Lecco, 23 gennaio 2019   |  

Dopo di te

di Gabriella Stucchi

La morte della mamma: una vicenda dolorosa per Simona, nata senza le braccia, che però acquista una forza nuova.

dopo di te

Simona (nata a Milano nel 1974 senza le braccia, ballerina di successo e pittrice) con un coraggio straordinario narra gli ultimi giorni della vita di mamma Tonina, ricoverata in ospedale. Nonostante la grave malattia che non le lascerà lungo tempo, mantiene il suo sorriso, i suoi modi abituali, perché tutto prosegua come prima nella sua bella famiglia, con papà Vitalino, la figlia Gioia col marito Earl e i tre nipotini, sempre vicini, nonostante abitino in Canada.

Simona e Gioia apprendono dalla dottoressa la dolorosa diagnosi, che comporta una “stomia”: all’operazione avrebbero preso parte tre chirurghi. La triste notizia proprio pochi giorni dopo il compleanno della trentottenne Simona, che pur nei dubbi e nel dolore più profondo non tralascia di partecipare ad un evento già programmato a Roma: la registrazione del concerto “Musica e luce” organizzato per papa Benedetto XVI, in cui Simona deve danzare con Marco. La canzone “Nada te turbe” riprende parole di Santa Teresa d’Avila e infonde coraggio, proprio quello di cui Simona ha bisogno in questo momento. La tensione si scioglie quando viene comunicato che l’intervento della mamma ha avuto buon esito.

Passano giorni, inizia la chemio: la mamma chiede al medico quante probabilità ci sono che la “bestia” se ne vada dopo i cicli di chemioterapia. Alla risposta “molto poche”, c’è qualche momento di sconforto, ma subito mamma Tonina riprende la sua ‘grinta’: «Io voglio arrivare alla morte “viva”». Simona non tralascia di partecipare alle prove dello spettacolo con numerosi ballerini in Sicilia, ma al ritorno, dopo meno di una settimana, trova la mamma che trema e batte i denti, mentre fuori ci sono trentacinque gradi. Il pronto ricovero e la diagnosi: setticemia.

Purtroppo questo si ripete tre volte: tre batteri, dai nomi impronunciabili, che invadono Tonina.

Gioia si trasferisce in Canada con la famiglia per il lavoro del marito, i contatti sono quotidiani, perché la mamma è sottoposta alla “terapia del dolore”. Dopo poco deve tornare, perché la situazione si è complicata, la mamma non riesce più a mangiare, ma non ha perso la sua ammirevole forza interiore. Muore la vigilia di Natale, dopo sei mesi di malattia, attorniata dalla famiglia.

Il giorno di Natale Tonina è nella bara, indossa il vestito di Simona quando danzò al Teatro Antico di Taormina. Un pellegrinaggio di persone per l’ultimo saluto, fino all’abbandono della casa il 27 dicembre. Toccante l’omelia di padre Alessandro venuto da Loreto, che evidenzia i punti essenziali, le “perle” della vita di Tonina: l’adorazione (di Dio e della famiglia), il ringraziamento, la libertà, la verità e la fede.

Nella prima uscita di Simona circa un anno dopo la morte della mamma, in un incontro organizzato al Sermig di Torino, il fondatore Ernesto Olivero compone una poesia in cui definisce Simona il “capolavoro di mamma Tonina”: nonostante sia nata senza braccia “balla come un fringuello nell’aria”.

Mamma Tonina aveva previsto tutto dopo la sua morte: aveva persino preparato l’amica Mariangela perché aiutasse Simona senza braccia.

Un’altra sgradevole storia: al papà viene diagnosticato un brutto male ed è operato il 27 marzo 2013, il giorno del compleanno della mamma, e il giorno di Pasqua viene trascorso da tutta la famiglia in ospedale. Il problema viene risolto e Simona lo interpreta come simbolo di una rinascita, una riscoperta del coraggio della mamma. Ma dopo poco scompare anche Andrea, la persona amata, che l’aveva sostenuta...

Simona soffre, riflette e trova che bisogna accettare i cambiamenti della vita con umiltà. Visita il cimitero, piange molto di fronte alla lapide di ogni parente. Trascorre il Natale successivo in Canada con il papà e la famiglia della sorella.
La vita quindi è ripresa, anche se con un altro tono.

Con la sua autobiografia, che raccoglie tutta la sua famiglia, Simona esprime la grande fiducia nella mamma, ma soprattutto l’insegnamento che dalla sua malattia ha recepito: amare sempre la vita, viverla in pienezza anche nei momenti più difficili, sicuri che non si è mai soli.

Simona Atzori “dopo di te” – Mondadori – euro11.00

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