblighi e oneri della conservazione elettronica delegabili all’Agenzia

di a cura dello studio Qualitas Commercialisti Associati

Con un nuovo documento di ricerca, pubblicato il 5 aprile, CNDCEC e Fondazione nazionale dei commercialisti hanno presentato una sintesi delle recenti novità normative in ordine agli obblighi di fatturazione elettronica, riportando, fra l’altro, i chiarimenti resi dall’Amministrazione finanziaria in occasione del Videoforum organizzato dal CNDCEC il 15 gennaio scorso e quelli forniti nell’ambito del Tavolo istituzionale che il Consiglio nazionale ha intrattenuto con l’Agenzia delle Entrate.

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Nel documento viene dato spazio alle questioni legate alla conservazione elettronica. In occasione del forum del 15 gennaio era stato chiesto se l’adesione al servizio gratuito offerto dall’Agenzia comportasse necessariamente l’assunzione della qualifica di responsabile della conservazione da parte del soggetto passivo. Secondo quanto previsto dalle Linee guida dell’AgID (Agenzia per l’Italia Digitale), infatti, detto ruolo può essere ricoperto esclusivamente da una persona fisica “inserita stabilmente nell’organico del soggetto produttore dei documenti”.

In particolare, si chiedeva di precisare se restassero a carico del contribuente gli obblighi e gli oneri previsti dagli artt. 6 e 7 del DPCM 3 dicembre 2013 (tra i quali si annoverano, a titolo esemplificativo, la definizione delle caratteristiche e dei requisiti del sistema di conservazione in funzione dei documenti da conservare, la gestione del processo, il monitoraggio della corretta funzionalità del sistema, ecc.).

Considerato che l’Agenzia, nella sua risposta, aveva operato un rinvio alle Linee guida dell’AgID, grazie al citato Tavolo istituzionale il CNDCEC è tornato sul punto, chiedendo se la stessa Agenzia potesse assumere il ruolo di responsabile della conservazione. Secondo l’Amministrazione finanziaria, nel caso delle fatture elettroniche il “soggetto produttore” è colui in capo al quale il DPR 633/72 pone gli obblighi di emissione e conservazione. La responsabilità del servizio risulta gravare, quindi, sul soggetto obbligato, il quale ha, però, facoltà di affidare a un terzo la conservazione di una parte o della totalità dei documenti. In tale circostanza il terzo “diventerebbe Responsabile del servizio di conservazione”, svolgendo, “in nome del soggetto produttore, le funzioni che garantiscono la conservazione a norma dei documenti informatici”. Nella circostanza l’Agenzia delle Entrate rende noto che, laddove le venga affidato il servizio, gli obblighi e gli oneri previsti dai citati articoli 6 e 7 del DPCM 3 dicembre 2013 rientrerebbero sostanzialmente, salvo alcune delimitazioni, nell’ambito dei compiti ad essa delegati.

Altro tema affrontato da CNDCEC e Agenzia delle Entrate ha riguardato i numerosi scarti delle fatture elettroniche inviate tramite il Sistema di Interscambio, dovuti a taluni caratteri speciali (es. €, $, ecc.). L’Amministrazione finanziaria ha precisato che sono ammessi, per i diversi campi stringa, i caratteri “UNICODE UT-F8, gruppo basic latin”, la cui lista è disponibile all’indirizzo https://unicode.org/charts/PDF/U0000.pdf.

Il Consiglio nazionale è tornato poi sulla questione dell’indicazione degli importi in valuta nella fattura elettronica, che già fu oggetto di analisi nelle risposte fornite in occasione del Videoforum del 15 gennaio scorso. È ammissibile la scelta di riportare, nel totale del documento, ad esempio, un importo in USD, salvo indicare in euro (come richiesto dall’art. 21 del DPR 633/72) il prezzo unitario e quello totale, nelle linee di dettaglio, e l’imponibile e l’imposta nei “Dati riepilogo”.

L’incoerenza nell’esposizione dei valori sarebbe “sanata” mediante “l’indicazione del tasso di cambio” e la precisazione, da fornire in uno dei campi testuali, che il totale della fattura è espresso in valuta straniera, nonostante gli importi fiscalmente rilevanti siano espressi in euro ai sensi della normativa interna.

Bilanci dei commercianti al minuto certificati dai revisori
Nel documento di ricerca viene, infine, dedicato un paragrafo anche al tema dei corrispettivi telematici. Il chiarimento ha riguardato la certificazione annuale dei bilanci di esercizio (richiesta dalle specifiche tecniche di cui al provv. n. 182017/2016, nella versione 6.0 dell’agosto 2018), prevista per gli esercenti che operano con più punti cassa per singolo punto vendita e che effettuano la suddetta memorizzazione e trasmissione dei corrispettivi “mediante un unico RT o un Server-RT”. L’Agenzia delle Entrate chiarisce che, in applicazione del DLgs. 27 gennaio 2010 n. 39, la certificazione può essere effettuata dai soggetti iscritti nel registro dei revisori legali e non soltanto dalle società di revisione.

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