Lecco, 11 giugno 2020   |  
Economia   |  Cronaca

Cultura e creatività lariane valgono 1,3 miliardi

Una nota della Camera di commercio di Como-Lecco certifica che il Settore, nel 2019, prima del virus di Wuhan dava lavoro a 23.000 persone.

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Immagine del Lago di Como, sponda orientale (credit Youtube)

Nel 2018, secondo Istat e Banca d’Italia, la spesa " in loco" dei turisti stranieri aveva sfiorato il miliardo di euro a Como, con 902 milioni (+0,2% tendenziale) mentre a Lecco si contavano 89 milioni di fatturato (+26,9%). Dal report nazionale "Io sono cultura", pubblicato da Unioncamere e Fondazione Symbola, emerge che il valore aggiunto prodotto nel 2018 dal «sistema produttivo culturale e creativo» dell’area lariana risulta pari a 1,3 miliardi (il 5,1% del totale delle due province), con 23.000 addetti.

Le province di Lecco e Como si piazzano al settimo e all’ottavo posto nazionale per quota delle imprese “culturali” sul totale, con un’incidenza rispettivamente del 5,9% e del 5,8%.

Il registro imprese, a fine 2019, conta 5.136 imprese turistiche. Le localizzazioni attive (che comprendono sedi legali di imprese lariane, unità locali "in loco" di imprese lariane ed extra-lariane) sono oltre 7.200 (il 9% del totale lombardo), con circa 26.800 addetti (l’8,6% del totale regionale). In provincia di Como sono circa 4.900, con quasi 18.400 dipendenti e, in provincia di Lecco, 2.400 con circa 8.500 addetti.

Ii report realizzato dalla Camera di Commercio di Como-Lecco, inserisce inoltre dati previsionali sull’impatto del virus di Wuhan sulla filiera turismo e trasporti, realizzata da Cerved e sviluppati su modelli statistici di previsione dei bilanci.

Su 1.600 micro-settori e sotto-mercati, i comparti che nel 2020 subiscono, in uno scenario “soft” di calo del fatturato, in cui cioè non saranno necessari nuovi confinamenti grazie a efficaci azioni di contenimento del contagio, sono legati alle attività di proiezione cinematografica (-65%), ai trasporti (tra cui trasporto aereo di passeggeri -50,8%), agenzie viaggi e tour operator (-43,8%), alberghi (-42,9%), organizzazione di fiere e convegni (-40%), strutture turistiche extra-alberghiere (-35,4%) e ristorazione (-33,8%).

Le attività in cui il calo di fatturato sarà maggiore in caso, invece, di un nuovo "lockdown", sono sempre le attività di proiezione cinematografica -80%, cui seguono per gravità quelle del trasporto aereo di passeggeri -60,8%, agenzie viaggi e tour operator -55%, alberghi -52,9%, organizzazione di fiere e convegni -50,4%, ristorazione -50,3%.

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