Lecco, 13 maggio 2019   |  

Divieto di fatturazione elettronica per professioni sanitarie

di a cura dello studio Qualitas Commercialisti Associati

l divieto discende dal parere negativo fornito dal Garante della Privacy alla trasmissione elettronica

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Dal 1.01.2019 le fatture per prestazioni sanitarie emesse nei confronti di persone fisiche non possono essere elettroniche. Il divieto discende dal parere negativo fornito dal Garante della Privacy alla trasmissione elettronica, in virtù della tutela dei dati contenuti nelle fatture stesse.

Da questa obiezione del Garante è disceso il divieto sia per i soggetti tenuti all’invio dei dati al Sistema Tessera Sanitaria, sia per quelli non tenuti a tale invio (fisioterapisti, podologi, logopedisti, ecc.) con riferimento alle fatture relative a prestazioni sanitarie effettuate nei confronti delle persone fisiche. Detto ciò, dato che i chiarimenti sono arrivati con il D.L. 135/2018 (convertito nella L. 12/2019 in vigore dal 13.02.2019), ci si chiedeva che comportamento debbano tenere quei soggetti che prima non rientravano nel divieto di inviare fattura elettronica e dal 13.02 vi rientrano.

Per esempio, il fisioterapista che ha emesso fatture elettroniche in gennaio e che dal 13.02 non può più farlo, si ritiene avrà correttamente inviato al sistema SdI le fatture di gennaio e che dal 13.02 debba emettere soltanto fatture cartacee.

Ciò implica anche un altro aspetto, in alcuni casi irrisorio, in altri meno. Se tale soggetto (fisioterapista) ha emesso fatture di importo superiore a € 77,47 (in esenzione Iva) avrà applicato elettronicamente la marca da bollo. Avrebbe dovuto quindi versarla attraverso il modello F24 entro il 23.04 per le fatture di gennaio emesse elettronicamente, mentre per le fatture dal 13.02 in poi potrà tornare ad attaccarla alla fattura cartacea.

E questa è soltanto una delle casistiche di disciplina assai articolata. Si pensi all’osteopata. Tale figura non è riconosciuta come figura sanitaria, ergo non emette prestazioni sanitarie tout court; tuttavia, se si ragiona sulla sostanza, chiunque è a conoscenza che le fatture dell’osteopata per trattamenti effettuati sulla persona fisica contengano comunque dati personali, meritevoli di tutela in termini di privacy. Tant’è. Non essendo la sua una prestazione sanitaria, è da sostenersi che l’osteopata debba inviare fatture elettroniche.

Si era anche ipotizzato, per cercare una regola meno aleatoria, di agganciare la detraibilità in dichiarazione dei redditi al divieto di fatturazione elettronica; se la spesa è detraibile, si riferisce a una prestazione sanitaria e quindi opera il divieto di fatturazione elettronica. Tuttavia, la risposta 9.04.2019, n. 103 confuta anche questo parallelismo, sostenendo che le prestazioni di medicina e chirurgia estetica effettuate nei confronti di persone fisiche non devono essere documentate da fattura elettronica tramite sistema SdI, indipendentemente dalla circostanza che le relative spese risultino detraibili.

L’interpello in questione vedeva uno studio associato odontoiatrico chiedere chiarimenti circa l’invio o meno elettronico delle prestazioni che sono al suo interno svolte e che di seguito si riepilogano (già con annessa risposta dell’Agenzia):
le prestazioni sanitarie effettuate nei confronti di persone fisiche non devono mai essere elettroniche, a prescindere sia dal soggetto che le eroga, sia dall’invio o meno al Sistema TS, sia dalla detraibilità o meno;
le prestazioni sanitarie rese a soggetti diversi da persone fisiche devono essere documentate da fattura elettronica;
le cessioni a titolo oneroso di prodotti estetici, di regola, devono essere documentate da fattura elettronica. Tuttavia, eccezione fanno le cessioni da comunicare al Sistema TS con annessa detraibilità al verificarsi di particolari condizioni. Si ritiene, per esempio, che la cessione di protesi dentaria documentata da fattura, dalla quale risulti il soggetto che sostiene la spesa e la descrizione del dispositivo medico anche mediante i codici AD o PI, non dovrà essere elettronica.

Altra risposta a un caso specifico (attraverso le FAQ) era stata fornita il 26.02.2019 per podologi, fisioterapisti e logopedisti, con indicazioni già note, peraltro, ossia affermando che nel 2019 tali soggetti non devono emettere fatture elettroniche per le prestazioni suddette. A oggi, quindi, aleggia molta confusione in materia, più che altro per le singole specificità che caratterizzano il mondo delle prestazioni in ambito sanitario. Sarebbe auspicabile un criterio più chiaro e rigido che leghi la prestazione all’invio o meno attraverso SdI.

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