Lecco, 06 febbraio 2020   |  

Merkel: mamma mia tornano i nazisti

di Alberto Comuzzi

La stampa tedesca parla di “terremoto politico” e di “un Paese sotto shock”, per il contributo dato dal partito di destra Afd all'elezione a presidente della Turingia del liberale Thomas Kemmerich (subito dimessosi).

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Veduta panoramica di Erfurt, capitale della Turingia.

L'Ispi (Istituto per gli studi di politica internazionale) riprende e commenta una notizia destinata a suscitare forti polemiche in Europa e probabilmente nel mondo.

In un testo diramato via Internet si legge testualmente: «“Imperdonabile”: con queste parole Angela Merkel aveva definito l’elezione, ieri in Turingia, del liberale del Freie Demokratische Partei (Fdp) Thomas Kemmerich.

In particolare, la cancelliera si riferiva al fatto che, per farsi eleggere, Kemmerich avesse accettato l’appoggio esterno di Alternative für Deutschland (Afd), una forza estremista, neo-nazista e xenofoba, fino ad oggi estromessa da ogni possibile alleanza o coinvolgimento politico. “È stato un brutto giorno per la democrazia”, ha detto la cancelliera da Pretoria, in Sudafrica, dove si trovava in visita, aggiungendo che il risultato doveva essere “revocato”.

Poche ore dopo Kemmerich ha fatto un passo indietro: “Lo scioglimento del Landtag è inevitabile e le mie dimissioni da presidente lo sono altrettanto” dichiara. Ma la questione rimane. Per la prima volta dal dopoguerra, una carica politica è stata eletta grazie al voto, decisivo, di un partito neo-nazista. E se la stampa tedesca parla di “terremoto politico” e di “un Paese sotto shock”, oggi è l’Europa intera – alle prese con i partiti populisti e dell’ultradestra – a interrogarsi sulle possibili, allarmanti, conseguenze di quanto accaduto».

Nelle tre regioni orientali della Germania, Sassonia, Brandeburgo e Turingia, Afd raccoglie da tempo consensi (in Turingia è il secondo partito dopo Linke, La Sinistra). Infatti le elezioni in Turingia, alla fine di Ottobre 2019, hanno visto Ad più che raddoppiare i voti rispetto al 2014: il partito di estrema destra è passato al 23,4% dal 10,6% superando persino i cristiano democratici della cancelliera Merkel bloccati al 21,8%.

Afd mette in discussione le politiche ritenute progressiste del governo tedesco e, votazione dopo votazione, cresce nei consensi. Affermare che in Germania rinasce il nazismo significa essere ciechi, mentre è lapalissiano che una parte sempre più consistente di tedeschi non approva le politiche sull'immigrazione di Berlino, città che ospita 260.000 turchi quasi tutti concentrati nel quartiere di Kreuzberg (nell'intero Paese sono 2,6 milioni, contro i 600.000 italiani).

Di fatto Berlino è la più grande città turca d'Europa. Per quanto i tedeschi siano organizzati e capaci di creare occupazione, nel 2017 (ultimi dati aggiornati disponibili), gli abitanti che avevano un background migratorio (immigrati e discendenti) risultavano 19,3milioni su una popolazione di 81,7 milioni di persone.

In pratica oltre 23 cittadini su 100 risultano oggi non di origine tedesca in Germania. Afd cresce soprattutto per effetto delle ultime ondate immigratorie. La domanda che dovrebbero porsi Merkel e compagni è: chi vota Afd è un neonazista o semplicemente un tedesco che disapprova l'eccessiva presenza di stranieri in gran parte provenienti da Paesi islamici?

 

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