Lecco, 02 febbraio 2018   |  

Economia lecchese: crescono le start up e i contratti di rete

Risultati raggiunti anche grazie alle azioni camerali a supporto di innovazione e digitalizzazione

sicurezza sul lavoro

“La Camera di Commercio di Lecco, insieme alla propria Azienda speciale L@riodesk Informazioni, da sempre considera quali asset strategici per le MPMI locali l’innovazione e la digitalizzazione, ponendole al centro delle proprie azioni e progetti”, sottolinea il Presidente dell’Ente camerale Daniele Riva. “In questa prospettiva i nuovi progetti ‘PID – Punto Impresa Digitale’ e ‘Turismo e attrattività’ mettono a disposizione delle aziende lecchesi oltre 200.000 Euro mediante due distinti bandi con voucher a fondo perso, finalizzati a diffondere la cultura digitale, la collaborazione tra imprese locali e Centri di ricerca (Polo Territoriale di Lecco del Politecnico di Milano e CNR in primis), ad implementare innovazioni e nuovi modelli di business sempre più necessari per stare sul mercato, ad incentivare l’aggregazione e la collaborazione tra aziende. A questo proposito” - prosegue il Presidente Riva - “va sottolineato che quelle lecchesi sono sempre più propense ad aggregarsi: rispetto a gennaio 2017 i contratti di rete sono cresciuti dell’8,3% (attestandosi a quota 65) e coinvolgono ben 262 imprese1 (+7,4%): il 10 per mille delle imprese registrate, a fronte del 3,2 lombardo e del 3,8 italiano. Molto significativa è anche la crescita delle start-up innovative iscritte nella Sezione speciale del Registro Imprese lecchese: al 22 gennaio 2018 erano 35 e, rispetto al 2016, l’aumento è stato del 240%: Lecco guida la classifica lombarda”.

“È qui importante richiamare il progetto sperimentale di Open innovation ‘Ecosistema Innovazione Lecco’, promosso dalla Camera di Lecco con la Regione Lombardia: a fine mese si conoscerà la graduatoria degli ammessi al Bando (65 le richieste pervenute; i migliori progetti aziendali saranno finanziati con un contributo a fondo perduto pari all’80% degli investimenti, fino a 50.000 euro). Ed è proprio sul citato PID che si concentreranno gli sforzi nei prossimi mesi, affinché il Bando aperto il 23 gennaio sia adeguatamente partecipato dalle aziende locali, tenuto conto che il MiSE ha individuato i ‘Digital Hub’ e il 1° febbraio ha pubblicato il Bando di gara per la costituzione dei ‘Competence Center’. In occasione della manifestazione internazionale ‘Fornitore Offresi’ (Lariofiere, 15-17 febbraio) diversi saranno i momenti di approfondimento per conoscere i PID e più in generale ‘Impresa 4.0’, ma già durante la ‘Settimana dell’Amministrazione Aperta-#SAA2018’ promossa dal MiSE e da Unioncamere, nell’ambito del ‘Mercoledì del Cittadino’ del 7 febbraio nella nostra Camera sarà possibile partecipare a ‘pillole informative’ sui servizi digitali dell’Ente, a cominciare da ‘AQI – Assistenza Qualificata Impresa’. È proprio grazie a questo servizio camerale”, conclude il Presidente Riva, “che da fine estate 2017 sono state costituite ben 8 start-up innovative1 sulle 35 iscritte nella Sezione speciale del Registro Imprese lecchese”.

Di queste 35 start-up (34 società di capitali e una cooperativa), 8 sono attive nel manifatturiero e 27 nel terziario. In particolare, 15 start-up locali operano nel campo dell’“informatica”; 6 nella “ricerca scientifica e sviluppo”; 4 nel “commercio”; 3 nella “fabbricazione, manutenzione e installazione di macchinari ed apparecchiature”; 2 nelle “attività di studi di architettura e ingegneria”; una ciascuno nell’“alimentare”, nella “fabbricazione di prodotti in metallo”, nelle “attività editoriali”, nella “pubblicità e ricerche di mercato” e nelle“altre attività scientifiche, professionali e tecniche”. 13 sono localizzate nel capoluogo; 3 a Esino Lario, Galbiate e Olgiate Molgora; 2 a Missaglia; le rimanenti sono sparse in altri comuni della provincia. Con riferimento al capitale investito, la maggior parte delle start-up lecchesi rientra nella fascia tra 5.000 e 50.000 Euro (ben 26), ma non mancano realtà più strutturate (in particolare una tra 250.000 e 500.000 Euro e una tra 100.000 e 250.000 Euro).

