Lecco, 07 giugno 2020   |  
Cronaca   |  Chiesa

È morto monsignor Giuseppe Pellegrini

di Alberto Comuzzi

S'è spento, a 93 anni, nella casa parrocchiale di Santa Maria al Naviglio in Milano, dove viveva da tempo come clero residente. Il funerale è previsto per le 15.00 di lunedì 8 Giugno

Don Pino

Monsignor Giuseppe Pellegrini

Questa mattina, domenica 7 Giugno, è morto monsignor Giuseppe Pellegrini, don Pino per le tante persone che lo conoscevano e lo stimavano. Aveva 93 anni e da tempo era stato aggredito da un male che non perdona.

S'è spento nel suo letto nella casa parrocchiale di Santa Maria al Naviglio in Milano dove risiedeva da anni (e dove sarà celebrato il funerale, lunedì 8 Giugno alle 15.00) dopo avere retto la parrocchia di Madonna di Fatima in momenti difficilissimi.

Con lui se ne va un altro di quei preti ambrosiani che, perennemente in sintonia con il Vangelo e in assoluta obbedienza ai propri arcivescovi, hanno seminato tanto bene tra le persone che la Provvidenza ha fatto incontrare sulla loro strada.

Don Pino era una persona mite di carattere, poco propenso all'enfasi negli atteggiamenti e ancor più nel dialogo, ma aveva una straordinaria capacità di percepire l'essenza delle questioni che gli venivano sottoposte.

Negli Anni Sessanta era stato responsabile diocesano delle donne dell'Azione cattolica, incarico che seppe assolvere con grande profitto, tanto da essere ricordato da molte iscritte all'associazione anche dopo molto tempo, quando casualmente qualcuna di loro lo incontrava. Don Pino è stato il primo sacerdote a ricevere la visita informale del cardinale Martini appena approdato a Milano.

L'allora parroco di Madonna di Fatima si meravigliò della semplicità e dell'umanità con cui il neo Arcivescovo, non solo chiese di condividere con lui la frugale cena, ma addirittura di coadiuvarlo nell'apparecchiare la tavola. Episodio che don Pino ci rivelò per sottolineare il suo disarmante stupore nel constatare come il cardinale Martini, una personalità insigne che incuteva timore per la smisurata cultura, con i suoi sacerdoti fosse di un'umiltà e umanità inimmaginabili.

Nella seconda metà degli Anni Cinquanta don Pino, novello prete, seguiva i bambini dell'oratorio della parrocchia di San Simpliciano. Chi scrive ha un ricordo nitido del suo volto, sempre sorridente, anche quando amorevolmente redarguiva per qualche parolaccia uscita di bocca nella concitazione di una partita di calcio.

Con passo cadenzato e il Breviario tra le mani percorreva avanti e indietro il campo di gioco lungo il bordo (ma l'occhio era vigile e le orecchie sempre tese). Don Pino è stato un bellissimo esempio di prete e di persona pregna d'umanità.

Che lasci un vuoto in chi l'ha conosciuto è un dato di fatto oggettivo; non un'affermazione di circostanza. Don Pino è morto nella domenica in cui la Chiesa celebra la solennità della Santissima Trinità, giorno in cui la Messa inizia con l'esaltazione del Dio Trinità "perché grande è il suo amore per noi".

È facile immaginare come ora egli sia nella Luce, in quella Luce alla quale s'è impegnato a conformare la sua intera esistenza e che ha incoraggiato tanti a raggiungere, nonostante le ombre, penombre e oscurità incontrate nella proprie vicende terrene.

Grazie, caro don Pino, per gli insegnamenti che ci ha dato e per la esemplare testimonianza di prete e di uomo che ci ha lasciato.

 

 

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