Bulciago, 14 aprile 2019   |  

Nella rassegna “La Passione si fa Arte” gli artisti narrano l’amore di Cristo per l’umanità

di Italo Allegri

Inaugurata sabato pomeriggio a Bulciaghetto la VII edizione della Rassegna d’Arte Pasquale “La Passione si fa Arte”. Esposte 85 suggestive opere di valenti artisti locali, Valsesia e Valgardena. La mostra è visitabile fino al 5 maggio. Ingresso gratuito.

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«Quando entriamo in questa casa, sia nel periodo natalizio, ma soprattutto per quanto mi riguarda, nel periodo pasquale, io trovo pace e serenità, quell’ossigeno che mi viene a mancare quotidianamente, fatto di un qualcosa che è più alto di noi, è sovrumano. Indipendentemente dal credere o non credere, davanti a opere di questo genere, che trasmettono il dolore umano, il significato di vite vere vissute con tanta fatica, con tanta povertà, ci richiamano al piccolo impegno che tutti noi dobbiamo mettere nel nostro vissuto quotidiano, oggi più che mai». Questo è l’atteggiamento suggerito dall’assessore alla cultura di Bulciago Raffaella Puricelli, sabato 14 aprile, all’inaugurazione della VII edizione della Rassegna d’Arte Pasquale “La Passione di fa Arte”, allestita presso la Casa del Presepio di Bulciago: località Bulciaghetto, via Sant’Agostino 21.
Sentimenti di pace e serenità che concorrono a riallacciare le relazioni umane, perché in un passato, nemmeno tanto lontano, lavorativamente più faticoso rispetto al presente, prevaleva l’amore all’interno delle famiglie che vivevano nelle corti in una consolidata solidarietà, dove difronte al bisogno nessuno si tirava indietro, magari privando se stesso. Oggi invece il condomino è diventato un mondo anonimo, perché i nostri orizzonti si sono ristretti di fronte al bisogno dell’altro: di qualunque colore esso sia. Questa mostra invece ci invita ad allargare i nostri orizzonti, prosegue Raffaella: «Io credo che se Cristo fosse qui in mezzo a noi, ci inviterebbe a guardare il prossimo indipendentemente dal colore della pelle, da dove si trova nel mondo, dal fatto che possa avere più o meno sbagliato intenzionalmente, perché sono io la prima a commettere dei peccati e sbagliare, come posso giudicare il prossimo?». In ogni caso non significa che non possiamo pensare a noi stessi, ai nostri bisogni, ma nemmeno alzare dei muri, bensì costruire dei ponti. Del resto, quello che capita oggi a tante persone è accaduto anche in Italia alcuni anni fa con la migrazione dal meridione al settentrione.
L’Assessore chiede che ciascuno faccia la propria parte impegnandosi a migliorare la nostra società. La Settimana Santa è l’occasione propizia per riflettere sulla morte e risurrezione di Cristo: il momento più alto nella vita di fede, l’opportunità concreta per dare qualcosa di più. Infine, Raffaella ringrazia gli artisti che hanno doto vita a questa iniziativa per il settimo anno consecutivo: Angelo Gamba, Vincenzo Bosisio, Aleardo Corno, Giovanni Fumagalli, Riva Carla; rammenta chi li ha preceduti e quanti hanno esposto le loro preziose opere in questa edizione. Un grazie poi è rivolto a Carlo e Sandro per la loro preziosa cooperazione.
Il sindaco di Bulciago Luca Cattaneo esprime la vicinanza dell’Amministrazione comunale all’iniziativa perché la ritiene «meritoria» e auspica che possa continuare ancora a lungo, consapevole della mole di lavoro nascosto che richiede: «Ci tenevo ad essere presente come Sindaco a queste iniziative, perché è anche un segnale di affezione alle associazioni del territorio, che credo debbano sempre avere vicino la presenza dell’Amministrazione e, se possibile, proprio del Sindaco. Grazie a tutti e vi invito a passare parola, perché credo abbiate già dato un’occhiata: è una mostra che merita di essere visitata il più possibile».
Le opere esposte sono circa 85 realizzate da una quarantina di artisti provenienti dal lecchese, comasco, bergamasco, monzese; e due professionisti del settore: Rifesser Armin di Ortisei nella provincia di Bolzano e Damiani Dino di Grignasco in provincia di Novara. I manufatti sono realizzati con tecniche diverse: prevalentemente sculture in legno, ma anche modellate con metallo, ceramica, dipinti, pirografia su cuoio. Prevale la figura del Cristo crocifisso in tante composizioni, ma non mancano dettagli, soprattutto del volto dolente del Salvatore. Particolarmente curato l’allestimento: ogni opera è situata all’interno di una cornice appropriata, realizzata con panneggi e illuminazione che ne esaltano il tratto e la drammaticità del momento. Alle composizioni singole si accostano anche alcune rappresentazioni pasquali di più ampio respiro che raccontano la passione dall’Ultima cena alla Risurrezione.
Una particolare menzione merita l’allestimento realizzato al piano inferiore, dove quest’anno si pone un parallelismo tra Passione e Shoah, tra il crocifisso e i campi di concentramento di Auschwitz-Birkenau: mentre il Cristo porta la croce il treno muove verso i campi di sterminio. Sono otto intensi minuti di immagini suggestive, musiche appropriate e racconto dal Calvario alla Risurrezione: uno spettacolo che meriti di essere visto. Nel locale accanto i diorami della passione e una sala dedicata a “La casa di Maria” con volti e statue della Beata Vergine Maria, modellate dalle sapienti mani degli artisti. Il loro ingegno sa dare forma a un’inerte tavola di legno o un qualunque ramo raccolto nel bosco, reso vivo dalla loro creatività. Statue che una volta non mancavano mai nelle povere case, come il quadro della Vergine sopra la testata del letto degli sposi.
Al termine del percorso cattura l’attenzione del visitatore l’angolo riservato all’artista bergamasco Pino Bettoni, che ha scelto di far rivivere un minuscolo borgo della Valle d’Aosta destinato all’oblio, rivitalizzato grazie alla sua presenza, alla installazione delle sue opere sparse in questo angolo ancora incontaminato con una memoria storica riconducibile al XIII secolo: esperienza di vita raccontata in un video.
La rassegna merita di essere vista ritagliandosi uno spazio appropriato all’interno della giornata: che non sia un “mordi e fuggi”, ma bensì un “guarda, ascolta e rifletti” per ristorare l’animo del visitatore e trovare quella “pace e serenità” capace di riallacciare le relazioni umane.
Giorni di apertura domenica 14 aprile, dal 21 al 28 aprile, 1° e 5 maggio; dalle ore 14.30 alle 18.30. Ingresso libero.

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