Roma, 28 agosto 2021   |  

Cei procedimento concorsuale per 5 mila insegnanti di religione

La presidenza della Cei ha deciso di rivolgersi con una lettera ai vescovi anche in vista della procedura concorsuale che prevede il reclutamento di 5116 insegnanti.

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Gli elementi che vi convergono sono molti e tutti di primo piano: la questione della centralità dell'insegnamento della religione, il precariato che caratterizza talune persone che lo praticano, l'attenzione dello Stato a questo ambito formativo. La presidenza della Cei ha deciso di rivolgersi con una lettera ai vescovi anche in vista della procedura concorsuale che prevede il reclutamento di 5116 insegnanti.

La prima considerazione della presidenza della Conferenza Episcopale Italiana concerne "l'apprensione crescente" e "l'inquietudine" di molti insegnanti di religione la cui professione non è ancora assurta allo status di ruolo.

Nell'esprimere la "vicinanza alle situazioni personali e familiari, come pure il sostegno per una sempre migliore stabilizzazione del rapporto di lavoro", la Cei si sofferma sul rapporto istituzionale di buona levatura e interlocuzione sempre mantenuto con le realtà istituzionali.

Un continuo scambio di vedute documentato di recente dall'incontro del 15 giugno tra monsignor Stefano Russo, segretario generale della Conferenza Episcopale, e il ministro dell' istruzione Patrizio Bianchi. Un prossimo incontro dovrebbe tenersi tra pochi giorni, nel mese di settembre, "per elaborare- dice la Cei nella lettera - un percorso di stabilizzazione che non sia penalizzante per gli insegnanti di religione già in possesso di un'idoneità diocesana che attesta la qualità della preparazione".

Lo sguardo è puntato soprattutto sui docenti di lungo corso i quali, soggiunge la Cei, "da molti anni in segnano con impegno e profitto permettendo di continuare a mantenere elevato il numero di alunni che scelgono liberamente di avvelarsi di questa disciplina scolastica".

Temi affrontati a più riprese dalla presidenza, nell'ultimo periodo in un incontro del 17 agosto. "Sono state tutte occasioni - continua la Cei - per condividere le esperienze e le preoccupazioni di ciascun vescovo, la sintesi di quanto emerso ha costituito e continua a rappresentare il fondamento su cui poggiano i colloqui con le autorità civili". La Cei si è impegnata ad aggiornare in tempo reale riguardo a "ogni novità che dovesse emergere nei prossimi incontri con le autorità competenti in materia". (Cri.Com.)