Lecco, 05 giugno 2020   |  
Politica   |  Cronaca

Nuova Costituente: Non sarà il centralismo a sconfiggere la crisi

Dalle varie realtà regionali che compongono l’Italia deve emergere un nuovo protagonismo delle comunità locali, che devono al più presto far sentire la propria voce

ScheAAQSWrmata 2020 04 23 alle 15.23.48

Riceviamo e volentieri pubblichiamo questa riflessione del movimento Nuova Costituente www.nuovacostituente.org

Dinanzi alle più recenti dichiarazioni del premier Giuseppe Conte e a seguito delle ultime decisioni del governo, il movimento Nuova Costituente esprime dure critiche nei riguardi di una politica romana costantemente autoreferenziale e quindi incapace di superare logiche centraliste.

Secondo Nuova Costituente, non è lo Stato centrale che può portare le diverse economie della Penisola fuori dal pantano. Le differenti realtà che compongono la nostra società esigono infatti risposte differenziate: per questo lo Stato deve ridimensionarsi e permettere un nuovo protagonismo delle realtà regionali.

Purtroppo, gli attuali presidenti delle Regioni – in quanto parte integrante del sistema politico italiano – non sono in grado di raccogliere la sfida. Al di là di qualche dichiarazione a uso dei media, i responsabili dei governi regionali appaiono quanto mai timidi e remissivi di fronte a Roma. Eppure la crisi sta spazzando via una parte significativa del tessuto produttivo e soltanto se le risorse rimangono a livello locale sarà possibile cercare di contenere le conseguenze più negative. Le Regioni devono pretendere che lo Stato centrale riduca i propri costi e le proprie competenze, perché diversamente non potremo avere un futuro.

In questi giorni il premier Conte ha parlato di riforme del fisco, di aiuti provenienti dall’Europa e di interventi pubblici per il rilancio dell’economia, ignorando la questione dei territori e delle libertà locali. Non soltanto sono ormai quasi 1000 giorni che in Lombardia e in Veneto si è votato per ottenere un’autonomia differenziata che è là da venire (e su questo il premier non dice nulla), ma oltre a ciò sono tutte e venti le regioni che compongono la Repubblica ad avere bisogno di essere affrancate dai lacci imposti da Roma.

Il Palazzo continua a ragionare sulla base di uno schema che vede l’Unione elargire risorse all’Italia e il governo romano gestire l’intera penisola. Nuova Costituente ritiene che dalle varie realtà regionali che compongono l’Italia deve emergere un nuovo protagonismo delle comunità locali, che devono al più presto far sentire la propria voce prima che le politiche del Palazzo ci tolgano ogni speranza di poter ancora avere un futuro.

Ritrovaci su Facebook

Caleidoscopio

7 Agosto 1420 inizia la costruzione della cupola del Brunelleschi a Firenze

Social

newTwitter newYouTube newFB