Lecco, 11 settembre 2019   |  

"Cavalcare un fatto di violenza è una violenta porcheria"

Paolo Trezzi: Resta solo un treno carico di odio e semplificazione che fuori dalla cabina elettorale non va da nessuna parte

Cara Resegoneonline
E’ già salita sul treno della retorica la campagna elettorale del Comune di Lecco. Di questo passo, stazione dopo stazione, pretesto dopo pretesto sarà un viaggio estenuante per noi cittadini.

Oggi è il turno di tutta la destra e opposizione che dopo essere rimasta tempo addietro scioccata da una tenda da montagna nel sottopasso della stazione tanto da farcelo sapere pubblicamente 2 minuti dopo, oggi non crede vero poterci dire che la stazione di Lecco è il Bronx, o forse è il Bronx che è come la nostra stazione.

Rappresentanti di movimenti e partiti che anche, ma non solo, in queste ore abbiamo visto maneggiare la violenza con toni da paura che, per mero consenso, cavalcano in maniera becera un fatto grave di cronaca.

Un fatto grave diventa emergenza e allarmante, la Stazione diventa terra di nessuno, sebbene poteva succedere ovunque che un delinquente (o un ragazzo con problemi psichici) picchi un passante. Purtroppo.
Non è evidentemente questione di controllo. E’ stato preso 1 minuto dopo dalle forze di polizia. Non è evidentemente questione di buio e deserto la sera tarda, è avvenuto all’ora di pranzo. Non è evidentemente questione di cancelli se non vogliamo chiudere ogni passaggio, ogni vicolo, ogni strettoia, perché poteva succedere ovunque e da chiunque.

Approfittare di un atto violento, grave, ma, purtroppo, non prevedibile e quindi con alcuna possibilità di evitarlo, con le grida facili facili per la militarizzazione degli spazi pubblici o la negligenza amministrativa è una porcheria.

Accumunare un fatto grave e violento con il fenomeno dell’immigrazione è stupido. Stupido e altrettanto violento perché colpisce ancora più persone e più diffusamente, Creando anche un clima d'odio. (leggere la valanga di tali commenti su Facebook per rabbrividire davvero)

Fare campagna elettorale e propaganda o dipingere la nostra stazione come luogo dove aver paura di passare o che ci passino i nostri ragazzi magari soli, come per di più così non avviene altrove, è una strumentalizzazione e una mera volontà di trarre consenso facile.

I problemi sono complessi, la serietà sarebbe doverosamente d’obbligo e invece per la politica in perenne campagna elettorale le sfumature sono abolite, i dubbi triturati, la cultura abrogata, il ragionamento espulso.

Resta solo un treno carico di odio e semplificazione che fuori dalla cabina elettorale non va da nessuna parte, e a perderci è la realtà e anche la Città a cui questi politicanti che cavalcano un fatto di cronaca così, in realtà non interessa nulla.

Paolo Trezzi

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