Lecco, 27 ottobre 2020   |  
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La didattica a distanza indebolisce il sistema scolastico

Il Presidente dell'Associazione genitori scuole cattoliche della Provincia di Lecco chiede un maggior coinvolgimento per contribuire a trovare soluzioni più adeguate

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«Riprendere le lezioni scolastiche delle scuole secondarie solo tramite Dad (didattica a distanza) non rispecchia pienamente il panorama dentro il quale ci si è mossi per prevenire una situazione educativa di emergenza già sperimentata nella sua forma più improvvisa ed acuta la scorsa primavera».

Lo sostiene Jessica Locatelli, presidente di Agesc (Associazione genitori scuole cattoliche) della Provincia di Lecco, che spiega come «ci si aspettava che il tempo trascorso dalla conclusione dello scorso anno scolastico, pur travagliato, fosse più che sufficiente per predisporre soluzioni diverse, invece a pagare il conto rischiano di essere ancora una volta i nostri adolescenti che mettono a repentaglio la loro formazione in un periodo fondamentale della loro crescita, non dimenticando la carenza di rapporti diretti coi docenti e delle relazioni fra coetanei, indebolite ulteriormente dai divieti di svolgimento delle competizioni di attività sportive che in tale età, con la scuola, hanno da sempre costituito un binomio vincente.

L’alternanza tra presenza in aula e Dad sarebbe stata l’ideale soluzione che avrebbe peraltro permesso adeguata programmazione anche da parte dei genitori, costretti invece ad improvvisare assenze da lavoro con logiche conseguenze anche riguardo il mondo produttivo.

Le scuole del territorio erano pronte ad affrontare tale duplice onere, ma puntare solo sulla didattica a distanza non fa che indebolire il sistema scolastico privandolo di quel trasferimento diretto di informazioni ed esperienza che a livello umano il corpo docente è da sempre abituato a fare di persona. Il tutto sembra far disperdere quel patrimonio di relazione costruttiva tra famiglie, istituzioni e amministrazioni costruito sull'ideale percorso che ha condotto a formare un sistema scolastico fatto di valori.

Che dire poi de settore trasporti che invece di aumentare le corse attraverso potenziamenti che avrebbero potuto aiutare anche il settore privato sembra defilarsi dalle responsabilità dei contagi quando invece potrebbe essere additato come tra le prime fonti dati gli assembramenti in autobus - ed i pochi controlli - come in periodi di normalità, ormai lontani.

Ma quali sono i dati che portano a tali decisioni? E quali gli attori?

Agesc chiede di poter intervenire nei tavoli di confronto con Regione Lombardia, che ha sempre mostrato un’attenzione particolare rivolta alle scuole paritarie destinando risorse costanti alle famiglie, per condividere anche in questa occasione soluzione più costruttive di quelle finora adottate ed analizzando dati riferiti ai contesti scolastici: si parla di contagi nelle varie province, ma non ci si è mai fermati ad analizzarli riguardo le età e le cause di contagio o di isolamento volontario che potrebbero invece far capire che le precauzioni adottate a livello scolastico sono idonee alla prevenzione ed alla limitazione della diffusione del virus di Wuhan.

Un maggior coinvolgimento, quello che chiede Agesc, anche per far percepire che ogni situazione territoriale può essere gestita differentemente qualora non presenti i problemi delle aree metropolitane che in Lombardia sono identificabili solo nel milanese. Con ciò non sottovalutando la pericolosità della situazione, ma invitando ad una più adeguata analisi che porti ad affrontare la situazione con attenzione e rispetto delle parti».

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