Lecco, 22 maggio 2019   |  

Economia: un inizio 2019 positivo per l'industria lecchese

Tutti gli indicatori sono superiori alla media regionale. Segnali negativi invece per l'artigianato.

marco galimberti 2019

Il presidente della Camera di Commercio Lecco-Como Galimberti

Analizzando i dati relativi all’analisi congiunturale del 1° trimestre 2019, effettuata dalla nuova Camera di Commercio di Lecco e Sondrio, emerge una situazione differenziata a seconda dei settori e dei territori provinciali di riferimento (Como e Lecco).

INDUSTRIA
In provincia di Lecco tutti gli indicatori mostrano il segno “più”: produzione +2,9%; ordini +0,2%; fatturato +2,1%2. Nel 1° trimestre 2019 l’indice medio della produzione industriale lecchese si è attestato a 117,6 (media 2010=100) e, a differenza del territorio comasco, tutti gli indicatori sono superiori alla media regionale (a Lecco, il numero indice degli ordini è pari a 123,8, mentre quello del fatturato si è attestato a 122). La produzione è in crescita nei settori “legno-mobilio” (+45%), “minerali non metalliferi” (+13%) e “meccanica” (+5,8%). Viceversa, in calo soprattutto i settori “alimentari”, “siderurgia” e “tessile” (rispettivamente -8,7%, -7,6% e -5,9%)3. Nei primi tre mesi del 2019, anche l’occupazione industriale mostra un andamento più positivo rispetto a quella comasca: la crescita è stata dell’1,5% e l’indice medio dei primi tre mesi dell’anno si è attestato a 105,1 (media 2010=100), oltre 5 punti percentuali sopra la media regionale.

La provincia di Como evidenzia cali della produzione e del fatturato (rispettivamente -1,9% e -1,2%, contro il +0,9% e +1,7% lombardi), mentre crescono gli ordini: +3,5% (invariati a livello regionale). Nel 1° trimestre 2019 l’indice medio della produzione industriale comasca si è attestato a 97,8 (media 2010=100), contro il 111,4 lombardo; inferiori alla media regionale sono anche gli indici medi di fatturato e ordini (rispettivamente 101,1 e 110,5, contro il 120,5 e 122 della Lombardia). Solo “tessile” e “meccanica” evidenziano una leggera crescita della produzione rispetto ai primi tre mesi del 2018 (entrambi +0,1%); i settori con l’andamento più negativo sono “minerali non metalliferi”, “legno-mobilio” e “gomma-plastica“ (rispettivamente -11,4%, -5% e -4,5%). Nei primi tre mesi del 2019, l’occupazione industriale a Como ècresciuta dello 0,3% (contro il +0,8% della Lombardia); l’indice medio di fine marzo 2019 si è attestato a 93,2 (media 2010=100); in Lombardia è a quota 100,9.


ARTIGIANATO
Il 1° trimestre 2019 registra una frenata dell’artigianato, sia in provincia di Como che per il territorio lecchese; quasi tutti gli indicatori fanno registrare un “gap” rispetto alla media regionale.

A Lecco la produzione e gli ordini calano di quasi 3 punti percentuali ciascuno, mentre il fatturato diminuisce dell’1,7%. Solo i settori dei “minerali non metalliferi”, “legno-mobilio” e “carta-stampa” evidenziano una crescita della produzione (rispettivamente +8,5%, +1,8% e +0,6%), mente i comparti maggiormente in difficoltà sono “pelli-calzature” (-18,9%), “siderurgia” (-17,6%) e “abbigliamento” (-13,4%). L’indice medio della produzione artigiana nel 1° trimestre 2019 si è attestato a 112,4 (media 2010=100); quello degli ordini a 110,2 e quello del fatturato a 113,9, tutti valori superiori a quanto registrato in provincia di Como. Nei primi tre mesi del 2019, l’occupazione ha evidenziato un calo dell’1,5%; ciononostante il numero indice rimane superiore a quello base, attestandosi a 102,9.

A Como la produzione e il fatturato calano dello 0,2% ciascuno, mentre gli ordini diminuiscono di quasi due punti percentuali (la media regionale si è attestata, rispettivamente, a -0,3%, +0,3%, -1,4%). Solo i settori dell’“abbigliamento” e della “meccanica” mostrano una crescita della produzione (rispettivamente +16,9% e +3,1%), mente i comparti maggiormente in difficoltà sono “carta-stampa” (-9,1%), “legno-mobilio” (-5,2%) e “minerali non metalliferi” (-2,9%)4. L’indice medio della produzione artigiana nel 1° trimestre 2019 si è attestato a 99,5 (media 2010=100); quello degli ordini a 109,8 e quello del fatturato a 101,8. Va comunque sottolineato che i valori comaschi sono nettamente superiori alla media lombarda (produzione, 95,3; ordini, 93,8; fatturato, 99,7). Nei primi tre mesi del 2019, l’occupazione ha evidenziato una crescita dello 0,4% e il numero indice si è attestato a 98,5 (contro il +0,7% lombardo e il numero indice posizionato a 99,2).


