Lecco, 19 febbraio 2018   |  

L'ultimo commosso saluto a Giovanni Charlie Giarletta

In basilica a Lecco il rito funebre del tecnico del soccorso alpino scomparso venerdì sulla Grignetta.

funerale giarletta 7

Una basilica di San Nicolò completamente gremita ha voluto dare l'ultimo saluto a Giovanni Charlie Giarletta, il 38enne tecnico del soccorso alpino che venerdì scorso ha perduto la vita a causa di una valanga mentre scalava il canale del Sasso Incastrato sul versante Est della Grignetta, insieme all'introbiese Ezio Artusi, anch'esso deceduto nell'incidente.

funerale giarletta 1Pochi minuti prima della cerimonia funebre, officiata da mons. Franco Cecchin e da don Agostino, l'elicottero giallo del soccorso alpino ha voluto tributare un omaggio al compagno scomparso volteggiando sopra la basilica di Lecco.

Durante l'omelia mons Cecchin ha così ricordato Giovanni Giarletta: “In questo momento i tuoi amici, i tuoi cari, tutti noi soffriamo, abbiamo un magone grosso. Eri riservato, molto disponibile, non hai mai detto una parola in più, il primo pensiero era sempre per gli altri, la ragione della tua vita era la montagna. Ci sono giovani come te Charlie da cui prendere esempio, il mondo ha bisogno di persone come te. Ti chiedo Giovanni che sei in Dio, perché lo hai conosciuto mostrando un amore concreto verso gli altri, di a ciascuno di noi come possiamo continuare la tua passione per gli altri, perché non possiamo uscire da questa chiesa nello stesso modo in cui eravamo prima”.

Al fine della cerimonia funebre Giuseppe Calumer Orlandi ha così ricordato Charlie: “qualsiasi momento lo si chiamava lui era sempre pronto a intervenire per donare agli altri, io lo ricordo nelle varie operazioni di soccorso fatte insieme, sempre presente, sempre disponibile. Ciao Charlie”.

funerale giarletta 2Parole di saluto sono state dette anche dal capostazione di Lecco Giuseppe Rocchi: “ricordo tante belle giornate passate con l'amico Charlie. Eravamo molto affiatati, si era affezionato a me e io a lui. L'ho conosciuto molto bene durante l'ultimo anno quando lui si stava preparando per andare in Patagonia e io da pensionato lo rincorrevo. L'ho visto entrare nel soccorso alpino da giovanissimo, aveva già un grande curriculum. Da allora non ha mai mancato una chiamata, sempre bravo e preciso, non a caso prima di Natale è stato votato come vicecapostazione. Ricordo di avergli detto che tra un paio di anni sarebbe diventato capostazione. La sua forza era l'umilità. Aveva un fuoco dentro, lui doveva andare. Questa è stata una mazzata troppo forte, anche per l'Ezio che conoscevo da una vita”.

Il corteo funebre ha accompagnato la salma al cimitero monumentale di Lecco.

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