Lecco, 09 novembre 2018   |  

Falsi crediti di imposta per non pagare le tasse: sequestri fino a 16milioni di euro

di Stefano Scaccabarozzi

Finanza e Polizia di Stato hanno portato alla luce un'associazione criminale che frodava le imposte.

I finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Lecco e gli agenti della Squadra Mobile della Questura di Lecco, coordinati dalla Procura della Repubblica di Bergamo, hanno portato alla luce un complesso schema fraudolento basato sull’utilizzo di crediti d’imposta, di fatto inesistenti, per compensare i debiti tributari e contributivi.

Le attività info-investigative, che già nel maggio 2018 avevano portato all’arresto del direttore dell’INPS di Sondrio, all’epoca dei fatti direttore alla sede di Bergamo, hanno permesso di dimostrare l’esistenza di un sodalizio criminoso composto anche da vari consulenti che hanno fornito ai propri clienti una vera e propria “assistenza fiscale e previdenziale” connotata da una preordinata fraudolenza.

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Antonio Gorgoglione, Massimo Dell'Anna, Filippo Guglielmino e Danilo Di Laura

"L'associazione - ha spiegato il dirigente della Mobile Danilo Di Laura - oltre ad avere informazioni da alti funzonari pubblici per eludere i controlli, contattava consulenti e imprenditori creando una consorteria con l'obiettivo di eludere le tasse, riuscendo a riciclare milioni di euro grazie a società di comodo. Milioni di euro dunque rubati dalle tasche cittadini e poi riciclati".

Il meccanismo ideato, che ha interessato oltre 50 imprese operanti sull’intero territorio nazionale, è stato messo in atto da un consulente di Treviglio, che, con l’ausilio di ulteriori professionisti e collaboratori, ha organizzato una vera e propria associazione a delinquere che procedeva a compensare tramite i modelli F24 debiti tributari e previdenziali con crediti inesistenti.

Gli approfondimenti investigativi hanno evidenziato la natura assolutamente simulata dei crediti utilizzati nelle indebite compensazioni.

associazione frodeIn taluni casi, a testimonianza del comportamento spregiudicato tenuto dagli indagati, i crediti fittizi utilizzati in compensazione risultavano addirittura riferibili ad anni d’imposta antecedenti la costituzione stessa delle società che ne vantavano la formale titolarità.

"Il meccanismo - ha spiegato il comandante del nucelo di polizia tributaria della Finanza Antonio Gorgoglione - si basava sul fatto che, andando a compensare, i controlli materiali dell'Agenzia delle Entrate arrivavano con due anni dopo, periodo che veniva utilizzato per far sparire le società di comodo e i soldi, talvolta facendo arrivare il denaro ripulito a Malta o in Svizzera".

L'indagine ha preso avvio nel 2016 quando un consulente lecchese, membro del sodalizio, temendo per la propria incolumità, ha denunciato alla Polizia un tentativo di estorsione da parte di altri membri dell'organizzazione. Essi, infatti, gli richiedevano una somma superiore ai 2 milioni di euro in quanto, a loro dire, era stata indebitamente trattenuta dallo stesso consulente lecchese.

Risultano essere 13 gli indagati, a vario titolo, per i reati di evasione fiscale, frode fiscale, riciclaggio, autoriciclaggio e ricettazione, oltre che per l'illecita compensazione.

consegna soldiNell’ambito dell’attività è stato eseguito un decreto di sequestro per equivalente finalizzato alla confisca fino alla concorrenza di 16 milioni di euro, emesso dal GIP del Tribunale di Bergamo, che ha permesso di sequestrare liquidità presenti su numerosi rapporti bancari, quote societarie, denaro contante e 22 auto di lusso.

Sono stati inoltre sequestrati 15 immobili situati nelle provincie di Bergamo e Salerno, orologi e quadri il cui valore è in corso di stima. I sequestri hanno riguardato anche le province di Venezia, Salerno e Lecco.

Una tipologia di reati che, come spiegano il comandante della Guardia di Finanza di Lecco Massimo Dell'Anna e il questore Filippo Guglielmino, non è affatto da sottovalutare: "Siamo in presenza di soggetti socialmente pericolosi perché inquinano il circuito economico sano, sottraendo risorse al fisco. Quella dei colletti bianchi è una forma di criminalità insidiosa".

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