Bevera, 15 settembre 2021   |  

Festa di popolo al Santuario di Santa Maria Nascente a Bevera

di Italo Allegri

Celebrata domenica 12 settembre la festa patronale del santuario di Santa Maria Nascente di Bevera

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Celebrata domenica 12 settembre la festa patronale del santuario di Santa Maria Nascente di Bevera. Grande affluenza di fedeli per tutto l’arco della giornata alle celebrazioni liturgiche. Ripresa in sicurezza la festa paesana con il Luna Park, ma senza le tradizionali bancarelle.

È quasi tornata nel solco della normalità la festa di Santa Maria Nascente celebrata questo fine settimana presso il Santuario di Bevera, nel rigoroso rispetto della normativa in atto per il contenimento pandemico. Ci riferiamo ovviamente all’aspetto spirituale, che ha registrato una larga partecipazione di popolo alle liturgie programmate nel corso della settimana a partire da mercoledì 8 settembre, festa liturgica del Santissimo Nome di Maria.

Sono aumentate, rispetto agli scorsi due anni, le celebrazioni eucaristiche, intensificate soprattutto nel fine settimana con disponibilità di confessioni ogni giorno, sia al mattino che nel pomeriggio. Per aumentare lo spazio di accoglienza dei fedeli è stato allestito, nel piazzale antistante il Santuario, un ampio tendone con numerosi posti a sedere, dove i fedeli hanno potuto partecipare alle funzioni attraverso il maxischermo in sicurezza. Al termine di ogni celebrazione la possibilità di ricevere ogni singolo fedele la benedizione personale con la reliquia della Beata Vergine Maria, non potendo baciarla come è tradizione.

Ancora marginale è la festa popolare in mancanza delle tradizionali bancarelle, vietate onde evitare condizioni idonee alla formazione di assembramenti, mentre è funzionante il Luna Park. È stato possibile quest’anno attivare anche il ristorante sotto il grande tendone installato nel cortile dell’oratorio, consentendo l’accesso a ciascuna persona in seguito al controllo della temperatura, limitando, rispetto al passato, il numero di posti a sedere, garantendo però un doppio turno di ristorazione.

Partecipata la celebrazione della Santa Messa di mercoledì 8 settembre, nella solennità della Beata Vergine Maria, con fedeli provenienti non solo dalla comunità pastorale Maria Regina degli Apostoli, ovvero dalle parrocchie di Barzago, Bevera e Bulciago, ma anche dai paesi limitrofi, segno evidente che la devozioni mariana nel territorio è assai diffusa e travalica i confini della Comunità Pastorale. E questa è stata una costante che si è rilevata anche in occasione delle altre celebrazioni sacramentali in tutto l’arco della festa. Sempre nel giorno della festa liturgica, nel pomeriggio la Benedizione dei bambini: momento carico di letizia e condiviso da genitori e nonni.

Particolarmente gioiosa la Messa celebrata nella serata di venerdì 10 settembre con la Corale del Santuario, presieduta dal Vicario Parrocchiale padre Stephen missionario della Consolata, che ha ricordato il quinto anniversario di ordinazione sacerdotale, di cui abbiamo raccontato nell’articolo di cronaca dedicato all’evento.
Nella giornata di domenica 12 settembre sono state celebrate cinque Sante Messe, tutte molto partecipate dai fedeli. Quella solenne delle ore 9.30 è stata presieduta da don Enrico Vitali e deliziata dai canti della Corale del Santuario.

La successiva delle ore 11.00 è stata accompagnata dai canti de “I piccoli cantori delle colline di Brianza” e “Licabella Vocal Ensamble” de La Valletta Brianza. La celebrazione è stata presieduta dal parroco della Comunità Pastorale Maria Regina degli Apostoli a cui appartiene Bevera, don Giovanni Colombo, e dal Vicario Parrocchiale padre Stephen. La cornice del Santuario è quella caratteristica di questi giorni di festa con addobbi floreali bianchi di Anthurium e presbiterio esaltato nella policromia dei marmi dalle luci.