COMMERCIO E SERVIZI
Il 1° trimestre 2019 registra dati positivi in entrambi i territori per il volume d’affari e per l’occupazione, sia nel commercio che nei servizi (con la sola eccezione di un leggero calo dell’occupazione dei servizi in provincia di Lecco).

In provincia di Lecco le variazioni del volume d’affari, pur restando positive, sono più contenute: +3,6%per il commercio e +1,1% per i servizi. L’indice medio del 1° trimestre è stato pari a 88,2 per le imprese del commercio e a 101,3 per quelle dei servizi (il primo comparto evidenzia pertanto un valore superiore a Como e il secondo è decisamente inferiore). Nel commercio l’occupazione ha registrato una variazione tendenziale (+3,6%) migliore rispetto a Como, mentre il mercato del lavoro dei servizi evidenzia una performance negativa (-0,4%). I numeri indice di entrambi i comparti del terziario risultano superiori all’anno base (a fine marzo quello del commercio è pari a 100,8 e quello dei servizi a 102,7); tuttavia i valori risultano entrambi inferiori a quelli comaschi.

Il territorio comasco evidenzia crescite significative del volume d’affari: +11,4% per il commercio e +8,3% per i servizi (la media regionale si è attestata a +5,1% e +11%). L’indice medio del 1° trimestre è stato pari a 85,6 per le imprese del commercio e a 120,3 per quelle dei servizi (a livello regionale rispettivamente 81,9 e 140,9). Valori positivi anche per l’occupazione: la variazione tendenziale dei primi tre mesi del 2019 è stata del +0,8% per il commercio e del +0,1% per i servizi (contro il +1,3% e il +2,8% in Lombardia); il numero indice ha raggiunto quota 101,9 per il commercio e 129,1 per i servizi (il dato regionale è stato rispettivamente pari a 99,4 e 110,5).



ASPETTATIVE DELLE IMPRESE PER IL 2° TRIMESTRE 2019
Le previsioni per il prossimo trimestre degli imprenditori intervistati evidenziano un miglioramento per il terziario in entrambi i territori e andamenti differenti per il manifatturiero,

Per la provincia di Lecco i saldi tra imprenditori ottimisti e pessimisti del comparto industriale registrano un peggioramento: per la produzione si passa dalla differenza nulla dell’indagine precedente al -1,9%; per la domanda interna dal -12,5% al -14,3%; per quella estera dal +10,7% al +10,4%; per l’occupazione dal +8,2% al -7,6%. Pur restando negative, migliorano invece le aspettative dell’artigianato: per la produzione si passa dal -15,7% al -9,4%; per la domanda interna dal -18,4% al -9,5%; per quella estera dal -11,1% a un saldo nullo. Peggiorano le aspettative per l’occupazione dal -1,1% al -7,1%. Migliorano le previsioni sul volume d’affari e sull’occupazione nel terziario: per il commercio, il saldo tra pessimisti e ottimisti passa dal -7,4% al +13,3% per le vendite e dal -4,6% a un saldo nullo per l’occupazione; nei servizi le differenze passano dal 9,7% al +16,1% per il volume d’affari e dal +9,9% al +10,7% per l’occupazione.

Per il territorio comasco i saldi tra imprenditori ottimisti e pessimisti del comparto industria registrano un miglioramento: per la produzione si passa dal -11% dell’indagine precedente al +1,1%; per la domanda interna dal -20% al -4,3%; per quella estera da un saldo nullo al +12,4%; per l’occupazione dal -4,4% al -2,2%. Peggiorano, invece le aspettative dell’artigianato: per la produzione si passa dal +6,7% dell’indagine precedente al -2,3%; per la domanda interna dal -4,6% al -4,7%: per quella estera dal +6,4% al -16%; per l’occupazione dal +9% a un saldo nullo. Migliorano le aspettative sul volume d’affari e sull’occupazione nel terziario: per il commercio, il saldo tra pessimisti e ottimisti passa dal -16,1% al +1,1% per le vendite e dal -6,5% al +1,2% per l’occupazione; con riferimento ai servizi le differenze passano dal -7% al +11,9% per il volume d’affari e dal -3,5% al +10,7% per l’occupazione.

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