01 ottobre 2018   |  

La comunità di Ballabio ha accolto don Benvenuto

Ieri pomeriggio solenne cerimonia di insediamento con sindaco e vicario episcopale.

Ballabio don Benvenuto sindaco

Grande partecipazione di popolo nel pomeriggio di domenica alla solenne cerimonia di insediamento del nuovo parroco di Ballabio, don Benvenuto Riva, alla presenza del sindaco Alessandra Consonni e del vicario episcopale mons. Maurizio Rolla.

Per l'occasione sono giunti a Ballabio due pullman con sacerdoti e fedeli da Nibionno, località della Brianza lecchese di cui è originario, e da Pieve Emanuele, dove il sacerdote è stato parroco e dove i fedeli lo ricordano ancora con tanto affetto. Don Benvenuto Riva ha assunto l'incarico dopo le dimissioni presentate per ragioni di salute da don Giambattista Milani, rimasto a Ballabio come sacerdote residente.

Primo appuntamento delle celebrazioni alle ore 16 nella chiesa della Beata Vergine assunta, a Ballabio superiore: qui don Benvenuto ha affidato alla Madonna la sua missione in paese. In seguito, alle 16,45, si è entrati nel vivo della cerimonia, con l'avvio del corteo da piazza Hillion, dalla Villa municipale sino alla chiesa di San Lorenzo, a Ballabio inferiore. La folta processione, aperta dal Corpo musicale Risveglio, con sindaco e parroco sotto il gonfalone comunale, e coi gagliardetti delle associazioni locali, si è snodata lungo via Mazzini per raggiungere la chiesa attraverso via Volta. Il servizio di sicurezza stradale è stato assicurato da
una pattuglia dei Carabinieri, con la collaborazione della Protezione civile.

Nella sua predica, don Benvenuto ha promesso la fedeltà alla Parola, l'insegnamento di Dio che apre la strada alla salvezza eterna: il resto, ha spiegato, conta poco, infatti, ha ammonito, "anche se dovessimo vivere cento anni felici e senza problemi, che senso avrebbe se poi si deve morire?". In questa missione di portare a tutti il Verbo di Cristo, il nuovo parroco ha voluto riferirsi a una similitudine evocata diversi anni fa dal cardinale Roger Etchegaray, stretto colaboratore di Giovanni Paolo II e Benedetto XVI: "Io vado avanti come un asino - ha ripetuto don Benvenuto -. Io vado avanti come l’asino di Gerusalemme che, in quel giorno della festa delle Palme, divenne la cavalcatura regale e pacifica del Messia. Io non so granché, ma una cosa so: so di portare Cristo sul mio dorso e la cosa mi rende molto orgoglioso. Io lo porto, ma è lui che mi guida. So che mi conduce verso il suo regno. Io vado avanti come un asino che porta Cristo sul dorso".

Al sindaco di Ballabio, infine, il compito di fare gli onori di casa a nome della Comunità. "Oggi - ha detto Alessandra Consonni - Ballabio riceve un grande dono, l'ingresso del ministro di Dio
che la Chiesa ci ha assegnato per guidarci in tutti i momenti più importanti della nostra esistenza terrena: don Benvenuto Riva, che in questi mesi abbiamo già potuto conoscere e apprezzare per le sue alte qualità sacerdotali e umane. A nome della nostra comunità, esprimo, dunque, al vicario episcopale mons. Rolla la nostra gratitudine. Identica riconoscenza mi è gradito formulare al nostro don Giambattista Milani, che, a dispetto dei suoi problemi di salute, è stato un ottimo parroco per questa comunità, da tutti stimato per zelo pastorale e solida dottrina, personalmente apprezzato anche per le messe in rito antico celebrate alla
chiesa di santa Marta a Lecco. Un grazie ai Carabinieri che hanno garantito la sicurezza del corteo, e ringrazio, infine, i rappresentanti delle comunità di Pieve Emanuele, Nibionno e Tabiago per la loro presenza, tra cui il caro parroco di Tabiago. La messe è tanta e gli operai sono pochi, ma, come si suol dire nei migliori casi... pochi ma buoni. Dunque - ha terminato il sindaco -, buon lavoro ai nostri cari sacerdoti".

Dopo il dono di una stola da parte della Comunità parrocchiale, il pomeriggio si è concluso con un affollato e apprezzatissimo rinfresco sul sagrato della chiesa, organizzato dai fedeli e culminato nella risottata preparata dal Cai, momento conviviale allietato dalla Banda Risveglio e dai canti del coro Vous de la Valgranda.

 

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