Lecco, 17 ottobre 2017   |  

Dibattito sul tema “Attualità di Gilbert Chesterton”

Saranno presenti Paolo Gulisano e Daniele De Rosa autori del libro “G.K. Chesterton – La sostanza della fede”, intervistati da mons. Franco Cecchin. Ospite d’onore l’attore e regista Enrico Beruschi.

conferenza chesterton

Il Centro Culturale S. Nicolò propone un incontro con dibattito sul tema “Attualità di Gilbert Chesterton”, brillante giornalista dell’Inghilterra del XX secolo e lucidissimo profeta della modernità e post-modernità. Appuntamento venerdì 20 ottobre 2017 ore 21.00 in Sala Ticozzi, Via Ongania – Lecco

Saranno presenti Paolo Gulisano e Daniele De Rosa autori del libro “G.K. Chesterton – La sostanza della fede”, intervistati da mons. Franco Cecchin. Ospite d’onore l’attore e regista Enrico Beruschi.

Beruschi è sicuramente uno dei più celebri interpreti dell’arte umoristica, un arte in cui eccelse lo stesso Chesterton. Lo scrittore inglese, reso famoso dal suo personaggio più fortunato, il prete-detective Padre Brown, non fu tuttavia semplicemente un umorista. Gilbert Keith Chesterton fu il più brillante giornalista dell’Inghilterra del XX secolo, uno scrittore poliedrico che seppe spaziare dai gialli dove era protagonista Padre Brown, ai saggi storici, dalla politica alla filosofia, il tutto però espresso con magnifica leggerezza, con l’uso magistrale del paradosso. Un uomo intenso, appassionato cercatore di verità, un polemista che finiva per diventare amico dei suoi avversari. Un lucidissimo e profetico interprete della modernità. Chesterton, a 80 anni dalla sua morte, è più interessante che mai: le sue opere sono continuamente ristampate in tutto il mondo, e il suo pensiero politico, il Distributismo, sembra essere una prospettiva per il futuro. Gilbert Keith Chesterton, è tuttora uno dei più popolari scrittori di lingua inglese, tradotto e letto in tutto il mondo.

Nato a Londra nel 1874, in piena Epoca Vittoriana, si spense nel 1936, a soli sessantadue anni, dopo una vita spesa con amore e passione per il Bello, il Buono, il Vero. Chesterton fu autore assai prolifico, che ci ha lasciato una produzione decisamente abbondante, consona alle dimensioni fisiche del suo autore. Accanto alle ben note opere narrative, tra le quali spiccano i racconti di padre Brown, nonché i romanzi, ricchi di immaginazione fantastica, da Il Napoleone di Notting Hill a L’Osteria Volante a L’uomo che fu Giovedì, troviamo un’eccezionale attività saggistica, e il suo talento sfornò in tale attività opere come Ortodossia o le biografie di santi come Francesco d’Assisi e Tommaso d’Aquino. Fu un genio che scosse l’Inghilterra dei primi decenni del ‘900. I suoi romanzi sono i tipici esempi del cosiddetto giallo-enigma, in cui si giunge alla soluzione del caso solo dopo una minuziosa raccolta di analisi degli indizi. «Indagare il mistero» fu anche lo stile di vita che assunse, oltre che una caratteristica della sua arte.

Questa ricerca fu anche di tipo spirituale: nato nella Chiesa Anglicana, nel corso della sua vita- grazie ad una serie di importanti incontri- diventò cattolico. La conversione di Chesterton fu la conseguenza della sua appassionata ricerca di verità, condotta sui libri, ma anche dovuta all’incontro e all’amicizia con alcune persone: l’amico Belloc, Frances, che con il suo credo anglo-cattolico cominciò a metterlo sulla buona strada, e infine padre John O’Connor, un sacerdote irlandese che viveva nello Yorkshire, un prete arguto e simpatico che gli ispirò il personaggio di padre Brown. Chesterton, attraverso padre Brown e i suoi tanti altri personaggi, fece uso dello stupore per riportare i suoi lettori in primo luogo al buon senso. Aveva fatto uso dell’umorismo, perché la risata e l’allegria è un vantaggio che non si può e deve concedere ai nemici della Fede, i quali, più che al buon umore, puntano al sarcasmo, a deridere piuttosto che a sorridere. Per questo motivo il Centro Culturale San Nicolò ha voluto che fosse presente a questo incontro Enrico Beruschi, un attore che ha sempre utilizzato nel corso della sua carriera questo umorismo buono, garbato, umano.

Chesterton si spense 80 anni fa , e alla sua morte, papa Pio XI mandò, per mezzo del Segretario di Stato Cardinale Eugenio Pacelli, un telegramma di cordoglio, in cui si piangeva la perdita di «un devoto figlio della Santa Chiesa, difensore ricco di doni della Fede cattolica». Era la seconda volta nella storia che un pontefice attribuiva a un inglese la qualifica di «difensore della fede». Forse la Segreteria di Stato non si era accorta dell’ironico accostamento, che avrebbe fatto esplodere Gilbert in una delle sue proverbiali risate, ma l’altro inglese era stato Enrico VIII, l’uomo che aveva inferto alla Chiesa in Inghilterra la ferita più grave e profonda. In effetti Chesterton si era assunto per tutto il corso della sua vita il compito di una difesa: di persone e cose concrete, del buon senso e della ragionevolezza. Difese la sostanza della Fede, ovvero la concretezza, oltre che un grande patrimonio da non perdere, da non svalutare, da non sciupare, ma anzi da valorizzare. Fece proprio il compito che la Chiesa ha da duemila anni: difendere e salvare l’uomo dal nulla e dalla distruzione. Il libro di Paolo Gulisano e don Daniele De Rosa è la più completa analisi del Chesterton-pensiero che sia mai stata pubblicata. Un libro per capire la sostanza di questo autore, una vera e propria guida al mondo ricco e suggestivo del grande scrittore inglese.

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