Roma, 17 giugno 2022   |  

Giornata mondiale dei poveri il discorso di Papa Francesco

Poveri generati dalla guerra, dalla pandemia, dalla crisi economica. Poveri da riconoscere, amare, aiutare.

wallet 3548021 640

di Cristiano Comelli Poveri generati dalla guerra, dalla pandemia, dalla crisi economica. Poveri da riconoscere, amare, aiutare. E nei quali vedere il volto autentico del Cristo che parla e invita all'amore fraterno concretamente vissuto. Per la “Giornata mondiale dei poveri” in programma il 13 novembre sul tema “Gesù Cristo si è fatto povero per voi” papa Francesco ha redatto un corposo e significativo messaggio ricolmo di riflessioni che intrecciano attualità e spiritualità. Anche quest'anno la giornata, per il Santo Padre, dovrà essere “una sana provocazione per aiutarci a riflettere sul nostro stile di vite e sulle tante povertà del momento presente”.

A partire da una riflessione sul momento tragico della pandemia da cui si esce rinvigorendo “le relazioni interpersonali dirette” e con la disponibilità “a incontrarsi di nuovo senza più vincoli o restrizioni”. Se la pandemia sembra avere concesso una tregua pur essendo ancora presente, ora si è affacciata alla ribalta una nuova emergenza umanitaria ovvero la guerra in Ucraina. Una guerra che, spiega il Sommo Pontefice, “è venuta ad aggiungersi alle guerre regionali che in questi anni stanno mietendo morte e distruzione, con un quadro però più complesso per il diretto intervento di una superpotenza che intende imporre la sua volontà contro il principio dell'autodeterminazione dei popoli”.

Nomi di nazioni non ne fa ma i riferimenti sono chiarissimi. “Quanti poveri genera l'insensatezza della guerra- prosegue – dovunque si volga lo sguardo, si constata come la violenza colpisca le persone indifese e più deboli, deportazione di migliaia di persone, soprattutto bambini e bambine , per sradicarle e imporre loro un'altra identità, in questi frangenti la ragione si oscura e chi ne subisce le conseguenze sono tanto persone comuni che vengono ad aggiungersi al già elevato numero di indigenti”. La sesta Giornata mondiale della povertà viene a cercare di dare un sollievo e una risposta d'amore e carità a questi drammi.

Aggiunge infatti il Santo Padre riprendendo l'invito di Paolo che la centralità dovrà essere puntata sul “tenere lo sguardo fisso su Gesù il quale, da ricco che era, si è fatto povero per voi perchè voi diventaste ricchi per mezzo della sua povertà”. In tutto questo mare di sofferenza spuntano i fari che orientano verso il ritrovo della solidarietà reciproca sottoforma di “disponibilità che, negli ultimi anni – prosegue papa Francesco – ha mosso intere popolazioni ad aprire le porte per accogliere milioni di profughi delle guerre in Medio Oriente, in Africa Centrale e ora in Ucraina”.

Si tratta di famiglie che, aggiunge, “hanno spalancato le loro case per fare spazio ad altre famiglie, e comunità che “hanno accolto con generosità tante donne e bambini per offrire loro la dovuta dignità”. In queste esperienze, secondo il Santo Padre, si legge nitidamente il vero senso della solidarietà come “condividere il poco che abbiamo con quanti non hanno nulla perchè nessuno soffra”. Riprendendo ancora una lettera rivolta dall'apostolo Paolo ai Corinzi, papa Francesco afferma come certo compiere un'opera di carità rappresenti gesto di grande slancio di cuore ma possa ricevere davvero un senso se sorretto dalla sincerità.

“Davanti ai poveri non si fa retorica- aggiunge papa Francesco – ma ci si rimbocca le maniche e si mette in pratica la fede attraverso il coinvolgimento diretto che non può essere delegato a nessuno”. Il Santo Padre mette in guardia da “una forma di rilassatezza che porta ad assumere comportamenti non coerenti quale è l'indifferenza nei confronti dei poveri”. Vivere la solidarietà verso i poveri comporta anche una giusta e non smodata considerazione del valore del denaro.

Il rischio è che esasperarne il valore, prosegue papa Francesco, possa “incatenerare a una visione della vita effimera e fallimentare”. No, dunque, a un comportamento che sia meramente assistenzialistico e spazio, aggiunge , a “un'attnzione sincera e generosa che permette di avvicinarsi a un povero come a un fratello che tende la mano perchè io mi riscuota dal torpore in cui sono caduto”.

Nessuno di noi, continua il Santo Padre, “è al mondo per sopravvivere”. Tutti hanno invece diritto a “una vita degna e felice”. Per questo diventa essenziale bandire quella povertà che uccide risiedente a suo avviso nella “miseria, figlia dell'ingiustizia, dello sfruttamento, della violenza e della distribuzione ingiusta delle risorse”.

E del pari occorre sbarazzarsi, prosegue, da quella legge del calcolo del guadagno a fine giornata per effetto della quale “non si hanno più freni ad adottare la logica dello sfruttamento delle persone”. I poveri, dice il Santo Padre, “in realtà, prima di essere oggetto della nostra elemosina, sono soggetti che aiutano a liberarci dai lacci dell'inquietudine e della superficialità”.

Una sola è la ricchezza a cui avvincersi, dice il Sommo Pontefice, “seguire la povertà di Gesù Cristo, convidivendo la vita per amore, spezzando il pane della propria esistenza con i fratelli e le sorelle, a partire dagli ultimi, da quanti mancano del necessario, perchè sia fatta uguaglianza, i poveri siano liberati dalla miseria e i ricchi dalla vanità, entrambe senza speranza”. Parole che portano dritte all'auspicio finale, quello per cui la Giornata mondiale dei poveri “diventi un'opportunità di grazia”.

Ritrovaci su Facebook

Caleidoscopio

7 Luglio 1881 prima pubblicazione della versione finale del libro "Le avventure di Pinocchio" di Collodi, divulgato a puntate su un quotidiano per ragazzi

Social

newTwitter newYouTube newFB