Lecco, 15 marzo 2019   |  

Mai soli se solidali “racconta” le chiuse di via Carlo Porta

Apposto in una delle vie pedonali più trafficate di Lecco.

Il pannello scoperto mercoledì mattina all’altezza delle chiuse di via Carlo Porta è l’ennesimo risultato, frutto del progetto di collaborazione Mai soli se solidali che ha, è proprio il caso di dirlo, ridisegnato una delle vie pedonali più trafficate di Lecco.

Di seguito il racconto delle chiuse nelle parole degli studenti del liceo classico e linguistico Manzoni di Lecco, che hanno collaborato alla realizzazione del pannello, disponibile sia in lingua italiana, sia online in lingua inglese, insieme a Comune di Lecco, Università di Lecco per adulti e terza età e Lions Distretto 108 Ib 1:

Il Gerenzone, il Caldone, il Bione, insieme agli altri corsi minori, hanno svolto un ruolo importante nel delineare il paesaggio urbano di chiusa 4 Lecco e nel costruire un complesso sistema di attività e di relazioni sociali. Riscoprire l’acqua vuol dire capire la città; ecco perché abbiamo “dato voce” all’acqua del Caldone. Il piccolo fiume scende da Morterone e, attraversata la Val Boazzo riemerge al Passo del Lupo, poco sopra un’area ancora verde dove vi è la chiesa di Sant’Egidio. Dall’abitato di Bonacina, zona a carattere agricolo fino alla metà dell’Ottocento, iniziamo a seguire il Caldone. Lo sfruttamento meno intensivo di questo corso d’acqua rispetto ad altri è testimoniato nel 1725 da un libretto in cui il Dott. Roncalli dimostra che l’acqua del Caldone, per la presenza di nitro e ferro, è in grado di curare problemi intestinali e di favorire la diuresi. Alla fine dell’Ottocento il muro alle nostre spalle avrebbe costeggiato il giardino, l’abitazione e la fabbrica di Cesare Mauri che, sfruttando l’energia idraulica del Caldone, produce cioccolata e confetture, oltre che specialità quali i biscottini Promessi Sposi molto apprezzati e venduti nella sua pasticceria situata nel tratto finale di via Cavour. Anche quella oggi è scomparsa. Il lavoro ingegneristico di canalizzazione dei torrenti lecchesi è costituito da chiuse e paratie che regolano il flusso e il deflusso dell’acqua.

È molto probabile che le prime opere di deviazione del Caldone siano motivate da necessità private legate alla produzione agricola oppure all’utilizzo dell’acqua quale forza motrice per le ruote dei mulini. Solo in un secondo momento la forza idraulica del Caldone muove magli, ruote idrauliche e macchine di opifici. Ciò che ancora rimane visibile di fronte a noi sull’altra sponda del torrente sono parti del sistema di canalizzazione del Caldone che alimentava la produzione dapprima di una segheria, poi della cartiera Cima. Quest’ultima, sfruttando la presenza di due dinamo e una turbina appartenute alla precedente segheria, trasferisce in questa zona centrale, vicino alla stazione ferroviaria, alcune fasi della lavorazione della carta. La fabbrica Cima si stendeva con i suoi fabbricati in una vasta area fino al Caleotto, oggi in parte occupata degli edifici della Casa don Guanella, mentre nell’edificio d’angolo che ancora oggi si affaccia su via Digione erano la sede di rappresentanze della cartiera e i magazzini.

Ritrovaci su Facebook

Caleidoscopio

21 Marzo 1935 la Persia viene rinominata Iran

Social

newTwitter newYouTube newFB