Lecco, 17 luglio 2017   |  

Nuova quota imponibile di dividendi e plusvalenze

di a cura dello studio Qualitas Commercialisti Associati

Le modifiche relative ai cambi di aliquota introdotti dalla legge di stabilità.

agenzia entrate18413

La legge di stabilità 2016 ha previsto la riduzione al 24% dell’aliquota nominale IRES e la riduzione all’1,20% dell’aliquota della ritenuta a titolo di imposta sugli utili corrisposti a società appartenenti all’Unione Europea o allo Spazio Economico Europeo.

In conseguenza della riduzione dell’aliquota IRES, il DM 26 maggio 2017 (pubblicato ieri in Gazzetta Ufficiale) ha rideterminato la percentuale di imponibilità:
- di dividendi e plusvalenze per i soggetti non imprenditori (artt. 47 e 68 comma 3 del TUIR) e per gli imprenditori soggetti ad IRPEF (artt. 58 comma 2 e 59);
- degli utili percepiti dagli enti non commerciali.

Si adotta la medesima impostazione utilizzata con il DM 2 aprile 2008, che ha rideterminato le percentuali relative ai dividendi e alle plusvalenze sopracitate a seguito della riduzione dell’aliquota IRES al 27,50%.

Attraverso l’introduzione dell’attuale percentuale di imposizione del 58,14%, viene quindi mantenuta l’invarianza del livello di tassazione complessivo dei dividendi e delle plusvalenze (società + socio) in considerazione dell’aliquota IRES del 24% in vigore dal 2017.

In particolare, gli utili prodotti dai soggetti IRES a partire dall’esercizio successivo a quello in corso al 31 dicembre 2016 concorreranno per il 58,14% alla formazione del reddito imponibile dei percipienti non imprenditori (art. 47 del TUIR) o dei soggetti IRPEF imprenditori (art. 59 del TUIR).

Per i medesimi soci percettori, tuttavia, restano ancora valide le percentuali di imponibilità:
- del 40%, che si applica agli utili prodotti fino all’esercizio in corso al 31 dicembre 2007;
- del 49,72%, che si applica agli utili prodotti dall’esercizio successivo a quello in corso al 31 dicembre 2007 fino all’esercizio in corso al 31 dicembre 2016.

Il decreto in commento si occupa anche dei dividendi percepiti dagli enti non commerciali. Per questi ultimi, viene previsto che:
- i dividendi percepiti, formati con utili prodotti a partire dall’esercizio successivo a quello in corso al 31 dicembre 2016, concorrono alla formazione del reddito imponibile nella misura del 100% del loro ammontare;
- per i dividendi formati con utili prodotti fino all’esercizio in corso al 31 dicembre 2016, resta fermo che essi non concorrono alla formazione del reddito nella misura del 22,26%.

Come già era avvenuto nel 2008, anche il DM 26 maggio 2017 prevede una presunzione di favore in caso non sia specificato l’esercizio di “formazione” degli utili distribuiti ai soci in forma di dividendi.

Al riguardo, l’art. 1, comma 4 del DM 26 maggio 2017 stabilisce che, a partire dalle delibere di distribuzione successive a quella avente ad oggetto l’utile dell’esercizio in corso al 31 dicembre 2016, agli effetti della tassazione del soggetto partecipante, i dividendi distribuiti si considerano prioritariamente formati:
- con utili prodotti dal soggetto IRES partecipato fino all’esercizio in corso al 31 dicembre 2007,
- e poi fino all’esercizio in corso al 31 dicembre 2016.

Sul tema, resta valido quanto precisato dall’Amministrazione finanziaria in caso le riserve di utili siano utilizzate per finalità diverse dalla distribuzione ai soci (ad esempio, per la copertura delle perdite): secondo la circ. Agenzia delle Entrate 13 marzo 2009 n. 8 (§ 1.2), possono considerarsi utilizzate per prime e, fino a loro concorrenza, le riserve formate con gli utili prodotti negli esercizi in cui l’aliquota IRES risulta inferiore.

Previsto un apposito prospetto in dichiarazione
L’incremento e la riduzione delle riserve di utili formate con utili prodotti nel corso del periodo compreso dall’esercizio successivo a quello in corso al 31 dicembre 2007 all’esercizio in corso al 31 dicembre 2016 saranno indicati nell’apposito “Prospetto del capitale e delle riserve” del quadro RS del modello REDDITI SC (cfr. art. 1, comma 5 del DM 26 maggio 2017).

L’applicazione di questo meccanismo per i dividendi percepiti da soggetti esteri sarà possibile attraverso l’acquisizione di un’apposita attestazione da parte del soggetto partecipato non residente.

Passando alle plusvalenze di natura finanziaria realizzate da soggetti non imprenditori su partecipazioni qualificate (art. 68, comma 3 del TUIR) e dai soggetti IRPEF imprenditori in pex (art. 58, comma 2 del TUIR):
- a decorrere dal 1° gennaio 2018, esse concorrono alla formazione del reddito imponibile per il 58,14% del loro ammontare;
- la stessa percentuale si applica per la determinazione della quota deducibile delle corrispondenti minusvalenze.

Una novità importante è rappresentata dal fatto che, per espressa previsione del decreto, le disposizioni citate in tema di plusvalenze di natura finanziaria non si applicheranno ai soggetti di cui all’art. 5 del TUIR, tra cui vi sono anche le società di persone.

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