Bevera , 12 settembre 2021   |  

Bevera festeggiato padre Stephen per i 5 anni di sacerdozio

di Italo Allegri

Nella serata di venerdì 10 settembre, la comunità pastorale Maria Regina deli Apostoli di Barzago, Bevera e Bulciago, ha celebrato in letizia il quinto anniversario di ordinazione sacerdotale del Vicario Parrocchiale padre Stephen. Larga partecipazione di popolo. Presenti i Sindaci di Barzago e Bulciago.

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La Festa di Bevera è iniziata quest’anno venerdì sera 10 settembre con la solenne celebrazione, che ha posto al centro i festeggiamenti per il quinto anniversario di ordinazione sacerdotale di padre Stephen, missionario della Consolata e attuale Vicario Parrocchiale della comunità pastorale Maria Regna degli Apostoli, che unisce la parrocchie di San Bartolomeo di Barzago, Santa Maria Nascente di Bevera e San Giovanni Evangelista di Bulciago. Diffuso il clima di gioia che ha caratterizzato la fausta circostanza. Santuario occupato all’interno in tutti i posti a sedere, nel rispetto della normativa anti-pandemica, mentre buona parte dei fedeli ha partecipato alla Messe dal tendone installato nel piazzale antistante il luogo di culto mariano, attraverso il grande schermo. La liturgia è allietata dai canti della Corale del Santuario, nello splendore esaltante di luci e composizioni floreali.

Il festeggiato e i concelebranti raggiungono processionalmente l’altare partendo dall’oratorio parrocchiale. Introduce l’eucaristia il parroco don Giovanni Colombo con il seguente pensiero: “A padre Stephen va la nostra preghiera e insieme a lui vogliamo ricordare i suoi cinque anni di sacerdozio. È la prima tappa che mette nel suo cuore. Ci teneva. L’anno scorso disse: “La mia vita è fatta da tanti eventi” e uno di questi era il 20 di agosto, quando è stato consacrato sacerdote, proprio 5 anni fa. Il 20 agosto sorso era in Africa, ma oggi vogliamo far festa insieme. E la prima cosa che dobbiamo fare è ringraziare il Signore per l’inizio della festa del nostro Santuario. E saluto, insieme a padre Stephen, padre Eugenio che è il suo superiore in questo momento, padre Antonio che conosciamo bene, e poi ci sono alcuni padri della Consolata: padre Emanuele, padre Giuseppe, padre Cesarino; inoltre, don Enrico Vitali, parroco emerito di Bevere, don Biagio, nativo di Bevera, e don Fabrizio Crotta che è stato parroco di questa Comunità Pastorale. Tutti uniti ci presentiamo al Signore per l’intercessione della nostra Madonna di Bevera”. Alla celebrazione partecipano i sindaci di Barzago Mirko Ceroli e di Bulciago Luca Cattaneo.

Prima del canto del gloria padre Stephen ripercorre i tratti salienti del quinquennio, quando “il Signore mi ha chiesto il sacro lavacro davanti ai popoli” la sua risposta senza esitazione è stata: “Sì, eccomi Signore”. Nel corso del suo discernimento, formazione e vita sacerdotale si è sempre affidato alla Madonna, perché “è stata Lei a indicarmi questa strada”. Un percorso lungo e non privo di difficoltà. E quando manifestava il suo desiderio di diventare sacerdote, molti dei suoi amici e cari parrocchiani, conoscendo le tante sofferenze subite, dubitavano che un giorno sarebbe diventato presbitero. Così Stephen ogni giorno si rivolgeva alla Madonna, ancora ragazzino, per chiedere la sua intercessione, rammentando le parole detta da Gesù all’apostolo Giovanni: “Questa è tua Madre”; e da lì è iniziato il suo percorso di vita sacerdotale.

Quindi ringrazia quanti gli sono stati vicini e lo hanno aiutato in questo percorso e lo hanno sempre fatto sentire a casa: “Vorrei pregare in questa celebrazione per tutta la Comunità Pastorale e il nostro parroco don Giovanni”. Quando qualcuno gli chiede cosa fa in Italia, padre Stephen risponde: “Faccio animazione e do testimonianza, ho il piacere di essere Vicario di questa comunità e sono pieno di gioia nel rendere servizio a Dio nel suo amore, sempre con il sorriso sulle labbra e una immensa gioia nel cuore”.

Nella riflessione omiletica padre Stephen condivide con l’assemblea la gioia di essere sacerdote. Parte da una domanda postagli da un amico: “Qual è la fonte della tua gioia in questi cinque anni di ordinazione?”.

Risposta: “Sono stato ordinato sacerdote religioso e missionario, volevo scoprire la gioia del sacerdozio missionario. È una gioia missionaria che si diffonde e attrae, cominciando a ritroso con quelli più lontani da me fino a tutta la Chiesa universale. Quando sono stato ordinato sacerdote, mi sono reso conto che il Signore mi ha unto in Cristo sommo sacerdote con l'olio della letizia e questa funzione mi ha invitato ad accettare e apprezzare questo grande dono: la letizia, la gioia di essere sacerdote che nessuno e nessuna circostanza può togliermi”.

