Lecco, 30 settembre 2019   |  

Dal 4 al 6 ottobre Staffetta solidale attorno al lago di Como

Gli organizzatorI: “Camminare, pedalare, remare e riflettere insieme per ribadire che salvare vite in mare non può essere un crimine”.

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Tre giorni di staffetta solidale attorno al Lario per ribadire come il salvataggio di persone che rischiano la vita in mare non possa essere reato.

Per questa ragione Comitato Noi tutti migranti, Anpi, Libera, Cpl, Legambiente, Fiab, Il Gabbiano, Mir Sada, Arci, Lezioni al Campo, Anolf, Amnesty International, Restiamo Umani Chiavenna, con il patrocinio dei Comuni di Lecco, Abbadia e Bellano, sostengono il tratto lecchese della Staffetta Solidale, manifestazione organizzata il 4, 5 e 6 ottobre dall'associazione “Un miglio non ci basta” di Menaggio, a sostegno della ong Mediterranea.

La staffetta partirà da Menaggio venerdì 4 ottobre alle ore 13 e toccherà San Siro, Dongo, Gravedona. Il giorno seguente partenza da Sorico per giungere a Colico alle 9, poi Dervio alle 11.30, in braca fino a Bellano con arrivo alle 13.45. Alle 16 tappa a Mandello, alle 17.30 ad Abbadia e poi in bici o in barca fino a Lecco, dove l'arrivo è previsto alle 18.30 al Monumento ai Caduti. Domenica 6 ottobre ultime tappe: in bici a Bellagio, Lezzeno, Como e Cernobbio, poi in battello fino a Tremezzo e ultimo tratto a piedi per tornare a Menaggio.

Camminare, pedalare, remare e riflettere insieme percorrendo le sponde del Lario per ribadire che salvare vite è umanità.

«Ci troviamo in un momento storico – spiega Emanuele Manzoni de Il Gabbiano – in cui chi salva vite in mare è sotto attacco. Noi pensiamo che nel momento in cui un essere umano sta morendo nel Mediterraneo, non esiste ragione per non intervenire. Non è possibile che il salvare vita umana venga considerato reato, né considerare criminale chi lo fa. Attualmente ci sono ancora due navi dell'ong Mediterranea sotto sequestro amministrativo a seguito del decreto sicurezza bis, anche per questo rimane l'emergenza di una manifestazione di questo tipo e di un cambio culturale».

«A ogni tappa – spiega Fabio Gerosa per il Comitato noi tutti migranti – è stato pensato un momento di accoglienza, con canzoni, letture, poesie, flash mob. Il bello è che ogni comunità adotti la staffetta e che ciascuno possa unirsi a essa per percorrerne un tratto. Saranno adottati anche dei simboli: i partecipanti indosseranno una striscia di coperta termica, ci sarà un libro di bordo dove esprimere i propri pensieri e un salvagente sarà portato lungo tutto il tragitto».

La serata di sabato a Lecco si terrà nell'area verde in via dell'Isola. Il programma prevede, a partire dalle ore 19: l'intervento di Donatella Albini, ginecologa che ha partecipato a diverse missioni sulla nave Mar Jonio, uno spettacolo teatrale organizzato da Libera e dagli studenti del Bertacchi, una cela collettiva a sostegno di Mediterranea e il concerto di Sara Velardo e di musicisti che hanno vissuto l'esperienza dell'accoglienza.

Arci provinciale e il Gabbiano mettono a disposizione alcuni posti letto per chi vorrà seguire interamente la manifestazione. Inoltre, come sottolinea Andrea Massironi di Anolf-Cisl, durante il percorso saranno distribuiti anche dei volantini per fa comprendere a pieno le ragioni della staffetta.

«Come Arci – spiega Paolo Casu – sosteniamo la campagna di Mediterranea fin dall'inizio, anche perché è una Ong che prende spunto dalla società civile, privati e associazioni. Le ong non vanno criminalizzate, bisogna cambiare il decreto sicurezza bis».

Patrizia Milani, spiega così la presenza di Anpi: «Vogliamo attuare la Costituzione italiana nella vita quotidiana. Non siamo fermi solo a discorso del passato, ma guardiamo anche al presente e al futuro».

La Fiab-Leccociclabile non è nuova a partecipare a iniziative su temi come questo: «Qualche anno fa – sottolineano Paola Schiesaro e Ludovico Cameroni - avevamo raccolto 100 bici da donare ai centri di accoglienza in collaborazione con La Casa sul pozzo. Siamo un'associazione ambientalista, ma riteniamo che non ci si debba limitare a considerazioni di tipo biologiche. La sostenibilità è data anche dalla parte umana».

 

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