Lecco, con un’incidenza delle start-up rispetto al totale delle aziende iscritte al Registro pari all’1,3 per mille, occupa la 35esima posizione a livello nazionale (i primi tre posti sono occupati da Ascoli Piceno, Trieste e Milano) e la terza in Lombardia (dietro anche a Bergamo) Tornando ai contratti di rete1 i numeri relativi ai settori di attività in cui operano le imprese partecipanti confermano la vocazione manifatturiera del nostro territorio: la quota di quelle attive in questo comparto è superiore alla media regionale (29,4% contro 26,4%). Tuttavia il settore prevalente è quello del terziario, dove opera il 50,8% delle imprese locali coinvolte (la media regionale si attesta al 53,6%), mentre più basse risultano le quote di agricoltura e costruzioni (Lecco: rispettivamente 10,7% e 9,2%; Lombardia: 8,7% e 10,4%). Quasi l’80% delle aziende in rete opera in forma societaria (Lecco 77,1%; Lombardia: 76,4%).

Purtroppo nel 2017 il tasso di crescita del numero delle imprese lecchesi è tornato negativo (-0,5% contro il +0,2% del 2016). Nella nostra provincia sono nate 1.349 nuove imprese (-7,5% rispetto al 2016) e ne sono cessate 1.480 (+4,6%)2, con un saldo negativo pari a -131 aziende (contro +44 unità del 2016).

Il focus dell’Osservatorio Economico Provinciale della Camera di Lecco sui dati del Registro Imprese e della banca dati Movimprese evidenzia che al 31 dicembre 2017 le imprese lecchesi erano 26.148 (per un totale di 33.284 localizzazioni): il 4,4% operava nel settore primario; il 33,8% nel secondario (di cui il 17,1% nelle costruzioni); il 23,7% nel commercio, il 38,1% nei servizi. Il saldo è negativo per il manifatturiero, le costruzioni e il commercio1 (-52 unità il primo; -35 il secondo e -62 il terzo), mostrando cali di imprese più significativi rispetto allo scorso anno (i saldi del 2016 erano stati pari a -47 per il manifatturiero, -6 per le costruzioni e +14 imprese per il commercio). Viceversa cresce, anche se con numeri ridotti rispetto al 2016, il numero delle aziende nei comparti agricoltura, +16 unità (contro +36), e servizi, +2 (contro +47).

Quanto alle forme giuridiche, a fine 2017 il 25,7% delle imprese lecchesi si configurava come società di capitale; il 22% come società di persone; il 50% come impresa individuale; il 2,3% come “altra forma”. In calo le società di persone (Lecco -1,7%; Lombardia, -1,6%; Italia, -1,4%) e le imprese individuali (Lecco -0,7%; Lombardia e Italia, -0,2%), mentre registrano incrementi le società di capitali (Lecco +0,8%; Lombardia +2,7%; Italia +4,1%) e le “altre forme”(Lecco +0,8%; Lombardia, +1,5%; Italia, +1,3%,).

Anche nel comparto artigiano lecchese rimane negativo il saldo tra iscrizioni di imprese (492, -2% rispetto al 2016) e cessazioni (598, -3,9%): un calo di 106 imprese, superiore a quello registrato nel 2016 (-98 imprese); il tasso di crescita è passato da -1,1% a -1,2%. Nonostante il calo, la provincia di Lecco (con quasi 8.800 imprese artigiane registrate a fine 2017) è tuttora la prima in Lombardia per “peso” del settore rispetto al totale delle imprese (33,5%; media lombarda 26%; media italiana 21,8%).

A fine 2017 le imprese lecchesi gestite da giovani erano l’8,8% del totale (con un tasso di crescita del +10,3%, in linea con il valore della Lombardia e dell’Italia pari rispettivamente al 10,3% e al 10,1%) : Lecco è al settimo posto in Lombardia, preceduta da Sondrio, Pavia, Lodi, Bergamo, Brescia e Cremona.

Alla stessa data le imprese lecchesi gestite da donne erano il 19,1% del totale e registravano un tasso di crescita negativo (-0,5%; Lombardia +0,8%; Italia +1%). Per quota di imprese “rosa” Lecco è in ottava posizione in Lombardia, preceduta da Sondrio, Pavia, Mantova, Cremona, Brescia, Varese e Bergamo.

Le aziende gestite da stranieri erano il 7,3%, dato che pone Lecco al penultimo posto nella graduatoria delle province lombarde (precede solo Sondrio), con un tasso di crescita inferiore a quello regionale e nazionale (+0,3% a Lecco; +3,8% in Lombardia e +0,4% in Italia).

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