Lecco, 20 luglio 2019   |  

Cinquant'anni fa gli Stati Uniti sbarcavano sulla Luna

di Donatella Salambat

Nella notte tra il 20 e il 21 Luglio1969 due astronauti statunitensi esploravano, camminando per 21 ore, un'ampia area del territorio lunare. "Un piccolo passo per un uomo, un grande passo per l'umanità".

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Era la notte tra il 20 ed il 21 Luglio 1969 quando due astronauti americani, Neil Armastron e Buzz Aldrin, cominciarono a camminare sul suolo di un altro pianeta.

Quella notte milioni di italiani rimasero incollati al grande schermo per assistere alla prima maratona televisiva che raccontava le fasi salienti dello sbarco. La diretta televisiva fu trasmessa dallo studio 3 di via Teulada e condotta dal giornalista Tito Stagno, in collegamento con Ruggero Orlando, allora corrispondente Rai, dal centro della Nasa a Houston Texas. Ben 28 ore di diretta, nella quale i due giornalisti descrissero a milioni di telespettatori ogni momento dello storico avvenimento dall’ allunaggio sino alla partenza per il viaggio di ritorno verso la Terra.

L’Apollo 11 fu la prima missione spaziale che riuscì a far calpestare la polverosa superficie lunare all'uomo. L' equipaggio era composto da Neil Armstrong e Buzz Aldrin che trascorsero 21 ore sulla superficie del satellite della Terra raccogliendo campioni, mentre Michael Collins, pilota, era a bordo del modulo di comando Columbia. La missione si concluse il 24 Luglio con l’ammaraggio nell’Oceano Pacifico.

Gli Stati Uniti realizzarono uno degli obiettivi che si erano posti fin dal dopoguerra e che era anche il sogno del presidente John Fitzegerald Kennedy (assassinato a Dallas il 22 Novembre 1963): conquistare lo spazio. Fin dal Settembre 1962, allo stadio della Rice University di fronte ad una folla di studenti universitari e famiglie, Kennedy aveva tenuto un accorato ed intenso discorso in cui aveva manifestato il desiderio di vincere la conquista dello spazio superando l'Urss, a quel tempo anch'essa lanciata a raggiungere la Luna. Il suo sogno era di assistere ad una camminata dell’uomo sulla superficie della Luna ed essere in grado di riportarlo sulla Terra sano e salvo.

John Fitzgerald Kennedy riuscì nell'intento di far sognare diverse generazioni, oltre al sua, in un secolo, come il Novecento, travagliato da due conflitti mondiali ed in seguito dalla guerra fredda tra America e Urss, che vide il suo apice nella crisi di Cuba, fortunatamente risoltasi con l'intervento di Papa Giovanni XXIII e la saggezza di Kusciov e dello stesso Kennedy.

Anche le imprese spaziali divennero in quegli anni un nuovo campo di competizione tra le due superpotenze. La conquista dello spazio rappresenta ancora oggi un obiettivo e stimola un forte desiderio di conoscenza. Era il 3 Novembre 1957 quando la Russia lanciò nello spazio lo Sputnik 2 con il primo essere vivente, la cagnetta Laika. Negli anni a seguire il presidente americano Dwight Eisenhower lanciò il progetto Vanguard, che portò al lancio di un razzo, il Saturno 5, progettato dall’esercito e da un ingegnere tedesco, Wernher Von Braun. Era il primo Febbraio 1958, gli Stati Uniti registrarono il loro primo successo nello spazio. La gara continuò serrata tra le due superpotenze, il pubblico conobbe personaggi come Yuri Gagarin, che il 12 Aprile 1961 con la navetta Vostok I fu il primo russo a navigare nello spazio; seguirono l’americano Alan Shepard con la Mercury 3 il primo americano nello spazio e John Glenn il 20 Febbraio 1962 a bordo della Mercury 6 il primo a raggiungere l’orbita lunare.

Lo sbarco sulla Luna stimolò progressi in molti settori delle scienze e della tecnologia, informatica e telecomunicazioni. Le missioni Apollo vengono ricordate ancora oggi come lo strumento che ha permesso all’uomo di raggiungere luoghi dove non era mai stato prima.

La conquista della Luna, fu un ambizioso progetto di Urss e Usa, stimolato in gran parte dalla guerra fredda, alla fine ha saputo convogliare capacità, conoscenze e unito le migliori menti scientifiche nel raggiungere un obiettivo comune facendo compiere all’intera umanità un grande passo.

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