Lecco, 17 maggio 2017   |  

I verbi di Dio

di Gabriella Stucchi

“L’ultimo inedito da Gerusalemme” di Carlo Maria Martini.

I verbi di Dio

“L’ultimo inedito da Gerusalemme” di Carlo Maria Martini. Anche solo questo richiamo è sufficiente per attirare il lettore, attraverso la lettura delle meditazioni proposte dal Cardinale nell’aprile del 2007 a Kiryat Yearim ai sacerdoti della Diocesi di Milano nel 45° di ordinazione, mentre Martini ricordava il 55° anniversario di Messa.

Il tema centrale “I verbi di Dio” è esposto attraverso riflessioni sui miracoli di Gesù, con il metodo della lectio.

Il primo verbo è Dio crea. Attraverso il passo di Isaia (45, 1-19) Martini sottolinea come Dio voglia creare un mondo “abitabile”, dove si attuino la giustizia, la pace, l’armonia. Questo, oltre al ringraziamento, comporta delle conseguenze ecologiche, economiche, politiche ed anche ecclesiali: che la Chiesa sia un luogo dove si viva abbastanza bene, con ordine, pulizia, onestà e autenticità. Per chiarire questo, Martini propone il passo della “tempesta sedata” (Mt. 14,22-33), da cui trae l’invito a “mettere ordine nella vita” propria, ad esempio nei tempi di riposo, nell’uso della televisione e di internet, nel vestire…

Dio promette. Dalla promessa ad Abramo (Genesi 12, 1-3 e 22, 1-19) si richiede una “totale fiducia in Dio”, l’abbandono a Dio, il che porta la speranza. Gesù è la promessa, è la speranza e lo dimostra in molti miracoli: solo così possiamo guardare al futuro.

Dio libera. Da Esodo 15, 1-12 e dalla guarigione dell’indemoniato (Mc 5, 1-17) Martini propone che “Dio può rompere ogni circostanza di legame, schiavitù e anche sfruttamento dell’uomo”. Ognuno si deve chiedere se si sente liberato dalle sue colpe, debolezze, consapevole che Dio perdona. Allo stesso modo dobbiamo essere certi dell’azione liberante di Dio nei confronti del prossimo, delle comunità.

Dio comanda. Molti passi di Esodo presentano i comandamenti, tra cui la legge del sabato, giorno per gli ebrei molto diverso dagli altri, perché fondato sul principio del riposo di Dio. Vengono poi i comandi sulla purità, che nella Bibbia viene espressa anche con il termine “santità”. Martini chiarisce che il comando non è un’imposizione, perché presuppone sempre la libertà.

Dio provvede. La cura che Dio ha per l’uomo è espressa sia in Deuteronomio 8, sia in Neemia 9, sia nel Salmo 23. Sottolinea Martini: “il Dio che guida, che nutre, che mette alla prova quando è necessario, è colui che può trasformare ogni circostanza di abbandono, di depressione, di minaccia in un luogo di disciplina, ordine, nutrimento e vita” e questo “riguarda ciascuno di noi”.

Dio ama. Questo principio- afferma Martini – è presente in tanti passi della Scrittura, sia dell’Antico sia del Nuovo Testamento. Sulla risposta da parte dell’uomo l’Arcivescovo afferma che nell’eternità Dio opererà una trasfigurazione di tutto ciò che noi abbiamo vissuto nella vita come amore. Vedremo le nostre lacune, i blocchi, le rozzezze e purificherà e perdonerà, purché abbiamo avuto un poco di auto-vigilanza.
Come conclusione Martini insiste sul “rispetto per la famiglia, per la vita, per la dignità dell’altro”, oltre che sul “dominio di sé”.

Il grande biblista, card. Martini, ha saputo coniugare la singolare competenza nell’analisi dei testi con la capacità di applicare alla vita quotidiana, di preti e laici, la grandezza dell’amore di Dio Padre, così da sentirlo vicino sempre, anche quando si sbaglia, perché la sua misericordia è infinita.

Carlo Maria Martini “I verbi di Dio” Edizioni Terra Santa – euro 14.00

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