Lecco, 29 novembre 2020   |  
Politica   |  Cronaca

Giù le mani dai canoni idrici

Comunicato congiunto di esponenti della Lega – l'europarlamentare Panza, il senatore Arrigoni, gli assessori Sertori (Lombardia), Carosso (Piemonte) e Bottacin (Belluno) – che denunciano il maldestro tentativo di Pd e Movimento 5Stelle di cancellare la regionalizzazione dell'idroelettrico.

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Condotta forzata (credit pixabay)

Il Governo tenta di mettere le mani sui canoni idrici e perpetrare l'ennesimo torto alle Terre Alte. Pare infatti che l'art. 156 che voleva cancellare la regionalizzazione dell'idroelettrico, già presentato nel DDL Bilancio 2021 (AC 2970) e da cui è stato stralciato, sia stato riproposto alla Camera in XIV Commissione (Politiche europee) come emendamento a prima firma del Pd, al DDL legge delegazione europea.

Sembra che il testo sia identico a quello stralciato dall’AC 2970 e peraltro è confermato anche il comma 6 sulla proposta elevazione a 10.000 kW della soglia per le Grandi derivazioni idroelettriche.

Se non fosse per alcuni esponenti della Lega che hanno sollevato la questione, un altro colpo all'autonomia sarebbe stato tranquillamente assestato da quella delicata manina governativa (una delle tante) che ha toccato il testo legislativo.

È andata male, almeno così sembrerebbe, per ora. A fare buona guardia hanno pensato Alessandro Panza, europarlamentare, il senatore Paolo Arrigoni, Massimo Sertori, assessore di Regione Lombardia, Fabio Carosso, assessore di Regione Piemonte e Gianpaolo Bottacin, assessore alla Specificità di Belluno, i quali hanno emesso un comunicato congiunto.

«È incomprensibile l'atteggiamento del Partito Democratico nel continuare ostinatamente ad introdurre una norma che, oltre ad essere dannosa nei contenuti, è un abominio giuridico», scrivono i cinque esponenti leghisti. «L’effetto sarebbe inevitabilmente altri anni, decenni di contenziosi tra Stato-Europa e Stato-Regioni.

A perdere sarebbero l’autonomia e i territori, in particolare quelli montani. A vincere i concessionari che avrebbero a disposizione, negli anni di inevitabile contenzioso, beni completamente ammortizzati che generano utili e lasciano briciole ai territori, continuano.

Regione Piemonte ha già approvato la legge regionale sulle Grandi derivazioni e previsto il riconoscimento dei canoni per le province del Vco, di Cuneo e Torino, mentre per tutti gli altri territori è previsto un fondo perequativo».

Nel concludere il loro comunicato gli esponenti della Lega avvertono di essere «pronti alle barricate» perché «non permetteremo mai un tale abominio; l’emendamento del Pd è un nuovo vergognoso attacco all’autonomia del territorio. Pd e M5stelle si rassegnino, i canoni vanno ai territori di diritto e i beni bagnati passeranno alle regioni».