Milano, 07 dicembre 2017   |  

Mons. Faccendini: rinnoviamo l'amore e la passione per la città

Questo il saluto del nuovo abate di Sant'Ambrogio alla Celebrazione dei Primi Vespri.

faccendini 1

Pubblichiamo il testo del saluto introduttivo che pronuncerà questa sera l’abate di Sant’Ambrogio, mons. Carlo Faccendini, alla Celebrazione dei Primi Vespri.

Buona serata e benvenuti a tutti!
Quello di oggi è un appuntamento ormai tradizionale. Potrebbe correre il rischio di diventare ovvio, quasi scontato.
Invece, come ogni volta, ci sembra di riconoscere una attesa, un desiderio sincero di ascoltare in modo non formale quasi fosse solo un adempimento istituzionale.

Certo è la prima volta del Vescovo Mario e l’affetto e la simpatia che proviamo per lui ci dispongono volentieri all’ascolto.
Tuttavia, come ogni volta appunto, tutti avvertiamo la singolarità di questo momento, che secondo uno stile tipicamente ambrosiano, riunisce insieme la comunità cristiana e la comunità civile, che si riconoscono città e che vorrebbero imparare non solo a vivere ma a con-vivere con maggior senso di responsabilità.

Scrive Italo Calvino: “le città credono d’essere opera della mente o del caso, ma né l’una né l’altro bastano a tener su le loro mura. D’una città non godi le sette o settantasette meraviglie, ma la risposta che dà a una tua domanda”.
Ecco!

Quante domande ci portiamo dentro!
Non solo quelle, pur legittime, sui servizi pubblici e le infrastrutture, ma anche quelle, talvolta drammatiche, di chi vive al minimo delle risorse, senza più la forza di chiedere e sperare… e anche quelle di tanti giovani, creativi, capaci e generosi, che chiedono opportunità di vita, di futuro e di sogno, disponibili, loro sì, a tenere su le mura della loro città…

Vorremmo seriamente metterci in gioco per provare ad abbozzare almeno qualche risposta.
Come credenti, che condividono quanto scrive Simone Weil in uno dei suoi straordinari Quaderni: “non è dal modo in cui un uomo parla di Dio, ma dal modo in cui parla delle cose terrestri, che si può meglio comprendere se la sua anima ha fede”.
E come laici… consapevoli che se è vero che non c’è vergogna nel voler essere felici, ci può essere vergogna, tanta vergogna, nel voler essere felici da soli (Camus)

Questa sera, in questo luogo dove anche le pietre parlano e parlano di vita e di speranza, tutti insieme condividendo domande, attese, risposte… ci sentiamo più che mai semplicemente fratelli e sorelle (Mons. Delpini), desiderosi di crescere insieme e di rinnovare amore e passione per la nostra città.
Grazie a tutti…! Ci disponiamo all’ascolto!

Mons. Carlo Faccendini, abate di Sant’Ambrogio

 

Ritrovaci su Facebook

Caleidoscopio

15 Dicembre 1964 dal poligono di Wallops Island, (in Virginia, Stati Uniti), viene lanciato il primo satellite italiano, il San Marco I

Social

newTwitter newYouTube newFB