Ed è veramente pervasiva al letizia che sa diffondere padre Stephen quando hai occasione di incontrarlo. “Tuttavia, nel corso di questi anni ho scoperto che questa gioia può rimanere dormiente, o essere soffocata dal peccato o dai problemi della vita, ma in fondo rimane intatta e può essere sempre rinnovata”. Il Vicario Parrocchiale non dimentica comunque di essere missionario.

“Questa gioia missionaria, ho imparato durante il mio servizio come sacerdote; che è destinata a battezzare e confermare, guarire e santificare, benedire, confortare ed evangelizzare coloro che sono affidati alle mie cure come pastore”.
Stephen cullava il grande sogno di battezzare, ma fino ad oggi il Signore lo ha chiamato ad amministrare solo sue battesimi: di cui uno nella attuale Comunità Pastorale.

“Tuttavia, questa gioia è anche una gioia custodita, anche in quei momenti depressi, quando tutto sembra buio e un senso di isolamento si impadronisce di me, in quei momenti di scoraggiamento e di noia che a volte mi travolge nella mia vita sacerdotale, anche in quei momenti ho imparato che il popolo di Dio è capace di custodire questa gioia; è capace di proteggere, di abbracciare e di aiutarmi ad aprire il mio cuore per trovare una gioia rinnovata”. Lo stile di Chiesa indicato da papa Francesco.

“Questo è possibile quando mi rendo conto che sono chiamato ad uscire da me stesso e a trovare i segni dell'uscita “exit”. Quei segni che mi indicano, esci da me stesso esci per cercare Dio in adorazione, esci e dai al tuo popolo ciò che ti è stato affidato, perché il tuo popolo ti farà sentire e gustare chi sei, qual è il tuo nome, qual è la tua identità, cioè un sacerdote religioso e missionario. Allora, cercando i segni di uscita ho imparato un aspetto chiave della mia vita sacerdotale, la disponibilità”.
Quale atteggiamento deve caratterizzare il pastore che cerca e guida il suo popolo.

“Ho imparato che la disponibilità di un sacerdote fa della Chiesa una casa con le porte aperte, un rifugio per i peccatori, una casa per le persone che vivono sulla strada, un luogo di cura amorevole per i malati, un campo per i giovani, un'aula per la catechesi dei bambini. Inoltre, ho imparato che con disponibilità, ovunque il popolo di Dio abbia bisogno o desideri, c'è un sacerdote, che sa ascoltare e sente un mandato amorevole di Cristo che lo manda ad alleviare quel bisogno con la misericordia e ad incoraggiare quei buoni desideri con una carità piena di risorse”.

Pensiero conclusivo: “Allora, in questa celebrazione, vorrei pregare perché Cristo sommo sacerdote permetta ai giovani e ai giovani sacerdoti di scoprire la gioia che viene dal rispondere alla sua chiamata, e conservi la gioia di andare avanti a spendere la loro vita per lui. E inoltre vorrei pregare perché Cristo dia la gioia di un secondo slancio a coloro che hanno servito come sacerdoti per molti anni, e per far conoscere meglio la gioia dei sacerdoti anziani, sani o infermi. Maria madre dei sacerdoti prega per noi”.

Al termine della celebrazione la sintesi di don Giovanni: “Manifesta è la gioia di padre Stephen con il suo bilancio di questi primi cinque anni di Messa, che hai fatto un po’ insieme a noi, che hai condiviso con noi. Se penso a quando io ho celebrato cinque anni di Messa, mai avrei immaginato di diventare Parroco di tre parrocchie, perché le comunità pastorali non c’erano ancora e mai avrei pensato di avere un coadiutore africano: era proprio l’ultimo dei miei pensieri. La vita però non smette mai di sorprendere. È vero che nella vita sacerdotale ci sono tante cose faticose e complicate, ma anche tanti motivi di gioia. E come mi piace spesso ricordare quando siamo diventati preti! Certo era bello dopo cinque anni di Messa, ma penso che dopo 10, 15 fino a quando Dio vorrà sia ancora più bello. Perché all’inizio c’è sempre l’opera di Dio, ma la cosa più bella è che fra 10 o 15 anni l’azione di ogni sacerdote diventi sempre più concreta e, nello stesso tempo, e sempre più gioiosa”.

Caloroso l’applauso rivolto dall’assemblea a padre Stephen, quindi due rappresentati della Comunità Pastorale porgono al festeggiato un omaggio: un paio di scarpe per continuare a camminare nella Chiesa dispensando sacramenti e servizio. Anche i due Sindaci presenti consegnano un pensiero augurale a padre Stephen. Quindi preghiera finale rivolta alla Madonna di Bevera affinché allieti il suo popolo con nuove vocazioni. Benedizione solenne finale. Benedizione singola di ogni fedele con la reliquia della Madonna. Conclude la serata l’appuntamento sotto il tendone per un gustoso rinfresco per tutti i presenti, taglio della torta e la possibilità di porgere gli auguri al festeggiato o salutare i sacerdoti e parroci emeriti presenti.