La Festa Patronale raduna molte persone in questo Santuario a invocare l’intercessione di Maria. Sono presenti i tre sindaci di questo territorio: Mirko Ceroli di Barzago, Aldo Riva di Castello Brianza e Davide Maggioni di Sirtori. Il celebrante saluta anche i due cori, “che con i loro canti danno solennità e gioia a questa celebrazione”.

Il brano evangelico ricostruisce la genealogia di Gesù e, risalendo di padre in figlio, si arriva ad Abramo. È una pagina che sembrerebbe arida, ma di ogni personaggio citato si potrebbe raccontare la storia. Dietro i nomi ci sono famiglie, storie, racconti, tradizioni. I vangeli non narrano la nascita di Maria. L’evento è rappresentato negli affreschi e in parte negli apocrifi.

Il testo è molto particolare, perché proviene da una cultura legata all’uomo, di carattere patriarcale e i nomi elencati sono tutti di uomini, eccetto quelli di cinque donne: Tamar, Rut, Raab, Betsabea e la quinta è Maria!

Sono tutte donne particolari la cui storia è costellata di intrighi e imbrogli. L’unica che realizza il disegno di Dio è Maria che porta nel mondo la salvezza, come dice Sant’Ambrogio: “è l’aurora che annuncia il sole”, ovvero Gesù. La festa odierna celebra Maria come colei che ci porta al Signore.

“All’inizio di un nuovo anno pastorale – prosegue don Giovanni – chiediamo al Signore e a Maria di aiutarci a ripartire con fiducia, con speranza, con la voglia di continuare a essere comunità civile e comunità religiosa, che si impegna per il bene delle nostre comunità, per il bene dei ragazzi, affinché crescano in un clima ricco di valori, belli, alti, e che ciascuno trovi il proprio posto in questo mondo. Domani inizia la scuola e vogliamo mettere sotto il suo sguardo materno i nostri bambini”.

La donna descritta nel Cantico dei Cantici “è madre della sapienza, del bell’amore, del timore, della conoscenza, della speranza”. E la Chiesa ha identificato già negli albori della sua nascita questa donna con Maria.

Quindi sottolinea don Giovanni: “In Gesù, infatti, noi possiamo trovare tutte queste virtù che servono per ripartire. Tutti abbiamo bisogno della sapienza e guidare la comunità, ciascuno nel suo ruolo, nel proprio ambito: comunità civile, comunità parrocchiale, in famiglia. Ma abbiamo bisogno anche del bell’amore, non quello annacquato, quello che ci tiene uniti e ci fa costruire qualcosa di bello, che ci fa sopportare e perdonare, che mette insieme le differenze, che è gratuità, che è spendersi per gli altri. Abbiamo bisogno di speranza, perché in questo contesto possiamo dire che noi partiamo, poi non sappiamo come andrà. Ma soprattutto abbiamo bisogno che il Signore ci aiuti a portare avanti la sua storia di salvezza”.

A conclusione della liturgia don Giovanni ha ringraziato il coro che ha animato e resa ancor più viva la liturgia con canti tratti dal repertorio ambrosiano, che è antichissimo e appartiene alla nostra Chiesa, introdotto ancora prima del canto gregoriano; perciò, ha un altissimo valore non solo spirituale ma anche artistico, culturale e tradizionale.

La benedizione solenne ha concluso la liturgia quindi, a seguire, la benedizione personale di ogni fedele con la reliquia della Beata Vergine Maria, essendo evitato dalle norme anti-pandemiche il bacio. La reliquia consiste in un piccolo frammento della casa di Maria che si trova a Loreto e qui trasportata dai crociati.
Nel pomeriggio la celebrazione di altre due Sante Messe e in serata vespri e benedizione eucaristica.
Pomeriggio e sera ha funzionato il ristorante con ingresso contingentato e rilievo della temperatura, che ha registrato una notevole affluenza di persone per la degustazione dei piatti della tradizione culinaria brianzola.