Lecco, 04 marzo 2020   |  

Innamorati della vita

di Gabriella Stucchi

“La vita ha una sua forza che si impone” (Michele Brambilla)

Innamorati della vita

L’autore Massimo Pandolfi, giornalista e fondatore del Club “L’inguaribile voglia di vivere” chiarisce nella Prefazione che il verbo del titolo può essere letto con due accenti sulle à: “innámoráti della vita. Gli “innamoràti sono i nostri testimoni che mentre la malattia o la disabilità li opprimono, vivono e provano a vivere al cento per cento la realtà che il mistero ha messo di fronte”. Essi sono i protagonisti di cui si parla nel libro. Innamórati invece è “l’invito delicato che possiamo proporre a chi non ce la fa, a chi non accetta la malattia e la disabilità. La vita è sempre e comunque vita”.

Con questo spirito l’autore propone dieci storie di persone, di ogni origine ed età, accomunati da una dura realtà: essere affetti da malattie dolorose, inguaribili e tali da non permettere il normale svolgimento della vita. C’è però sempre in loro un “dono” che li sostiene e li aiuta a guardare la vita con uno sguardo nuovo, anche grazie alla vicinanza di parenti, amici, medici e operatori sanitari. Allora anche l’impossibile si realizza.

La prima delle dieci storie proposte è quella di Laura Salafia, nata il 5 giugno 1976 a Siracusa e dal I luglio 2010 tetraplegica: un respiratore artificiale la aiuta a mantenere vive le funzioni vitali. Già laureata in lingue, vuole aggiungere la laurea in lettere moderne. Mentre si intrattiene con degli amici viene colpita da una pallottola vagante che si è conficcata nel collo con una gravissima lesione al midollo. La vita di Laura è cambiata, ma serenità, coraggio e forza le fanno riprendere lo studio ed è in vista della seconda laurea. “Non mollare mai!” suggerisce a chi sta soffrendo, ed ha pure intrapreso una comunicazione epistolare con l’ergastolano che l’ha colpita.

Francesco Catucci, pugliese, nato il 3 dicembre 2008, nel settembre 2017 qualcosa comprime e occlude il nervo ottico. Curato a Roma al Policlinico Gemelli, entra nella sala dove c’è un acceleratore lineare ibrido con risonanza magnetica integrata. Sottoposto a intensi cicli di chemioterapia, gli è distrutto il tumore che già gli aveva tolto la vista dell’occhio destro. Nel periodo di degenza al mattino prosegue gli studi grazie al servizio di cui è fornito l’ospedale oncologico Gemelli, mentre nel pomeriggio frequenta attività ricreative. Il papà Enzo (poliziotto) e la madre Enza sono presenti come volontari. Francesco è un ragazzo vispo e birichino. Ora frequenta le medie e ha grande passione per il calcio (tifoso del Milan) e il portiere Donnarumma gli ha inviato un messaggio: “Tieni duro, ti sono vicino, ti aspetto qui a Milanello!”.

A Paolo Marchioni nel 2005 all’età di 44 anni viene diagnosticata la SLA: è lasciato dalla moglie e dal figlio, deve abbandonare il lavoro, ma sente il desiderio di un viaggio a Lourdes: non ottiene la guarigione, ma una serenità interiore che segna un cambio nella sua vita. Nel 2008 gli viene chiesta una testimonianza: prima rinuncia, poi inizia questo impegno con cui incontra uditori, parlando a ruota libera. Entra a far parte del Centro Volontari per la Sofferenza, di cui è Presidente dal 2018. Parla nelle scuole, in cui esorta i ragazzi al rispetto per l’ambiente e la natura e per il proprio corpo, chiarendo: “La fede ha cambiato la mia vita”.

Max (Massimiliano Tresoldi) nato il l8 settembre 1971a Carugate. In seguito a un tamponamento a Melegnano (mentre tornava dalla vacanza a Rimini) versa in stato vegetativo e i medici lo dimettono dopo qualche tempo, dicendo che non c’è nulla da fare. I genitori però lo tengono in casa, lo accudiscono, insieme agli altri due fratelli.

Un giorno la madre è molto stanca e urla: all’improvviso il braccio di Max a poco a poco si muove e stende la mano verso la madre...É un risveglio!! La famiglia continua la sua assistenza, anzi, si aggiungono gli amici, i fisioterapisti e Max sente la musica, dipinge accompagnato nella mano dalla madre, gioca a basket in carrozzina, si è alzato in piedi per la prima volta a Lourdes. Tutto questo grazie alla presenza della famiglia, che è “la prima responsabile dell’iter riabilitativo”. Max è cittadino onorario del suo paese e tutti gli sono vicini.

