Lecco, 17 luglio 2017   |  

Avvisi di accertamento via pec da Luglio

di a cura dello studio Qualitas Commercialisti Associati

Senza alcuna ulteriore comunicazione o trasmissione per via cartacea e postale da parte dell’Agenzia delle Entrate.

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Dal 1° luglio 2017 imprese e professionisti potranno ricevere la notifica degli avvisi di accertamento direttamente nella propria casella PEC, senza alcuna ulteriore comunicazione o trasmissione per via cartacea e postale da parte dell’Agenzia delle Entrate.

L’art. 7-quater, comma 6 del DL 193/2016 convertito, infatti, ha introdotto un ultimo comma all’art. 60 del DPR 600/1973, ovvero l’articolo di riferimento per le notificazioni degli avvisi di accertamento. La decorrenza delle nuove diposizioni è stabilita dal successivo comma 7 del predetto art. 7-quater, secondo cui esse si applicano alle notificazioni degli avvisi e degli altri atti che per legge devono essere notificati ai contribuenti a decorrere dal 1° luglio 2017.

Il predetto comma 6 reca in sé sostanzialmente tutta la disciplina della notifica degli avvisi di accertamento tramite PEC. In particolare, essa prevede, innanzitutto, che la notificazione degli avvisi e degli altri atti che per legge devono essere notificati alle imprese individuali o costituite in forma societaria e ai professionisti iscritti in albi o elenchi istituiti con legge dello Stato “può essere effettuata direttamente dal competente ufficio” a mezzo PEC all’indirizzo del destinatario risultante dall’indice nazionale degli indirizzi di posta elettronica certificata (INI-PEC).

È bene evidenziare, sin d’ora, che, stante il tenore letterale della disposizione, l’utilizzo della PEC per la notifica è una facoltà per l’Ufficio, il quale, quindi, ben può continuare a utilizzare le altre modalità di notifica previste dalla legge, a partire dagli altri commi dell’art. 60 citato.

Si ricorda, poi, che l’indice INI-PEC è stato istituito ai sensi dell’art. 6 del CAD ed è realizzato a partire dagli elenchi di indirizzi PEC costituiti presso il registro delle imprese e gli ordini o collegi professionali. Tale indice è liberamente consultabile all’indirizzo https://www.inipec.gov.it/ e attualmente contiene circa un milione e mezzo di indirizzi PEC di professionisti e circa 4 milioni e mezzo di indirizzi PEC di imprese, soggetti che per legge già da tempo sono obbligati alla comunicazione del proprio indirizzo PEC alla Camera di Commercio (per le imprese) ovvero all’albo (per i professionisti).

In precedenza non era possibile notificare direttamente gli avvisi di accertamento tramite PEC, perché l’art. 48 del CAD, che stabilisce che la notifica tramite PEC equivale alla notificazione per mezzo della posta, faceva salvo il caso in cui la legge disponesse diversamente, come avveniva appunto con le disposizioni dell’art. 60 che dettano una disciplina specifica per la notificazione degli atti tributari.

Con la L. 225/2016, di conversione del DL 193/2016, è stato inserito, appunto, il sopra richiamato art. 7-quater, che ha modificato nei termini poc’anzi descritti l’art. 60, con l’introduzione di un ultimo comma (il settimo), così da superare la suddetta limitazione della notifica tramite PEC degli avvisi di accertamento, che, quindi, dal 1° luglio potranno essere direttamente “consegnati” dall’Ufficio alla casella PEC dell’impresa o del professionista risultante nel summenzionato indice.

Se la casella di posta elettronica risulta satura – recita il settimo comma dell’art. 60 – l’Ufficio effettua un secondo tentativo di consegna decorsi almeno sette giorni dal primo invio.

Se anche a seguito di tale tentativo la casella di posta elettronica risulta satura oppure se l’indirizzo di posta elettronica del destinatario non risulta valido o attivo, la notificazione deve essere eseguita mediante deposito telematico dell’atto nell’area riservata del sito internet della società InfoCamere e pubblicazione, entro il secondo giorno successivo a quello di deposito, del relativo avviso nello stesso sito, per la durata di quindici giorni; l’Ufficio inoltre dà notizia al destinatario dell’avvenuta notificazione dell’atto a mezzo di lettera raccomandata, senza ulteriori adempimenti a proprio carico.

Possibile comunicare la casella PEC agli uffici

Ai fini del rispetto dei termini di prescrizione e decadenza, la notificazione si intende comunque perfezionata per l’Ufficio nel momento in cui il suo gestore della casella di posta elettronica certificata gli trasmette la ricevuta di accettazione con la relativa attestazione temporale che certifica l’avvenuta spedizione del messaggio, mentre per il destinatario si intende perfezionata alla data di avvenuta consegna contenuta nella ricevuta che il gestore della casella di posta elettronica certificata del destinatario trasmette all’Ufficio.

Da segnalare, infine, che, su specifica richiesta dell’interessato, la notifica degli avvisi di accertamento tramite PEC può essere effettuata anche per i soggetti diversi da quelli obbligati ad avere un indirizzo PEC da inserire nell’INI-PEC, come può essere, ad esempio, il caso di una persona fisica (non imprenditore), che, per ragioni personali, sia dotata di una casella PEC e voglia utilizzarla per dialogare con l’Amministrazione finanziaria: a tal fine dovrà essere trasmesso un apposito modulo di comunicazione del proprio indirizzo PEC reperibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

Infine, due annotazioni di carattere operativo: innanzitutto, per come è strutturato il sistema, già ben noto a chi da tempo riceve le cartelle di pagamento via PEC, è irrilevante, ai fini della validità della notifica, che il messaggio di posta elettronica sia letto dal destinatario, perché ciò che rileva è soltanto la “consegna elettronica” nella casella PEC (quindi, cancellazioni accidentali del messaggio, impossibilità di lettura e problemi tecnici “locali” sul pc del destinatario difficilmente potranno essere utilizzati come eccezioni per vizi di notifica).

Potrebbe essere interessante, per chi non ha la possibilità di consultare la PEC quotidianamente – perché tale deve essere, alla luce di queste novità, la frequenza del controllo della casella – e anche e soprattutto per gli operatori meno “strutturati”, la possibilità offerta ormai da molti gestori di inoltrare a un’altra casella di posta elettronica ordinaria, oppure via sms a un telefono cellulare, la comunicazione che è pervenuto un nuovo messaggio PEC nella relativa casella.

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