Lecco, 13 gennaio 2021   |  

Io e te ci vogliamo bene

di Gabriella Stucchi

Quando ci si vuole bene non ci si allontana mai

Io e te ci vogliamo bene

I protagonisti della favola sono Leprotto (che tiene in mano la sua prima carota) e Riccio che si incontrano per caso su un prato. Leprotto è attratto dalle “spine” di Riccio, che non ha mai visto, mentre Riccio ammira il “bel pelo liscio” di Leprotto, che gli offre l’assaggio della carota. Da questo giorno si incontrano ogni mattina nella radura del ruscello, ridono, scherzano e sono felici di essersi incontrati.

Questo avviene per tutta l’estate, giocando a nascondino o stando sdraiati a guardare la bellezza che li circonda ed anche a volte i pesci che gorgogliano nel ruscello.
A volte Leprotto cerca una lumaca per Riccio e Riccio una carota per Leprotto, felicissimi di questi doni reciproci. La loro amicizia è profonda, al punto che entrambi si dicono che saranno amici per sempre.

Al termine dell’estate Leprotto e Riccio rincorrono le foglie cadute dagli alberi, raccolgono le castagne e le ghiande nei campi. Riccio insegna a Leprotto come appallottolarsi e restare immobile e Leprotto ringrazia. Ma arriva l’autunno con la nebbia e Riccio dice che dovrà andarsene, al che Leprotto reagisce e prega di non lasciarlo solo. Ma Riccio risponde che “tornerà”, mentre Leprotto singhiozza.

Anche Riccio, che cerca un luogo caldo e sicuro, soffre quando pensa a Leprotto, ma si addentra nel bosco. Leprotto attende tutto il giorno, ma non vendendolo comparire, diventa furioso e grida che “Riccio è un bugiardo e un traditore”. Ma poi si pente e non perde la speranza e ogni giorno va nella radura e aspetta, mentre inizia a cadere la prima neve.

Una cornacchia che vola per il cielo lo assicura che l’amico tornerà, perché i ricci vanno in letargo e spiega a Leprotto stupito che dormono per tutto l’inverno e a volte fanno ritorno in primavera. Intanto la neve si scioglie, sbucano crochi e bucaneve nel muschio verde, ma Leprotto scava per costruire una bella tana, terminata la quale si siede ad aspettare. In un caldo mattino di primavera compare Riccio, dicendo a Leprotto che lo aveva sognato. Leprotto risponde che ha preparato una grande tana per tutti e due, cosicché entrambi potranno dormire insieme. Riccio sorride.

La favola, che si svolge nelle bellezze del creato, ben rappresentate dalle stupende raffigurazioni, non solo affascina per il contenuto, ma offre spunti educativi. In primo luogo il valore dell’amicizia, che non solo rende felici, ma è l’occasione di esprimere con gesti concreti aiuto che diventa dono reciproco per meglio conoscersi e amarsi. In secondo luogo offre lo spunto per conoscere le bellezze del creato, con le sue varie componenti, che richiedono rispetto, ciascuno con le sue caratteristiche specifiche.

Michael Engler – Joelle Tourlonias “Ci vogliamo bene” – Il castoro – euro 12,50

Ritrovaci su Facebook

Caleidoscopio

23 Gennaio 1789 il Georgetown College di Washington diventa il primo college cattolico degli Stati Uniti

Social

newTwitter newYouTube newFB