Lecco, 08 febbraio 2020   |  

Gattinoni lancia la campagna elettorale del centrosinistra

Prima uscita pubblica per il candidato sindaco della coalizione Pd-Sinistra-Ambientalmente-Italia Viva.

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Ha preso avvio dal rione di Acquate, la campagna elettorale a sostegno di Mauro Gattinoni, candidato sindaco della città di Lecco per la coalizione di centrosinistra.

Proprio dal quartiere in cui vive, Gattinoni ha spiegato le ragioni della sua candidatura: “Avevo un lavoro di rappresentanza pubblica, dove dovevo essere neutro, discutere con tutti. Dopo tante riflessioni e un confronto anche con mia moglie, ho deciso che era il momento giusto per lasciarlo e dedicare del tempo a questa città meravigliosa, per mettermi al servizio della nostra comunità. È una scelta che mi piace, ho l'energia e il tempo, questa volta tocca a me”.

Una candidatura che vuole raccogliere il testimone di dieci anni di amministrazione del centrosinistra: “Sarà difficile, se toccherà a me, raccogliere il testimonio di Brivio, un maestro per cultura, competenza e tratto umano. Do merito anche ai suoi assessori che ci hanno messo il cuore e il tempo per far funzionare la casa di tutti. Io non sono iscritto a nessun partito, non ho tessere. Per mia storia personale ci sono valori e sensibilità, come dialogo, confronto democratico e rispetto della persona, che oggi esigono una scelta di campo ed ecco perché sono il candidato del centrosinistra”.

Gattinoni lascia aperto uno spiraglio per Appello per Lecco ma il perimetro della coalizione: “Cè il Pd, c'è Ambientalmente, Italia Viva, la Sinistra e ci sarà anche la mia lista civica “Fattore Lecco”, che sarà aperta a referenti del volontariato, a chi ha dimostrato di saper fare bene per la città, a chi ha reso Lecco un'eccellenza. Una coalizione che resta aperta a coloro che hanno ben amministrato per 10 anni, ma senza condizioni di ingresso perché io non ne ho mai imposte, tranne la lealtà nei confronti dei compagni di viaggio e del sottoscritto”.

Il candidato del centrosinistra dà la sua visione della città del futuro: “Lecco ha bisogno di riconoscersi. Ci sono il lecchesi di nascista, quelli per scelta, ci sono tanti anziani, i lecchesi con gli occhi a mandorla, con la pelle scura o che parlano solo inglese e frequentano il Politecnico. Un lecchese doc si distingue nell'operosità nel lavoro, per l'attenzione alla famiglia, agli ultimi e al mondo dell'istruzione e nella capacità di innovare”.

Tante le cose da valorizzare: “L'anima di Lecco sta nei suoi 14 rioni dove si crea la relazione. Il Politecnico e il Cnr sono la fabbrica del futuro della nostra città. È una città bella dove si vive bene. I lecchesi però devono smetterla di parlarsi addosso: “Lecco città morta” non si può sentire, è offensivo per chi organizza tante iniziative. Ma ciascuno deve fare la propria parte”.

Sussidiarietà, collaborazione tra pubblico e privato, il ruolo di comune capofila, ma anche il collegamento con la locomotiva Milano sono altri temi trattati da Gattinoni che da esperto manager pone anche l'accento sulle tempistiche: “Ci sono cose già decise che vanno fatte in tempi dignitori, come ostello, teatro, porticciolo, Bione. Poi c'è una visione a 5-10 anni su tre temi determinanti: lungolago, La Piccola e i Piani d'Erna. Oggi trasmettono desolazione, devono diventare piattaforme del futuro. Infine c'è il ritmo degli ultimi, di chi sta in un periodo di bisogno per motivi di salute, lavoro, povertà. Compito di tutti noi è non lasciarli soli, qualcosa che fa nobile questa città”.

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