Lecco, 15 marzo 2020   |  
Chiesa   |  Opinioni

Monsignor Vincenzo Rini, un amico, ucciso da Covid19

di Alberto Comuzzi

Aveva 75 anni. Cremonese, per anni era stato direttore del settimanale diocesano, "La Vita Cattolica". Per un ventennio siamo stati pellegrini in tanti luoghi cari alla spiritualità cristiana.

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Monsignor Vincenzo Rini (credit "Avvenire")

Monsignor Vincenzo Rini, cremonese, 75 anni, già direttore del settimanale diocesano “La Vita Cattolica” e per anni direttore dell'agenzia Sir, è morto l'altra notte a causa del Covid-19 nell'ospedale Maggiore di Cremona. pochi giorni dopo il ricovero.

Al giornalismo aveva dedicato tante energie e tempo, ma senza mai dimenticare che prima del suo compito di divulgatore veniva quello di curatore d'anime. Per un ventennio, dal 1990 al 2010, abbiamo partecipato, invitati da Brevivet, il tour operator bresciano specializzato in pellegrinaggi, a diversi viaggi nei luoghi più importanti per la spiritualità cristiana: Lourdes, Fatima, Częstochowa, la Terra Santa, etc.

Don Vincenzo era una persona gioiosa ed energica. Sia che fosse chiamato a dettare una riflessione su un testo biblico, sia che fosse stimolato a pronunciarsi su un evento, o su un incontro con qualche esponente d'ambasciata o di ministero del turismo, le sue parole non erano mai banali. Aveva il dono, anche nelle questioni più serie, di saper trovare sempre il lato umoristico. All'occorrenza non gli mancava la battuta.

Sapeva pronunciarsi, anche su temi spinosi, con modi garbati. Non ricordiamo di averlo mai visto ombroso; anche davanti a qualche contrattempo antipatico o fastidioso aveva la capacità di contenersi. Di lui ci mancherà il sorriso e la bonomia con cui accompagnava sempre la raccomandazione di commiato: «Ti raccomando, fai il bravo, comportati bene».

 

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