Lecco, 11 settembre 2019   |  

Digitale e globalizzazione: le sfide di Confartigianto alla Summer School

Daniele Riva: ogni piccola impresa è un pezzo di futuro del nostro Paese.

summer school 2019

Nessuno può sfuggire alla globalizzazione e alla rivoluzione digitale, tanto meno gli artigiani e i piccoli imprenditori che ne devono trarre occasioni di potenziamento e di trasformazione positiva per la propria attività. E’ questo il messaggio emerso dalla Summer School di Confartigianato che il 9 e il 10 settembre ha riunito a Roma circa 200 persone tra presidenti e segretari del Sistema Confartigianato provenienti da tutta Italia. I lavori, condotti dal direttore scientifico della Summer School professor Paolo Feltrin, sono stati introdotti dall’intervento del Presidente di Confartigianato Giorgio Merletti.

Sono stati due giorni di esplorazione del “nuovo mondo” popolato da robot sempre più intelligenti, big data, block chain che condizionano la vita delle persone e le attività degli imprenditori. Un futuro pieno di incognite, di rischi ma anche, e soprattutto, di opportunità che sono state descritti e analizzati da autorevoli esperti come Derrick de Kerckhove, sociologo e giornalista, docente dell’Università di Toronto, Maurizio Spirito della Fondazione Links di Torino, Davide Fabrizio, direttore Insight Analytics di Deloitte Analytics. Tutti concordi nel considerare le nuove tecnologie dei formidabili strumenti per fare business, per cavalcare il trend dell’economia circolare, per inventare nuove modalità di sviluppo sostenibile. Come ha detto Derrick de Kerckhove, “l’innovazione viene sempre dal basso, dai piccoli. Quello del digitale è il mondo di Davide, non di Golia”.

E una grande “lezione” per non temere i robot e su come affrontare il nuovo che avanza è arrivata da Federico Faggin, fisico e imprenditore, che ha sottolineato con forza il primato dell’uomo sulla macchina. “Nessun robot, nemmeno il più sofisticato, nessuna intelligenza artificiale – ha detto Faggin – potranno mai sostituire il cervello, il cuore, la pancia dell’uomo. Non bastano i micro processori, i circuiti integrati. Serve un nuovo umanesimo per capire la differenza tra uomo e macchina ed evitare la sopraffazione di quest’ultima sulla nostra vita”.

Se il nuovo mondo ipertecnologico deve essere affrontato come un’opportunità in cui valorizzare l’anima artigiana, a frenare lo slancio degli imprenditori e a ingombrare il cammino dell’Italia c’è la pesante eredità di un vecchio mondo pieno di “macerie”. La Summer School ha messo in evidenza che sulle nostre spalle gravano l’inefficienza della giustizia civile, denunciata dall’ex magistrato Carlo Nordio, una questione meridionale mai risolta che incombe da un secolo e mezzo, come ha sottolineato Nicola Rossi, docente all’Università Tor Vergata di Roma, un debito pubblico altissimo che blocca la crescita italiana, come hanno sottolineato i professori Gianni Toniolo e Leonardo Morlino dell’Università Luiss di Roma, i quali hanno puntato il dito contro le tante riforme incompiute che hanno rinviato la soluzione dei problemi dell’Italia.

E a proposito di riforme incompiute, la senatrice Erika Stefani, già Ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie, ha citato il regionalismo differenziato, previsto dalla riforma costituzionale del 2001 e finora mai attuato, che prevede l’attribuzione alle Regioni, tramite una legge ordinaria, di ulteriori forme di autonomia e di competenze in base ad un’intesa tra lo Stato e la Regione interessata. La sicurezza è un altro tema cruciale del nostro futuro sul quale è intervenuto l’ex Ministro dell’Interno Marco Minniti il quale, nell’affrontare la questione dell’immigrazione, ha ribadito la convinzione che “sicurezza deve coincidere con libertà e umanità”.

Il passato che ritorna e preannuncia il futuro è la chiave di lettura utilizzata da Giulio Tremonti, già Ministro dell’Economia, per descrivere le inquietudini della nostra società e le incertezze dell’economia attraversata dalla tumultuosa globalizzazione. Uno scenario nel quale, è convinto Tremonti, si può trovare una soluzione puntando su produzione e lavoro. Il Segretario Generale di Confartigianato Cesare Fumagalli ha ricordato, concludendo i lavori della Summer School, che la sfida digitale, pur con tutti i suoi rischi, deve vedere protagonisti i piccoli imprenditori e Confartigianato si conferma nel ruolo di guida per orientare le scelte delle imprese e influire sulle scelte politiche finalizzate allo sviluppo del Paese.

Durante la Summer School sono stati analizzati gli oltre 10mila dati riassunti nel Rapporto Territori di Confartigianato.

“Una cartina di tornasole che indica come ogni piccola impresa è un pezzo di futuro del nostro Paese e del nostro territorio – commenta Daniele Riva, presidente Confartigianato Imprese Lecco, che ha partecipato ai due giorni di lavoro con il segretario generale Vittorio Tonini – perché costruisce reddito, lavoro, innovazione, export e benessere economico e sociale. Gli sforzi delle nostre imprese per rimanere competitive emergono nitidi su molti fronti, dal contributo all’occupazione alle esportazioni, dall’impegno nella formazione all’innovazione tecnologica. Accanto alle luci però persistono le ombre di un contesto che non sostiene la nostra passione: fisco, credito, burocrazia, infrastrutture sono ostacoli all’iniziativa imprenditoriale”.

I principali numeri riguardanti la provincia di Lecco (dati al 31 luglio 2019)

Fonte “Territori 2019” 9^ edizione – Ufficio Studi Confartigianato Imprese

INDICATORI LECCO
Microimprese (fino 10 addetti) 23.717
% microimprese su totale imprese 93,7
Occupati nelle microimprese 44.522
Piccole imprese (fino a 50 addetti) 25.090
Occupati in imprese sotto 50 addetti 68.973
Imprese artigiane registrate 8.550
Imprese artigiane nate al giorno nel 2018 2
Imprese artigiane femminili registrate 1.237
Imprese artigiane giovanili registrate 945
Imprese artigiane straniere registrate 840
Valore aggiunto dell’artigianato (mln euro) 1.229
Esportazioni manifatturiere (mln euro) 4.526
Quota export manifatturiero UE a 28(%) 67,9
Quota export manifatturiero extra UE 28 (%) 32,1

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