Lecco, 09 luglio 2018   |  

Aerosol: un'azienda rimasta vuota, senza dipendenti e clienti

di Mario Stojanovic - Stefano Scaccabarozzi

Nuovo tavolo in Prefettura e nuova assenza dell'amministratore unico Giovanni Bartoli.

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«O i soci si decidono a immettere nuove risorse con l'avvallo del giudice per far ripartire la produzione oppure è tutto inutile»: all'uscita del nuovo tavolo convocato dalla Prefettura di Lecco per la crisi dell'Aerosol i sindacalisti Nicola Cesana (Cgil), Massimo Ferni (Cisl) e Celeste Sacchi (Uil) sono tornati a ribadire l'assoluta necessità di nuovi capitali per evitare che la storica azienda di Valmadrera vada in fallimento, deupaperando così un capitale umano e tecnico che fino a due anni fa dava lavoro a 120 persone con 20milioni di euro di fatturato.

WhatsApp Image 2018 07 09 at 10.45.17Ancora una volta dal tavolo convocato dalla Prefettura, il secondo in un mese, non emergono grandi novità vista la nuova assenza dell'amministratore unico Giovanni Bartoli: «Abbiamo ribadito con forza quanto i lavoratori hanno voluto mettere nero su bianco in un volantino: vogliono giustizia, vogliono gli otto stipendi arretrati e vogliono risposte. Non è possibile che a quasi due anni dalla cessione non si sappia ancora chi sono i soci che controllano Aerosol, né che intenzione abbia questa proprietà. Aerosol se ben gestita aveva ancora un futuro perché era leader nel proprio settore».

Sul tema dei soci nemmeno da parte della Prefettura ci sarebbero grandi margini di manovra: «Il Prefetto – continuano i sindacalisti – ci ha spiegato che non rientra nelle sue prerogative e che per attivare la Procura e la Finanza serve un'ipotesi di reato che a oggi sembra difficile da identificare. Anche sull'assenza odierna di Bartoli ci è stato risposto che comunque con la richiesta di concordato ha compiuto un'azione che spiega quello che intende fare».

Intanto i lavoratori, tutti o quasi, si sono dimessi per giusta causa per non perdere il diritto alla Naspi. Nelle ultime settimane sarebbero quaranta i dipendenti che se ne sono andati, per un organico di Aerosol ormai composto da poche unità contro la cinquantina di lavoratori in forza un mese fa e i 120 dello scorso anno.

WhatsApp Image 2018 07 09 at 10.36.51Lavoratori allo stremo delle forze che ieri hanno comunque manifestato davanti alla Prefettura distribuendo un volantino che riassume la storia di questi ultimi due anni di crisi (volantino presente nella galleria fotografica sottostante) di un'azienda che ha la propria produzione ferma dal 15 dicembre.

Purtroppo non si vedono possibili svolte positive in tempi rapidi: «Se pensiamo che la scadenza del piano di concordato è il 27 settembre e che potrebbero chiedere al giudice una proroga si capisce quanto i tempi potrebbero essere lunghi. Nel frattempo i clienti di Aerosol che non hanno più merce da mettere sugli scaffali se ne andranno. D'altronde il dottor Fumagalli è stato chiaro quando ci ha detto di trovarsi in una società vuota, senza lavoratori e senza soldi da spendere. Come può ripartire così?».

L'intenzione della Prefettura sarebbe ora quella di convocare, probabilmente a settembre, una nuova riunione alla presenza dei commissari giudiziali nominati dal tribunale al fine di avere nuovi elementi circa il piano economico finanziario con cui Bartoli intende pagare una percentuale dei debiti e far ripartire la produzione.

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