Lecco, 12 giugno 2019   |  

Camminare

di Gabriella Stucchi

“Vorrei spendere qualche parola in favore della Natura, della libertà e dello stato selvaggio, contrapposti a una libertà e a una cultura puramente civili...”.

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Così si apre il libro di Henry David Thoreau, scrittore statunitense. Poche pagine, ma di una grande forza interiore, che esprime con il “camminare” che porta in ambiti diversi, ma sempre molto significativi.

In primo luogo perché la camminata sia proficua, occorre essere liberi da ogni impegno mondano: allora si gode il vagare nei boschi, sulle colline e per i campi, immergendosi nella natura: lì c’è la sorgente della vita, si scoprono cose nuove, fonte di grande felicità. L’autore nota come purtroppo oggi, con la costruzione di abitazioni anche nei villaggi, si abbattono alberi e si deturpa il paesaggio.

Thoreau affronta il suo cammino ideale guardando il fiume, il prato e la foresta: da lontano vede gli uomini intenti alle loro faccende, alle loro attività: la scuola, il commercio, l’industria, l’agricoltura e la politica, ed è stupito dal poco spazio che utilizzano nel paesaggio. Cammina con libertà in un villaggio, che un giorno sarà frazionato; ci saranno recinzioni che permetteranno l’accesso solo a qualche ‘gentiluomo’, lasciando sulla strada altri.

Un altro passaggio riguarda la direzione da prendere: Thoreau preferisce volgersi verso la natura selvaggia e in particolare verso l’Oregon, celebre per la diversità dei suoi paesaggi, che includono foreste, montagne, allevamenti e spiagge, oltre che per l'eccentrica cultura avanguardista.
Il tramonto ispira invece il desiderio di andare verso Occidente, che attrasse anche Colombo. Dal contatto tra la spinta verso occidente e la barriera dell’Atlantico sono scaturiti il commercio e l’imprenditorialità dei tempi moderni.

L’autore riporta altre mete di viaggio compiute: il paesaggio del Reno, che ha fornito ricordi storici; il paesaggio del Mississippi, dove ha visto le città in espansione.
Aggiunge poi che desidererebbe abitare in una palude, dove risiede l’essenza profonda della Natura. Altra nota significativa l’ascia, la vanga e la zappa: sono le armi con cui si sono ottenute le vittorie più importanti, da tramandare nella storia.

Thoreau affronta poi il tema della letteratura, sostenendo che è difficile trovare autori capaci di donare un’espressione adeguata alla Natura, nelle sue varie manifestazioni: la più efficace è la mitologia, perché in essa la Natura è più fertile.

Riguardo all’uomo, Thoreau sostiene che è meglio trattare con un uomo che non sa nulla su un argomento, piuttosto che con chi pensa di sapere tutto: “ il nostro effettivo dovere è la conoscenza tesa alla nostra liberazione”. L’autore riprende il concetto già espresso prima: la necessità, per l’uomo, di avvertire un forte richiamo verso la Natura, di cogliere e godere anche degli aspetti più comuni, che però entrano nella vita e ne fanno parte. Invece non ci si rende più conto né del numero inferiore di alberi, né di quello di piccioni, dato che il boschetto è stato devastato e svenduto per motivi di ambizione.

Toccante la parte finale, in cui l’autore invita a vivere “il vangelo del momento presente”, dove scorre un ruscello, dove il sole si posa sull’erba asciutta, sugli steli degli alberi e sulle foglie delle querce, dove si scorge un falco solitario con le ali indorate dai raggi del sole al tramonto...

In questa spettacolare manifestazione della natura l’autore vede rappresentata la Terra Santa, dove il sole brillerà ancora più luminoso, rischiarando le nostre menti, i nostri cuori e la nostra esistenza “con una grande luce che ci risveglierà calda, serena e dorata..”.

Il libro presenta un’intuizione geniale, peraltro molto utile nel momento attuale: il “camminare” visto come mezzo per cogliere le meraviglie della natura e, attraverso queste, arrivare al Creatore. Lo stesso spunto offerto da Marina Corradi nello scritto finale - “Gramática parda” (“grammatica oscura”) - che non si impara sui libri, ma nei boschi e nei pascoli.

Henry David Thoreau “Camminare” – Marietti 1820 – euro 9.50

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