Roberto Bellesi è un geometra di Lovere. Nell’aprile 2014 il padre sessantenne in seguito alla SLA deve essere sottoposto a tracheotomia, ma rifiuta e vuole morire. Roberto gli sta vicino, gli dice che dovrà assistere al suo matrimonio, giocare con i nipotini. Anche la moglie, pur angosciata di dover comunicare con il marito solo con i segni, lo incoraggia. Così il padre cede. Questo ha fatto crescere anche Roberto come uomo, perché ha compreso che la vita è difficile, ma superabile se hai accanto qualcuno che ti ama.

Daniel De Rossi, nato il 27 aprile 2000, a trentacinque giorni dalla nascita sta male e a due anni, dopo visite mediche ed esami, gli viene diagnosticata la sindrome di Behçet che aggredisce ossa, articolazioni, muscoli: è una malattia rara. Inoltre ha contratto due volte la leucemia e quattro la varicella. Mamma Tiziana gli sta sempre accanto, come pure papà Roberto, il fratello Federico, nonni, tantissimi amici. Diplomato nell’estate 2019 all’istituto tecnico, indirizzo meccatronica con 80/100, continua a studiare. Conosce Paolo Marchiori, malato di SLA e con lui inizia un rapporto particolare di fede che lo aiuta ad accogliere la malattia. Con il Club “L’inguaribile” offre testimonianze, trasforma la parola “soffrire” in “offrire”. A Lourdes espone la sua testimonianza: “Il segreto per essere felici è amare e vivere”.

Simona e Tony sono entrambi affetti da SLA. Simona quando la scopre è già sposa e madre di Matteo (oggi medico) e di Chiara (oggi infermiera al 118). Anche Tony si sposa, ma poi entrambi devono separarsi dalla persona che non riesce ad accettare il loro male. Nel loro intimo Simona e Tony si sentono vicini, finché dopo 8 anni dal primo incontro le loro vite si uniscono nel 2017. Il motto di Tony è: “Non posso fare tutto, ma faccio ciò che posso”.

Chicchi & Gully (Cristiana Maracci, varesotta, nata nel 1970) e il marito Gully (Guglielmo Bianco, nato nel 1967, calabrese figlio di emigrato) si sono conosciuti agli esercizi spirituali di Comunione e Librazione e sposati nel 2008. L’8 giugno 2011 a Cristina è diagnosticata la SLA ed ora è alimentata dalla Peg. Donna in carriera, girava mezzo mondo, ingegnere alla Whirlpool. L’intero paese e gli amici di CL le sono vicini, oltre a tutti i famigliari. Scrive: “Viviamo con amore ciò che ci è stato donato”.

Cristina è nata a Forlì nell’ottobre 1973 e morta nel 2019 nella casa di Roncaldo, per SLA diagnosticata nell’autunno 2013; otto mesi dopo in carrozzina, tracheotomizzata. Attraverso gli occhi riesce a trasmettere una forza immensa. Saluta e si esprime con il comunicatore vocale e recita il Rosario. A Forlì è sorto un “Gruppo di preghiera sulle orme di Cristina”. In una intervista televisiva dice: “ Il mio desiderio più grande è la salvezza di tutte le anime”.

Luca De Nigris muore nel 1988 a Bologna a poco più di 16 anni durante il sonno. Era nato idrocefalo e affetto da una grave forma di scoliosi.... Nonostante ricoveri e interventi la morte lo aveva tolto ai genitori che, pur nella sofferenza, decidono di dar vita alla “Casa dei Risvegli De Nigris” inaugurata il 7 ottobre 2004 specializzata nella riabilitazione di gravi cerebrolesioni acquisite, ossia stati vegetativi. Si trova all’interno dell’ospedale Bellaria di Bologna, che al termine del 2019 ha ospitato oltre 340 pazienti. Il padre fondatore dice: “Chi crede che abbia finito di camminare non sa quanta strada dovremo ancora percorrere”.

Mario Mellazzini, medico, malato di SLA, presidente onorario del Club “L’Inguaribile voglia di vivere” nella Postfazione esorta ad evitare ogni forma di accanimento terapeutico, con il concreto supporto di Istituzioni alle famiglie. “Si deve garantire al malato e alle famiglie ogni possibile, proporzionata e adeguata forma di trattamento, cura, assistenza e sostegno”. “La vita è una questione di sguardi e di speranza”.

I Contributi di Franco Bernardi (Fondatore di “Illumina” e presidente dell’”Associazione culturale Incontri esistenziali”) e di Antonio Palmieri (socio fondatore del Club “L’Inguaribile voglia di vivere” che ricorda gli 88 progetti realizzati nei 10anni di attività) arricchiscono il contenuto del libro.

La lettura delle testimonianze è preziosa per chi vive e accompagna coloro che soffrono. Il messaggio è fondamentale: “La felicità è amare tutti in modo incondizionato”.

Massimo Pandolfi “Innamorati della vita”- ed. Ares – euro 14.00

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